Testo dell'articoloIn aggiornamento
Con la sentenza n. 89/2026 la Corte costituzionale ha dichiarato illegittime le norme sull’imposta di successione e di registro nella parte in cui consentivano di calcolare il valore dell’usufrutto con un saggio di interesse legale inferiore al 2,5 per cento.
Di cosa si tratta
Quando si trasferisce un diritto di usufrutto (per esempio per successione o donazione) occorre attribuirgli un valore su cui pagare l’imposta. Quel valore si ottiene applicando il saggio di interesse legale fissato di anno in anno. Quando il tasso legale crolla a livelli bassissimi, come accaduto negli ultimi anni, il valore fiscale dell’usufrutto si gonfia in modo abnorme rispetto alla sua reale consistenza economica, facendo lievitare l’imposta dovuta dall’erede o dal donatario. La Corte di cassazione, sezione tributaria, ha sollevato la questione nel contenzioso tra Agenzia delle entrate e un contribuente, osservando che agganciare il calcolo a un tasso legale prossimo allo zero produce un prelievo sganciato dalla effettiva capacita contributiva. Per chi eredita o riceve in donazione un usufrutto, la differenza si traduce in imposte sensibilmente piu alte di quanto giustificato.
La questione di legittimità costituzionale
Era impugnato l’art. 17 del d.lgs. n. 346 del 1990 (testo unico imposta su successioni e donazioni), nel testo anteriore alla riforma del 2024, per contrasto con gli artt. 3 e 53 della Costituzione, nella parte in cui non prevedeva un saggio legale minimo nel calcolo del valore dell’usufrutto. A sollevare la questione e stata la Corte di cassazione, sezione tributaria.
La decisione della Corte
La Corte ha dichiarato l’illegittimita costituzionale dell’art. 17 del testo unico sulle successioni e donazioni nella parte in cui non prevede che, ai fini della determinazione del valore, non possa essere assunto un saggio legale di interesse inferiore al 2,5 per cento. In via consequenziale ha esteso la stessa illegittimita all’art. 46 del testo unico sull’imposta di registro e a ulteriori disposizioni collegate dei testi unici del 2024 e del 2025.
Il principio
Nel calcolo del valore dell’usufrutto ai fini delle imposte indirette non puo essere applicato un saggio legale di interesse inferiore al 2,5 per cento: un tasso troppo basso gonfia artificiosamente la base imponibile e viola la capacita contributiva.
Domande e risposte
Cosa cambia in pratica per chi eredita o riceve in donazione un usufrutto?
Il valore dell’usufrutto su cui si calcola l’imposta non puo piu essere determinato con un tasso legale sotto il 2,5 per cento. In periodi di tassi bassi questo evita che la base imponibile si gonfi e contiene l’imposta dovuta.
La sentenza vale anche per l’imposta di registro?
Si. La Corte ha esteso in via consequenziale l’illegittimita all’art. 46 del testo unico sull’imposta di registro e ad altre disposizioni collegate, perche ponevano lo stesso problema di calcolo.
Chi ha gia pagato con il vecchio criterio puo chiedere il rimborso?
L’illegittimita apre la strada a possibili rettifiche, ma molto dipende dalla definitivita dell’accertamento e dai termini di decadenza per il rimborso. E un punto da verificare con un professionista fiscale sul singolo caso.
Norme collegate
- Art. 3 della Costituzione — ragionevolezza: un criterio di calcolo che gonfia il valore senza aggancio alla realta e irragionevole.
- Art. 53 della Costituzione — capacita contributiva: l’imposta deve colpire una ricchezza effettiva, non un valore artificioso.
Vedi anche
Per il testo normativo integrale e aggiornato consulta Normattiva.it.