Testo dell'articoloIn aggiornamento

Con la sentenza n. 162 del 2024 la Corte costituzionale ha dichiarato illegittima la norma del codice antimafia che imponeva di verificare la persistente pericolosità sociale solo se la detenzione si era protratta per almeno due anni.

Di cosa si tratta

La sorveglianza speciale è una misura di prevenzione applicata a chi è ritenuto socialmente pericoloso. Quando la persona sottoposta a tale misura viene detenuta in carcere per scontare una pena, l’esecuzione della sorveglianza resta sospesa; al termine della detenzione si pone il problema di verificare se quella persona sia ancora pericolosa, dato che il tempo trascorso può aver modificato la situazione. Il codice antimafia, nella versione contestata, prevedeva che il tribunale dovesse compiere questa nuova verifica della pericolosità sociale solo se la detenzione fosse durata almeno due anni. Il Tribunale di Oristano ha dubitato della ragionevolezza di questa soglia rigida: anche una detenzione più breve può incidere sulla pericolosità della persona, e applicare automaticamente la misura senza una verifica aggiornata rischia di comprimere ingiustificatamente la libertà personale. La questione tocca il delicato bilanciamento tra esigenze di prevenzione e tutela della libertà individuale.

La questione di legittimità costituzionale

Era impugnato l’art. 14, comma 2-ter, del decreto legislativo n. 159 del 2011 (codice antimafia), nella parte in cui imponeva la verifica della persistente pericolosità sociale solo se la detenzione si fosse protratta per almeno due anni. La questione era sollevata dal Tribunale ordinario di Oristano, sezione unica penale, in riferimento agli artt. 3, primo comma, 13, primo comma, e 27, terzo comma, della Costituzione.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 14, comma 2-ter, del codice antimafia, limitatamente alle parole “se esso si è protratto per almeno due anni”. Viene così rimossa la soglia temporale rigida: la verifica della persistente pericolosità sociale deve poter essere compiuta a prescindere dalla durata minima della detenzione, a tutela della libertà personale.

Il principio

Prima di riattivare la sorveglianza speciale dopo un periodo di detenzione, il giudice deve poter verificare la persistente pericolosità sociale della persona; una soglia temporale rigida che esclude la verifica per le detenzioni più brevi è irragionevole e lesiva della libertà personale.

Domande e risposte

Che cos’è la sorveglianza speciale?

È una misura di prevenzione, non una pena, applicata a chi è ritenuto socialmente pericoloso, con prescrizioni che limitano alcune libertà.

Perché la verifica della pericolosità è così importante?

Perché la misura incide sulla libertà personale: riattivarla automaticamente, senza accertare se la persona sia ancora pericolosa, può comprimere ingiustificatamente quella libertà.

Cosa cambia dopo la sentenza?

Il tribunale deve poter verificare la persistente pericolosità anche quando la detenzione è durata meno di due anni: la soglia rigida è stata eliminata.

La sorveglianza speciale viene abolita?

No. Resta in vigore; cambia solo il presupposto della verifica, che non è più subordinata a una durata minima della detenzione.

Norme collegate

Leggi la decisione integrale
Testo ufficiale della Corte Costituzionale (PDF) e testo integrale con note.

📄 PDF ufficiale →
Testo integrale con note (Consulta OnLine)

Vedi anche

Contenuto redatto con l’assistenza di strumenti di intelligenza artificiale (L. 132/2025). La selezione delle fonti, la verifica sui testi ufficiali e la revisione finale sono a cura del responsabile editoriale. Metodo editoriale →
Scheda in aggiornamento. Il commento professionale, i casi pratici e le FAQ per questo articolo sono in corso di redazione.
Per il testo normativo integrale e aggiornato consulta Normattiva.it.
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. È un progetto individuale: la selezione delle fonti, la stesura dei commenti e la revisione sono curate direttamente dall’autore. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale. Il testo della norma riproduce la fonte ufficiale vigente; il commento che segue è redazionale e ha finalità divulgativa. Questo contenuto non sostituisce in alcun modo il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato o a un consulente iscritto all'albo.