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Con l’ordinanza n. 102/2024 la Corte costituzionale ha disposto la correzione di un errore materiale contenuto in una propria precedente ordinanza, senza incidere sul contenuto della decisione.

Di cosa si tratta

Come ogni organo giudicante, anche la Corte costituzionale puo’ incorrere in errori materiali nei propri provvedimenti: refusi, parole inserite per svista, imprecisioni di trascrizione che non riguardano il contenuto della decisione ma solo la sua corretta formulazione. Per questi casi esiste uno strumento apposito, la correzione dell’errore materiale, previsto dalle Norme integrative per i giudizi davanti alla Corte. Non si tratta di rivedere o modificare la decisione, ma soltanto di emendarne il testo per renderlo conforme a quanto effettivamente deciso. In questo caso la Corte ha rilevato che in una propria ordinanza precedente (l’ordinanza n. 30 del 2024) si era inserita per errore una parola di troppo, e ha quindi disposto che venisse eliminata. E’ una pronuncia di natura puramente tecnica, che testimonia il rigore con cui anche i provvedimenti del giudice delle leggi vengono mantenuti precisi e coerenti, ma che non ha effetti sostanziali sulla questione di costituzionalita’ gia’ definita.

La questione di legittimita’ costituzionale

Non si tratta di una nuova questione di legittimita’ costituzionale, ma di un procedimento di correzione di errore materiale, attivato ai sensi delle Norme integrative per i giudizi davanti alla Corte, relativo al testo dell’ordinanza n. 30 del 2024.

La decisione della Corte

La Corte ha disposto la correzione dell’errore materiale, ordinando l’eliminazione di una parola inserita per svista nel testo dell’ordinanza n. 30 del 2024. La decisione gia’ assunta resta invariata nel suo contenuto.

Il principio

I provvedimenti della Corte costituzionale possono essere emendati dai meri errori materiali attraverso un’apposita procedura di correzione, che non incide sul contenuto sostanziale della decisione.

Domande e risposte

Cos’e’ un errore materiale?

E’ una svista nella stesura del provvedimento, come un refuso o una parola di troppo, che non riguarda il contenuto della decisione ma solo la sua corretta formulazione.

La correzione cambia la decisione?

No. La correzione emenda solo il testo; la decisione gia’ adottata resta identica nei suoi effetti.

Chi puo’ chiedere la correzione?

La procedura e’ prevista dalle Norme integrative per i giudizi davanti alla Corte e puo’ essere attivata d’ufficio o su istanza delle parti.

Perche’ la Corte pubblica anche queste ordinanze?

Per garantire la trasparenza e la coerenza dei propri atti: ogni modifica del testo ufficiale viene formalizzata con un provvedimento.

Norme collegate

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Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
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