- Chi ottiene l'autorizzazione a installare cartelli, insegne o altri mezzi pubblicitari lungo le strade deve verificarne periodicamente il buono stato di conservazione, comprese le strutture di sostegno.
- Il titolare è obbligato a effettuare tutti gli interventi di manutenzione necessari e a rispettare le prescrizioni impartite dall'ente competente, sia al momento del rilascio sia in seguito.
- In caso di decadenza o revoca dell'autorizzazione, o di insussistenza delle condizioni di sicurezza, il titolare deve procedere alla rimozione del mezzo pubblicitario.
- Per striscioni, locandine e stendardi relativi a manifestazioni o spettacoli, la rimozione deve avvenire entro ventiquattro ore dalla conclusione dell'evento, con ripristino dello stato dei luoghi.
- Il ripristino dopo eventi temporanei include il ristabilimento del grado di aderenza delle superfici stradali eventualmente interessate da segni orizzontali reclamistici.
Testo dell'articoloVigente
Art. 54 DPR 495/1992 — Obblighi del titolare dell’autorizzazione
Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 — Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada
1. È fatto obbligo al titolare dell'autorizzazione di: a) verificare il buono stato di conservazione dei cartelli, delle insegne di esercizio e degli altri mezzi pubblicitari e delle loro strutture di sostegno; b) effettuare tutti gli interventi necessari al loro buon mantenimento; c) adempiere nei tempi richiesti a tutte le prescrizioni impartite dall'ente competente ai sensi dell'articolo 405, comma 1, al momento del rilascio dell'autorizzazione od anche successivamente per intervenute e motivate esigenze; d) procedere alla rimozione nel caso di decadenza o revoca dell'autorizzazione o di insussistenza delle condizioni di sicurezza previste all'atto dell'installazione o di motivata richiesta da parte dell'ente competente al rilascio.
2. È fatto obbligo al titolare dell'autorizzazione, rilasciata per la posa di segni orizzontali reclamistici, nonché di striscioni, locandine e stendardi, nei casi previsti dall'articolo 51, comma 9, di provvedere alla rimozione degli stessi entro le ventiquattro ore successive alla conclusione della manifestazione o dello spettacolo per il cui svolgimento sono stati autorizzati, ripristinando il preesistente stato dei luoghi ed il preesistente grado di aderenza delle superfici stradali.
Stesso numero, altri codici
- Art. 54 D.Lgs. 504/1995 — Definizione di officina elettrica (Art. 3 T.U. energia elettrica 1924 - Art. 1 R.D.L. n. 533/1932 (*
- Articolo 54 L. 184/1983: Effetti della sentenza di revoca dell'adozione
- Art. 54 Reg. (UE) 2024/1689 — Rappresentanti autorizzati dei fornitori di modelli di IA per finalità generali
- Art. 54 Cod. Amb. — definizioni
- Art. 54 D.Lgs. 159/2011 — Pagamento di crediti prededucibili
- Art. 54 D.Lgs. 209/2005 — Articolo abrogato
Commento
Il quadro normativo: pubblicità stradale e responsabilità del titolare
La pubblicità lungo le strade è un settore strettamente regolamentato dal Codice della Strada e dal suo Regolamento di esecuzione. L'art. 23 del D.Lgs. 285/1992 vieta in linea di principio la collocazione di cartelli e altri mezzi pubblicitari che possano distogliere l'attenzione degli utenti della strada o ridurne la visibilità, e subordina ogni installazione al rilascio di un'autorizzazione da parte dell'ente proprietario della strada. L'art. 54 del DPR 495/1992 disciplina gli obblighi che gravano sul titolare di tale autorizzazione per l'intera durata del rapporto, delineando un sistema di responsabilità continuativa che non si esaurisce con il rilascio del titolo.
La ratio della disposizione è chiara: un cartello o un'insegna in stato di degrado — che rischi di cadere, la cui struttura di sostegno sia arrugginita o instabile, o che presenti rifrangenza alterata — costituisce un pericolo autonomo per la circolazione stradale, indipendentemente dal contenuto pubblicitario. Il legislatore ha quindi scelto di caricare interamente sul titolare dell'autorizzazione l'onere della vigilanza e della manutenzione, sollevando l'ente stradale da compiti di controllo sistematico su ciascun impianto.
Gli obblighi di manutenzione e conservazione
L'art. 54, comma 1, lettera a), impone al titolare di «verificare il buono stato di conservazione» dei cartelli, delle insegne di esercizio e degli altri mezzi pubblicitari, nonché delle relative strutture di sostegno. La norma non specifica la frequenza dei controlli, ma il riferimento al «buono stato» implica un obbligo di sorveglianza ordinaria e continuativa, con periodicità adeguata alla tipologia dell'impianto e alle condizioni climatiche e ambientali del sito.
La lettera b) aggiunge l'obbligo di «effettuare tutti gli interventi necessari al buon mantenimento»: non è sufficiente rilevare il degrado, occorre intervenire. Si tratta di un obbligo di risultato: il mezzo pubblicitario deve essere in ogni momento in condizioni di sicurezza. In caso di sinistro causato dalla caduta o dal deterioramento dell'impianto, il titolare dell'autorizzazione risponderà sia in via amministrativa — con la possibile revoca dell'autorizzazione stessa — sia in via civile per i danni arrecati a terzi, ai sensi delle norme sulla responsabilità extracontrattuale.
L'adempimento alle prescrizioni dell'ente competente
La lettera c) del comma 1 obbliga il titolare ad «adempiere nei tempi richiesti a tutte le prescrizioni impartite dall'ente competente» ai sensi dell'art. 405, comma 1, del Regolamento. Le prescrizioni possono essere imposte sia al momento del rilascio dell'autorizzazione — ad esempio il rispetto di distanze minime dalla carreggiata, l'uso di materiali specifici, la limitazione oraria dell'illuminazione — sia in un momento successivo, quando «intervenute e motivate esigenze» lo richiedano.
Quest'ultimo inciso è particolarmente rilevante: l'ente stradale può modificare le condizioni dell'autorizzazione anche dopo il rilascio, purché lo faccia con provvedimento motivato. Possono giustificare una nuova prescrizione: la realizzazione di opere di allargamento della carreggiata, la modifica del tracciato, l'installazione di un impianto semaforico nelle vicinanze, un'analisi di incidentalità che evidenzi la pericolosità dell'impianto in quel punto. Il titolare deve adeguarsi nei termini fissati, pena la revoca dell'autorizzazione.
La rimozione: casi e modalità
La lettera d) del comma 1 disciplina l'obbligo di rimozione, che sorge in quattro situazioni distinte:
1. Decadenza dell'autorizzazione: il titolo perde efficacia allo scadere del termine o al venir meno di un requisito soggettivo (es. perdita della qualità di titolare dell'attività commerciale pubblicizzata).
2. Revoca dell'autorizzazione: provvedimento discrezionale dell'ente competente, adottato per sopravvenute ragioni di interesse pubblico.
3. Insussistenza delle condizioni di sicurezza previste all'atto dell'installazione: il mezzo pubblicitario non soddisfa più i requisiti tecnici che ne avevano giustificato l'autorizzazione.
4. Motivata richiesta dell'ente competente: anche al di fuori dei casi precedenti, l'ente può ordinare la rimozione quando lo richiedano esigenze stradali o di sicurezza.
In tutti questi casi, l'obbligo di rimozione è a carico del titolare e a sue spese. Se il titolare non adempie, l'ente stradale può procedere alla rimozione d'ufficio con recupero delle spese a carico dell'inadempiente, e le sanzioni amministrative applicabili sono quelle previste dall'art. 23 del Codice della Strada.
Obblighi speciali per gli impianti temporanei
Il comma 2 dell'art. 54 disciplina una fattispecie particolare: i segni orizzontali reclamistici e i mezzi pubblicitari temporanei (striscioni, locandine, stendardi) autorizzati per manifestazioni o spettacoli ai sensi dell'art. 51, comma 9, del Regolamento. Per questi impianti — che per loro natura occupano spazi stradali e possono alterare le condizioni di aderenza o la visibilità — la norma impone una rimozione rapidissima: entro ventiquattro ore dalla conclusione della manifestazione o dello spettacolo.
Non basta rimuovere il mezzo fisico: il titolare deve anche «ripristinare il preesistente stato dei luoghi» e, significativamente, «il preesistente grado di aderenza delle superfici stradali». Quest'ultimo obbligo riguarda in particolare i segni orizzontali reclamistici (loghi, scritte, frecce) realizzati sulla carreggiata: la loro presenza può ridurre l'aderenza del manto stradale, con rischi per la sicurezza dei motociclisti e dei ciclisti. Il termine di ventiquattro ore è perentorio e la sua violazione espone il titolare alle sanzioni previste dal Codice della Strada.
Il rapporto con le responsabilità civili e penali
Il regime di responsabilità del titolare dell'autorizzazione è autonomo rispetto a quello dell'ente stradale. In linea di principio, se un mezzo pubblicitario in stato di degrado provoca un incidente, la responsabilità primaria è del titolare dell'autorizzazione che ha omesso di manutenere o rimuovere l'impianto. L'ente stradale potrebbe essere chiamato a rispondere solo se non ha vigilato o non ha adottato i provvedimenti necessari dopo aver acquisito conoscenza dello stato di pericolo. È dunque nell'interesse del titolare tenere una documentazione ordinata dei propri controlli periodici e degli interventi effettuati, così da poter dimostrare il rispetto degli obblighi di manutenzione in caso di contestazione.
Casi pratici
Caso 1:
Caso 2:
Caso 3:
Domande frequenti
Chi è responsabile della manutenzione di un cartello pubblicitario su strada?
Il titolare dell'autorizzazione rilasciata dall'ente proprietario della strada è l'unico responsabile della manutenzione e della conservazione del mezzo pubblicitario e della sua struttura di sostegno. In caso di danni a terzi causati dal degrado del cartello, la responsabilità civile ricade in primo luogo sul titolare.
Cosa succede se l'autorizzazione viene revocata?
Il titolare è obbligato a provvedere alla rimozione del cartello o dell'insegna a proprie spese. Se non adempie, l'ente stradale può procedere alla rimozione d'ufficio con recupero delle spese, ferme restando le sanzioni amministrative previste dall'art. 23 del Codice della Strada.
Entro quanto tempo vanno rimossi gli striscioni di una manifestazione?
Entro ventiquattro ore dalla conclusione della manifestazione o dello spettacolo. Il titolare deve anche ripristinare lo stato dei luoghi e il grado di aderenza delle superfici stradali eventualmente modificato da segni orizzontali reclamistici.
L'ente stradale può imporre nuove prescrizioni dopo il rilascio dell'autorizzazione?
Sì. L'ente competente può impartire nuove prescrizioni anche successivamente al rilascio, purché motivate da intervenute esigenze (ad esempio la costruzione di una rotatoria, la modifica del tracciato, o una nuova analisi dell'incidentalità). Il titolare è tenuto ad adempiere nei termini indicati.
Cosa si intende per «restauro del grado di aderenza» delle superfici stradali?
Dopo eventi che prevedono segni orizzontali reclamistici sulla carreggiata (loghi, frecce, scritte dipinte), il titolare è tenuto a rimuovere completamente tali segni e a ripristinare l'aderenza originaria del manto stradale. Questo obbligo tutela in particolare i motociclisti e i ciclisti dai rischi di scivolamento su superfici modificate.
Vedi anche