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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Con la sentenza n. 75/2023 la Corte costituzionale ha respinto le censure contro la legge della Regione Siciliana che istituiva un registro dei prodotti a denominazione comunale (De.Co.), dichiarandole in parte inammissibili e in parte non fondate.

Di cosa si tratta

Le De.Co. (denominazioni comunali) sono riconoscimenti con cui un Comune valorizza prodotti e tradizioni legati al proprio territorio. Non sono marchi di qualità in senso giuridico come le DOP o IGP europee, ma strumenti di promozione locale. La legge della Regione Siciliana 18 marzo 2022, n. 3 ha istituito un registro regionale telematico delle De.Co. Il Presidente del Consiglio dei ministri l’ha impugnata, temendo un’invasione delle competenze statali ed europee in materia di tutela della concorrenza e di denominazioni di origine. La questione è interessante perché tocca il confine tra promozione del territorio, che le Regioni possono fare, e disciplina dei segni di qualità dei prodotti agricoli e alimentari, che è in larga parte riservata all’Unione europea e allo Stato. La Corte ha chiarito che un registro meramente ricognitivo e promozionale, che non crea nuovi segni di qualità in concorrenza con quelli europei, non invade tali competenze.

La questione di legittimità costituzionale

Il Presidente del Consiglio dei ministri ha impugnato gli artt. 1, 2, 3 e 4 della legge reg. Siciliana n. 3 del 2022, in riferimento all’art. 117, secondo comma, lettera e) (tutela della concorrenza), e primo comma (vincoli europei, in relazione ai regolamenti UE sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari), oltre che allo statuto regionale.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato inammissibili alcune questioni e non fondate le altre. Ha ritenuto che il registro regionale delle De.Co. avesse natura ricognitiva e promozionale e non istituisse segni di qualità in contrasto con la disciplina europea sulle denominazioni di origine e indicazioni geografiche, né invadesse la competenza statale esclusiva in materia di tutela della concorrenza. Le censure sono state quindi respinte.

Il principio

Le Regioni possono valorizzare i prodotti tipici del territorio con strumenti di promozione come i registri delle denominazioni comunali, purché questi abbiano natura ricognitiva e non si trasformino in nuovi segni di qualità concorrenti con le denominazioni di origine europee, riservate all’Unione e allo Stato.

Domande e risposte

Che cosa sono le De.Co.?

Sono denominazioni comunali con cui un Comune lega un prodotto o una tradizione al proprio territorio. Hanno valore promozionale e identitario, non quello giuridico delle DOP e IGP riconosciute a livello europeo.

Perché lo Stato temeva un’invasione di competenze?

Perché la disciplina dei segni di qualità dei prodotti agroalimentari e la tutela della concorrenza spettano in larga parte all’Unione europea e allo Stato; una Regione non può creare marchi che si sovrappongano a quel sistema.

Perché la legge siciliana è stata salvata?

Perché il registro è stato ritenuto uno strumento di mera ricognizione e promozione, non un nuovo segno di qualità in concorrenza con DOP e IGP; quindi non invadeva le competenze statali ed europee.

Una De.Co. può sostituire una DOP o IGP?

No. Sono strumenti diversi: la De.Co. è una valorizzazione locale, mentre DOP e IGP sono riconoscimenti di qualità disciplinati dal diritto dell’Unione europea.

Norme collegate

Leggi la decisione integrale
Testo ufficiale della Corte Costituzionale (PDF) e testo integrale con note.

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Vedi anche

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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