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Ultimo aggiornamento: 20 Giugno 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale

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Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Materia: Lavoro — mansioni · Riferimento: Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza 2 maggio 2024, n. 11870

In sintesi
  • L’adibizione a mansioni inferiori è un illecito permanente: l’offesa al diritto del lavoratore si rinnova finché dura la condotta.
  • La prescrizione del diritto al risarcimento non decorre dall’inizio del demansionamento, ma si rinnova giorno per giorno fino alla cessazione dell’illecito.
  • Se la condotta inizia prima e prosegue dopo la riforma dell’art. 2103 c.c. (D.Lgs. 81/2015, «Jobs Act»), va valutata anche alla luce della disciplina sopravvenuta.

Il caso

Un lavoratore è adibito per anni a mansioni inferiori rispetto a quelle di inquadramento. Quando agisce per il risarcimento del danno da dequalificazione, il datore eccepisce la prescrizione sostenendo che il termine sarebbe decorso dal momento in cui il demansionamento è iniziato, molti anni prima.

La questione: da quando decorre la prescrizione quando il declassamento si protrae nel tempo?

La decisione

La Corte qualifica il demansionamento come illecito permanente: in tutte le branche dell’ordinamento l’illecito permanente è quello in cui l’offesa arrecata al diritto o all’interesse protetto si protrae nel tempo per effetto della persistente condotta volontaria dell’autore. Tale è l’adibizione a mansioni inferiori, che si rinnova giorno per giorno finché il dipendente continua a svolgere i compiti dequalificanti.

Conseguenza diretta sul piano della prescrizione: il diritto al risarcimento del danno alla professionalità si rinnova in relazione al persistere dell’evento lesivo, sicché il termine non decorre dall’inizio della condotta, ma solo dalla sua cessazione. La Corte affronta inoltre il caso della condotta iniziata prima della riforma dell’art. 2103 c.c. (operata dall’art. 3 del D.Lgs. 81/2015) e proseguita dopo: il rapporto va apprezzato anche alla luce della nuova disciplina delle mansioni.

Il principio di diritto

L’adibizione del lavoratore a mansioni inferiori costituisce illecito permanente: il danno da dequalificazione si rinnova di giorno in giorno e la prescrizione del relativo diritto al risarcimento decorre dalla cessazione della condotta lesiva, non dal suo inizio.

Implicazioni pratiche

Il principio è di grande importanza pratica: il lavoratore ancora demansionato non rischia di vedersi opporre la prescrizione per il solo fatto che la dequalificazione dura da molti anni, perché il termine ricomincia a maturare giorno dopo giorno. Resta utile, però, agire senza indugio: le voci di danno più risalenti possono comunque essere erose dalla prescrizione quinquennale che matura sui singoli «tratti» del periodo. La disciplina delle mansioni è all’art. 2103 del Codice Civile.

Domande frequenti

Da quando si prescrive il danno da demansionamento?

Dalla cessazione della condotta, non dal suo inizio: la Cassazione qualifica il demansionamento come illecito permanente, che si rinnova giorno per giorno finché il dipendente svolge mansioni inferiori.

Se mi demansionano da anni ho perso il diritto al risarcimento?

No: trattandosi di illecito permanente, il diritto non si estingue per il solo decorso del tempo dall’inizio. È comunque consigliabile agire presto per non perdere le voci di danno più risalenti.

Fonti

Avvertenza. Contenuto informativo e divulgativo, non costituisce consulenza legale o tributaria. I principi giurisprudenziali vanno sempre verificati nella versione aggiornata e calati nel caso concreto con l’assistenza di un professionista abilitato.
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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 100 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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