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Ultimo aggiornamento: 13 Giugno 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
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Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Materia: Riscossione / soggetti · Riferimento: Corte di Cassazione, Sezioni Unite, 16 luglio 2025, n. 19750

In sintesi
  • L’estinzione della società non estingue i suoi crediti: questi si trasferiscono ai soci.
  • La cancellazione dal registro non equivale a una rinuncia ai crediti, salvo una volontà di rimessione inequivoca.
  • Il principio vale anche per i crediti controversi e i rimborsi fiscali non ancora incassati.

Il caso

È il rovescio della medaglia rispetto ai debiti. Una società viene cancellata dal registro delle imprese mentre vantava ancora crediti — ad esempio un rimborso fiscale o un credito controverso. Quei crediti si perdono con l’estinzione, oppure qualcuno può ancora farli valere?

La decisione

Le Sezioni Unite affermano che l’estinzione della società conseguente alla cancellazione non comporta l’estinzione dei crediti della stessa: essi formano oggetto di trasferimento in favore dei soci, che ne diventano contitolari. La cancellazione, di per sé, non può essere interpretata come una rinuncia tacita al credito: occorrerebbe una manifestazione inequivoca della volontà di rimettere il debito altrui, che non si desume dal solo fatto della chiusura della società.

Il principio di diritto

I crediti non riscossi al momento della cancellazione si trasferiscono ai soci in regime di contitolarità; la cancellazione non implica rinuncia. I soci subentrano dunque nella titolarità del credito e possono agire per ottenerne il soddisfacimento.

Implicazioni pratiche

La conseguenza concreta è importante: gli ex soci di una società estinta possono far valere i crediti e riscuotere i rimborsi fiscali che la società vantava, anche se il giudizio o la pratica erano ancora pendenti alla data della cancellazione. È quindi essenziale, prima di cancellare una società, mappare con attenzione le posizioni creditorie ancora aperte. Sul versante opposto — quello dei debiti tributari — si veda la sentenza gemella delle stesse Sezioni Unite. Vedi la sezione Riscossione Tributi.

Domande frequenti

Se cancello la società perdo i rimborsi fiscali pendenti?

No. I crediti, compresi i rimborsi, non si estinguono: si trasferiscono ai soci, che possono farli valere. La cancellazione non è una rinuncia.

I soci possono incassare un credito della società estinta?

Sì: subentrano nella titolarità del credito in regime di contitolarità e possono agire per il suo soddisfacimento.

Fonti

Avvertenza. Contenuto informativo e divulgativo, non costituisce consulenza legale o tributaria. I principi giurisprudenziali vanno sempre verificati nella versione aggiornata e calati nel caso concreto con l’assistenza di un professionista abilitato.

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Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 100 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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