Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 23 DPR 495/1992 – Esame di qualificazione

Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 – Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada

1. Le amministrazioni cui appartiene il personale di cui all'articolo 12, comma 3, del codice, stabiliscono l'organizzazione e le procedure per lo svolgimento di corsi di preparazione e qualificazione per sostenere i prescritti esami di idoneità per l'espletamento dei servizi di polizia stradale di cui all'articolo 11, comma 1, lettere a) ed e) del codice. Per gli enti di cui all'articolo 12, comma 3, lettera b), del codice, provvedono le regioni per il proprio personale, le province per il personale delle province stesse ed i comuni per il personale di appartenenza.

2. Le amministrazioni di cui al comma 1 stabiliscono i requisiti per l'espletamento dei servizi di cui all'articolo 11, comma 1, lettere a) ed e) del codice, le modalità e i tempi per l'espletamento dei servizi stessi ed il contingente di personale da qualificare. Sono richiesti in ogni caso il possesso della patente di guida di categoria B ordinaria, l'effettivo servizio e l'inquadramento organico nei ruoli dell'amministrazione interessata da almeno tre anni.

3. L'esame deve essere finalizzato all'accertamento della conoscenza delle norme in materia di circolazione stradale, con particolare riguardo alle norme di comportamento, ai compiti di prevenzione e repressione delle violazioni e ai procedimenti sanzionatori, nonché alla conoscenza delle norme concernenti la tutela ed il controllo sull'uso della strada.

4. Al personale di cui al comma 1 è rilasciata apposita tessera di riconoscimento per l'espletamento del servizio conforme al modello allegato che fa parte integrante del presente regolamento (fig. I.1); essa ha validità quinquennale, con conferma annuale mediante l'apposizione di un bollo riportante l'anno solare di validità.

5. Al titolare della tessera di riconoscimento di cui al comma 4 è consentita la libera circolazione sui trasporti pubblici urbani e sui trasporti automobilistici di linea nell'ambito del territorio di competenza della amministrazione di appartenenza.

In sintesi

  • Le amministrazioni di appartenenza (Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Municipale e Provinciale) organizzano autonomamente i corsi di qualificazione per il personale destinato ai servizi di polizia stradale.
  • Per gli enti locali la competenza è ripartita: le regioni formano il proprio personale, le province il personale provinciale, i comuni il personale comunale.
  • Per accedere all'esame di idoneità sono richiesti la patente di guida di categoria B ordinaria, almeno tre anni di servizio effettivo e l'inquadramento organico nei ruoli dell'amministrazione.
  • L'esame verifica la conoscenza delle norme sulla circolazione stradale, con focus su comportamento, prevenzione e repressione delle violazioni e procedimenti sanzionatori.
  • Il personale qualificato riceve una tessera di riconoscimento con validità quinquennale, confermata annualmente tramite bollo con l'anno solare, e gode della libera circolazione sui trasporti pubblici locali nel territorio di competenza.
Indice dei contenuti

Il quadro normativo: chi può fare polizia stradale

L'articolo 23 del Regolamento di esecuzione del Codice della Strada (DPR 495/1992) disciplina le modalità con cui il personale abilitato all'espletamento dei servizi di polizia stradale acquisisce la qualificazione necessaria. La norma si collega strettamente all'articolo 12 del Codice della Strada (D.Lgs. 285/1992), che individua i soggetti legittimati a svolgere tali funzioni: oltre alla Polizia Stradale in via esclusiva, sono abilitati - entro certi limiti - la Polizia di Stato, l'Arma dei Carabinieri, il Corpo della Guardia di Finanza, i Corpi e i servizi di polizia provinciale e municipale, nonché il personale dell'Ispettorato della motorizzazione civile. L'art. 23 del regolamento traduce in regole operative il sistema delineato dal legislatore, stabilendo chi organizza la formazione e con quali requisiti.

L'organizzazione dei corsi e la ripartizione di competenze

La norma adotta un modello di autoorganizzazione: ciascuna amministrazione di appartenenza stabilisce autonomamente l'organizzazione e le procedure per i corsi di preparazione e per gli esami di idoneità. Questo significa che non esiste un curriculum unico a livello nazionale imposto dall'esterno, ma ogni ente plasma la propria filiera formativa in funzione delle proprie specifiche esigenze operative. Per gli enti locali, la ripartizione è netta: le regioni si occupano del proprio personale, le province del personale provinciale e i comuni del personale comunale. In questo modo si rispettano i principi di autonomia organizzativa e di prossimità tra chi forma e chi sarà poi impiegato sul territorio.

I requisiti soggettivi per l'ammissione all'esame

Il comma 2 dell'articolo fissa un triplice requisito minimo di carattere soggettivo. Primo, il possesso della patente di guida di categoria B ordinaria: chi deve gestire il traffico, fare accertamenti su strada, redigere verbali in mobilità, deve saper guidare in modo autonomo e certificato. Secondo, l'effettivo servizio prestato all'interno dell'amministrazione: non è sufficiente essere formalmente inquadrati, ma occorre aver concretamente lavorato. Terzo, l'inquadramento organico da almeno tre anni: questo requisito di anzianità minima garantisce che il candidato abbia acquisito una sufficiente familiarità con le dinamiche dell'ente e le procedure burocratiche, prima di essere investito di poteri di polizia stradale. Si tratta di un requisito ragionevole che bilancia la necessità di personale qualificato con l'esigenza di affidare tali delicati compiti a soggetti già consolidati nell'organizzazione.

Il contenuto dell'esame di idoneità

Il comma 3 definisce l'oggetto dell'esame in termini precisi e ambiziosi. La valutazione deve accertare la conoscenza delle norme in materia di circolazione stradale, con tre focus specifici: le norme di comportamento (come ci si deve comportare su strada, quando dare la precedenza, come procedere agli incroci, i limiti di velocità, la disciplina della sosta); i compiti di prevenzione e repressione delle violazioni e i procedimenti sanzionatori (cioè come si accerta un'infrazione, come si redige il verbale, come funziona il ricorso, cosa prevede il sistema della decurtazione di punti); la conoscenza delle norme concernenti la tutela e il controllo sull'uso della strada (manutenzione, occupazioni di suolo pubblico, cantieri stradali). Il personale che supera questo esame non è dunque un semplice «operatore del traffico», ma un soggetto con piena consapevolezza giuridica della materia che è chiamato ad applicare quotidianamente.

La tessera di riconoscimento e i suoi effetti

Al personale qualificato viene rilasciata una tessera di riconoscimento conforme al modello allegato al regolamento (fig. I.1). Questa tessera ha validità quinquennale, il che significa che ogni cinque anni deve essere rinnovata, presumibilmente con una verifica dell'aggiornamento professionale. La conferma annuale avviene mediante l'apposizione di un bollo che riporta l'anno solare di validità: un meccanismo semplice ma efficace per verificare a colpo d'occhio che la tessera sia ancora in corso di validità. Il comma 5 aggiunge un beneficio pratico non trascurabile: il titolare della tessera può circolare liberamente sui trasporti pubblici urbani e sui trasporti automobilistici di linea nell'ambito del territorio di competenza della propria amministrazione. Si tratta di un riconoscimento della specificità del lavoro sul campo, che spesso richiede spostamenti rapidi e non pianificabili in anticipo.

Rilevanza pratica: cosa cambia per il cittadino

Dal punto di vista del cittadino, questa norma ha un riflesso diretto: quando un agente di polizia municipale ferma un'auto per un controllo, deve esibire una tessera di riconoscimento valida. Se la tessera è scaduta o se l'agente non ha superato il prescritto esame di idoneità, l'operazione di polizia stradale potrebbe essere viziata. In pratica, le contestazioni su questo piano sono molto rare, perché le amministrazioni hanno tutto l'interesse a tenere in regola la posizione del proprio personale. Tuttavia, in sede di ricorso avverso una sanzione amministrativa, un difensore attento potrebbe verificare la regolarità della qualificazione dell'agente verbalizzante, se vi sono ragionevoli dubbi al riguardo.

Casi pratici

Caso 1:

Caso 2:

Caso 3:

Domande frequenti

Chi può svolgere servizi di polizia stradale in Italia?

Ai sensi dell'art. 12 del Codice della Strada, i servizi di polizia stradale sono svolti in via esclusiva dalla Polizia Stradale e, con minori attribuzioni, dalla Polizia di Stato, dai Carabinieri, dalla Guardia di Finanza, dalla polizia provinciale e dalla polizia municipale. Ciascun corpo deve qualificare il proprio personale con apposito esame di idoneità.

Quali sono i requisiti minimi per sostenere l'esame di qualificazione per la polizia stradale?

L'art. 23, comma 2, del Regolamento richiede tre condizioni cumulative: possesso della patente di guida di categoria B ordinaria, effettivo servizio prestato e inquadramento organico nei ruoli dell'amministrazione di appartenenza da almeno tre anni.

Quanto dura la tessera di riconoscimento degli agenti di polizia stradale?

La tessera ha validità quinquennale. Ogni anno deve essere confermata mediante l'apposizione di un bollo che riporta l'anno solare di validità. Un agente con tessera priva del bollo annuale aggiornato non è regolarmente abilitato allo svolgimento dei servizi.

Un agente di polizia municipale può viaggiare gratis sui mezzi pubblici?

Sì, ma con un limite: il titolare della tessera di riconoscimento può circolare liberamente sui trasporti pubblici urbani e sulle linee automobilistiche di collegamento nell'ambito del territorio di competenza della propria amministrazione. Non si estende a territori di altri comuni o province.

Chi organizza i corsi di preparazione per l'esame di polizia stradale?

Le stesse amministrazioni di appartenenza. Per gli enti locali la ripartizione segue il criterio di appartenenza: le regioni formano il proprio personale, le province quello provinciale, i comuni quello comunale. Non esiste un curriculum formativo unico nazionale imposto dall'esterno.

A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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