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Materia: Tributi locali / IMU · Riferimento: Corte di Cassazione, sez. V, ordinanza 13 aprile 2025, n. 9620
- Ciascun coniuge può godere dell’esenzione IMU sull’immobile in cui risiede e dimora abitualmente, anche se si trova in un Comune diverso.
- È superato l’obbligo che l’intero nucleo familiare risieda nella stessa abitazione (dopo la Corte costituzionale n. 209/2022).
- Servono però entrambi i requisiti per ciascun coniuge: residenza anagrafica e dimora abituale effettiva.
Il caso
Due coniugi hanno la residenza — e l’abitazione — in due immobili diversi. Il Comune nega l’esenzione IMU per l’abitazione principale ad almeno uno dei due, sostenendo che il nucleo familiare possa avere una sola abitazione principale agevolata. I coniugi rivendicano invece l’esenzione su entrambi gli immobili.
La decisione
La Corte si pone nel solco della sentenza della Corte costituzionale n. 209/2022, che ha dichiarato illegittimo il requisito secondo cui, per l’esenzione, l’intero nucleo familiare doveva risiedere e dimorare nello stesso immobile. Caduto quel vincolo, la nozione di abitazione principale torna a riferirsi al singolo possessore: ogni coniuge che risiede anagraficamente e dimora abitualmente in un immobile ha diritto all’esenzione su quell’immobile, a prescindere dal fatto che le due case si trovino nello stesso Comune o in Comuni differenti.
Il principio di diritto
Ai fini dell’esenzione IMU per l’abitazione principale rileva la situazione del singolo contribuente: ciascun coniuge ha diritto all’agevolazione sull’immobile in cui ha stabilito residenza anagrafica e dimora abituale, senza che osti la diversa residenza dell’altro coniuge.
Implicazioni pratiche
La pronuncia è di grande interesse pratico, ma non va letta come un via libera indiscriminato. L’esenzione richiede la presenza effettiva di entrambi i requisiti — residenza anagrafica e dimora abituale — per ciascun coniuge: il Comune conserva il potere di contestare una doppia residenza meramente fittizia, creata «di comodo» solo per ottenere il beneficio. È quindi essenziale che la situazione dichiarata corrisponda a un’effettiva separazione delle dimore abituali.
Domande frequenti
Marito e moglie con case diverse pagano l’IMU?
Ciascuno può avere l’esenzione sull’immobile in cui risiede e dimora abitualmente, anche in Comuni diversi, purché la situazione sia reale e non di comodo.
Vale anche se le case sono nello stesso Comune?
Sì. Dopo la Corte costituzionale 209/2022 non conta più il Comune: rileva la residenza e la dimora abituale effettiva di ciascun coniuge.
Fonti
- Corte di Cassazione, sez. V civile, ordinanza 13 aprile 2025, n. 9620.
- Corte costituzionale, sentenza n. 209 del 2022; art. 1, comma 741, della L. 27 dicembre 2019, n. 160 (disciplina IMU).