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Ultimo aggiornamento: 15 Aprile 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • I formati dei segnali verticali (grande, normale, piccolo/ridotto) sono standardizzati dalle tabelle II.1–II.15 allegate al regolamento, con eccezioni per i segnali di indicazione e alcuni casi speciali.
  • Il formato «grande» è obbligatorio sulle strade extraurbane a due o più corsie per senso di marcia e sulle urbane a tre o più corsie, nonché per i segnali posizionati sopra la carreggiata.
  • Il formato «piccolo» o «ridotto» è ammesso solo se le condizioni fisiche di impianto impediscono l'uso del formato normale.
  • Il «segnale composito» si usa quando più segnali appaiono su un unico pannello: i dischi devono avere diametro minimo 40 cm e i triangoli lato minimo 60 cm.
  • Dimensioni diverse da quelle standard sono consentite solo in casi eccezionali, con autorizzazione ministeriale per le situazioni permanenti.
  • Le dimensioni dei segnali di preavviso e di conferma dipendono dall'altezza dei caratteri in funzione della velocità locale e della distanza di leggibilità richiesta.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 80 DPR 495/1992 — Dimensioni e formati dei segnali verticali

Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 — Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada

1. Il formato e le dimensioni dei segnali verticali, esclusi quelli di indicazione e quelli di cui ai commi 4, 5, 6 e 7, sono stabiliti nelle tabelle II.1, II.2, II.3, II.4, II.5, II.6, II.7, II.8, II.9, II.10, II.11, II.12, II.13, II.14 e II.15 che fanno parte integrante del presente regolamento.

2. I segnali di formato "grande" devono essere impiegati sul lato destro delle strade extraurbane a due o più corsie per senso di marcia, su quelle urbane a tre o più corsie per senso di marcia e nei casi di installazione al di sopra della carreggiata. Se ripetuti sul lato sinistro, essi possono essere anche di formato "normale".

3. I segnali di formato "piccolo" o "ridotto" si possono impiegare solo allorché le condizioni di impianto limitano materialmente l'impiego di segnali di formato "normale".

4. Le dimensioni dei segnali, in caso di necessità, possono essere variate in relazione alla velocità predominante e all'ampiezza della sede stradale, previa autorizzazione del Ministero dei lavori pubblici – Ispettorato generale per la circolazione e la sicurezza stradale.

5. Qualora due o più segnali compaiono su un unico pannello segnaletico, tale pannello viene denominato "segnale composito". Le dimensioni del "segnale composito" devono essere tali che i dischi in esso contenuti abbiano il diametro non inferiore a 40 cm ed i triangoli abbiano il lato non inferiore a 60 cm. Il fondo del segnale risultante deve essere di colore bianco o giallo per i segnali temporanei di prescrizione. Le dimensioni minime dei 'segnali compositì relativi alla sosta sono quelle di formato ridotto indicate nella tabella II.7 ed il disco di divieto di sosta in essi contenuto ha il diametro di 30 cm. Nel segnale di passo carrabile il disco del divieto di sosta può avere diametro minimo di 20 cm.

6. L'impiego di segnali aventi dimensioni diverse può essere consentito solo per situazioni stradali o di traffico eccezionali temporanee; se si tratta di situazioni eccezionali permanenti occorre l'autorizzazione del Ministero dei lavori pubblici – Ispettorato generale per la circolazione e la sicurezza stradale.

7. Le dimensioni dei segnali di preavviso e di quelli di conferma nonché di quei segnali per i quali non siano stati fissati specifici dimensionamenti negli articoli relativi alla segnaletica di indicazione, sono determinate dall'altezza delle lettere commisurate alla distanza di leggibilità richiesta in funzione della velocità locale predominante e dal numero delle iscrizioni, secondo le norme riguardanti la segnaletica di indicazione (tabelle II.16, II.17, II.18, II.19, II.20, II.21 che fanno parte integrante del presente regolamento).

Commento

Finalità della standardizzazione dimensionale

L'art. 80 del DPR 495/1992 traduce in regole operative di dettaglio il principio della uniformità della segnaletica verticale, sancito dal Codice della Strada (D.Lgs. 285/1992). La standardizzazione dimensionale serve a garantire che i segnali stradali siano immediatamente riconoscibili e leggibili a distanza adeguata rispetto alla velocità di percorrenza della strada: un segnale troppo piccolo su un'autostrada percorsa a 130 km/h non consentirebbe al conducente di decodificarne il messaggio in tempo utile per reagire.

Le dimensioni sono fissate nelle tabelle II.1–II.15, che costituiscono parte integrante del regolamento. Il sistema prevede tre taglie di base — grande, normale, piccolo/ridotto — ciascuna appropriata a una tipologia di strada e a determinate condizioni di traffico. La norma introduce altresì disposizioni specifiche per i segnali compositi (più segnali su unico pannello) e per i segnali di indicazione, soggetti a calcoli di leggibilità differenti.

I tre formati base: grande, normale, piccolo/ridotto

Il formato grande è prescritto nelle situazioni di maggiore complessità del traffico: strade extraurbane a due o più corsie per senso di marcia, strade urbane a tre o più corsie per senso di marcia e installazioni sopra la carreggiata (portali, mensole). La maggiore dimensione è necessaria perché la velocità elevata e la mole di informazioni da elaborare impongono segnali percepibili da distanza superiore. Quando un segnale grande viene ripetuto sul lato sinistro della carreggiata, può essere ridotto al formato normale, poiché la ripetizione ne integra la funzione e la distanza di lettura è minore.

Il formato normale è la taglia di riferimento per le strade extraurbane a carreggiata unica e per le strade urbane a una o due corsie per senso di marcia. È il formato più diffuso nella pratica quotidiana della segnaletica.

Il formato piccolo o ridotto è ammesso esclusivamente quando le condizioni fisiche di impianto impediscono materialmente l'uso del formato normale: si pensi a una viuzza storica con edifici ravvicinati, a un sottopassaggio con limitata altezza utile, o a una corsia di canalizzazione molto stretta. L'impiego del formato ridotto non è quindi una scelta discrezionale dell'ente proprietario, ma una soluzione residuale giustificata da un obiettivo impedimento.

Il segnale composito: regole geometriche minime

Quando su un unico pannello compaiono due o più segnali, il pannello assume la denominazione di segnale composito. L'art. 80, comma 5, stabilisce dimensioni minime inderogabili per garantire la leggibilità: i dischi di divieto o obbligo contenuti nel composito devono avere diametro non inferiore a 40 cm, i triangoli di pericolo devono avere lato non inferiore a 60 cm. Il fondo del pannello composito deve essere bianco, oppure giallo per i segnali temporanei di prescrizione.

Un caso particolare è il segnale composito di sosta: per esso le dimensioni minime si abbassano a quelle del formato ridotto indicate nella tabella II.7, con il disco di divieto di sosta avente diametro di 30 cm, e nel segnale di passo carrabile il disco del divieto di sosta può addirittura scendere a 20 cm di diametro. Questa deroga è giustificata dalla particolare funzione dei segnali di sosta, spesso installati a distanza ravvicinata e in serie, dove la moltiplicazione di pannelli di grande formato sarebbe incompatibile con la disponibilità di spazio.

Variazioni dimensionali eccezionali e autorizzazione ministeriale

Il comma 4 consente di variare le dimensioni standard in relazione alla velocità predominante e all'ampiezza della sede stradale, previa autorizzazione del Ministero delle infrastrutture (all'epoca Ministero dei lavori pubblici — Ispettorato generale per la circolazione e la sicurezza stradale). Si tratta di una valvola di flessibilità per situazioni particolari, come strade con velocità di progetto superiore ai limiti ordinari o con corsie eccezionalmente ampie, in cui segnali standard potrebbero risultare sproporzionati o insufficienti.

Il comma 6 ribadisce che l'impiego di segnali con dimensioni diverse da quelle tabellari è consentito solo per situazioni stradali o di traffico eccezionali temporanee: si pensi ai cantieri stradali con deviazioni provvisorie. Se la situazione eccezionale è invece permanente, occorre l'autorizzazione ministeriale. In nessun caso l'ente proprietario può discostarsi liberamente dagli standard tabellari.

I segnali di indicazione: leggibilità e distanza

I segnali di preavviso, di conferma e di indicazione in genere seguono una logica dimensionale diversa da quella dei segnali di pericolo, prescrizione e obbligo: le loro dimensioni dipendono dall'altezza dei caratteri alfanumerici, che deve essere commisurata alla distanza di leggibilità richiesta in funzione della velocità locale predominante. Le tabelle II.16–II.21 forniscono i parametri di calcolo. In pratica, su un'autostrada dove la velocità di progetto è 130 km/h, le iscrizioni devono essere molto più alte che su una strada urbana a 50 km/h, per assicurare un tempo di lettura sufficiente prima di raggiungere l'intersezione o l'uscita segnalata.

Casi pratici

Caso 1:

Caso 2:

Caso 3:

Domande frequenti

Quando è obbligatorio usare il formato 'grande' per i segnali verticali?

Il formato grande è obbligatorio sul lato destro delle strade extraurbane a due o più corsie per senso di marcia, sulle strade urbane a tre o più corsie per senso di marcia e nei casi di installazione al di sopra della carreggiata (art. 80, comma 2, DPR 495/1992).

Un Comune può usare liberamente il formato 'piccolo' per risparmiare?

No. Il formato piccolo o ridotto è ammesso solo quando le condizioni fisiche di impianto impediscono materialmente l'uso del formato normale (art. 80, comma 3). Non è una scelta discrezionale.

Cosa si intende per segnale composito?

È un pannello unico che contiene due o più segnali. I dischi in esso contenuti devono avere diametro non inferiore a 40 cm e i triangoli lato non inferiore a 60 cm, salvo le specifiche deroghe per i segnali di sosta (art. 80, comma 5).

Come si calcolano le dimensioni dei segnali di indicazione?

Le dimensioni dipendono dall'altezza dei caratteri, commisurata alla distanza di leggibilità necessaria in funzione della velocità locale predominante, secondo le tabelle II.16–II.21 del regolamento (art. 80, comma 7).

È possibile utilizzare segnali di dimensioni non standard?

Solo per situazioni eccezionali temporanee o, se permanenti, previa autorizzazione del Ministero delle infrastrutture. Non è consentita alcuna variazione dimensionale discrezionale da parte dell'ente proprietario (art. 80, commi 4 e 6).

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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