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Ultimo aggiornamento: 1 Giugno 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
Nelle comunità e istituti, i legali rappresentanti esercitano i poteri tutelari ma devono richiedere entro trenta giorni la nomina di un tutore esterno, che essi stessi non possono essere.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 3 L. 184/1983 – Poteri tutelari nelle comunità e istituti

Testo vigente — Legge 4 maggio 1983, n. 184 (aggiornato da Normattiva)

1. I legali rappresentanti delle comunità di tipo familiare e degli istituti di assistenza pubblici o privati esercitano i poteri tutelari sul minore affidato, secondo le norme del capo I del titolo X del libro primo del codice civile, fino a quando non si provveda alla nomina di un tutore in tutti i casi nei quali l'esercizio della responsabilità genitoriale
o della tutela sia impedito.

2. Nei casi previsti dal comma 1, entro trenta giorni dall'accoglienza del minore, i legali rappresentanti devono proporre istanza per la nomina del tutore. Gli stessi e coloro che prestano anche gratuitamente la propria attività a favore delle comunità di tipo familiare e degli istituti di assistenza pubblici o privati non possono essere chiamati a tale incarico.

3. Nel caso in cui i genitori riprendano l'esercizio della responsabilità genitoriale, le comunità di tipo familiare e gli istituti di assistenza pubblici o privati chiedono al giudice tutelare di fissare eventuali limiti o condizioni a tale esercizio.

Commento

La tutela del minore nelle strutture di accoglienza. L'articolo 3 disciplina l'esercizio dei poteri tutelari sul minore ospitato in comunità di tipo familiare o in istituto, nelle ipotesi in cui la responsabilità genitoriale o la tutela siano impedite. In questi casi i legali rappresentanti della struttura esercitano temporaneamente i poteri tutelari secondo le norme del codice civile sulla tutela dei minori.

Il comma 2 impone un obbligo procedimentale stringente: entro trenta giorni dall'accoglienza del minore deve essere proposta istanza al giudice tutelare per la nomina di un tutore «esterno». Una norma anti-conflitto impedisce che siano designati tutori i legali rappresentanti delle strutture o coloro che vi prestano attività, anche a titolo gratuito: si vuole così evitare che il soggetto che gestisce l'accoglienza cumuli anche la rappresentanza del minore, con i rischi di commistione che ne derivano.

Il comma 3 regola il caso di ripresa dell'esercizio della responsabilità genitoriale da parte dei genitori: la struttura non si limita a «restituire» il minore, ma ha l'obbligo di adire il giudice tutelare perché valuti se apporre limiti o condizioni all'esercizio, a tutela del minore.

Casi pratici

Caso 1: Nomina del tutore per il minore in comunità

Il minore Caio viene accolto in una comunità di tipo familiare perché i genitori non possono esercitare la responsabilità genitoriale. Il legale rappresentante della comunità esercita provvisoriamente i poteri tutelari ma, entro trenta giorni, deve presentare al giudice tutelare istanza per la nomina di un tutore esterno, non potendo assumere egli stesso tale incarico.

Domande frequenti

Chi esercita i poteri tutelari sul minore ospitato in comunità o istituto?

I legali rappresentanti della struttura, secondo le norme del codice civile sulla tutela dei minori, fino a quando non viene nominato un tutore.

Entro quanto tempo deve essere chiesta la nomina del tutore?

Entro trenta giorni dall'accoglienza del minore, i legali rappresentanti devono proporre istanza al giudice tutelare per la nomina del tutore.

Il direttore della struttura può essere nominato tutore del minore accolto?

No. La legge vieta ai legali rappresentanti e a chiunque presti attività presso la struttura di assumere l'incarico di tutore del minore ospitato.

Cosa accade quando i genitori vogliono riprendere la responsabilità genitoriale?

La struttura è tenuta a chiedere al giudice tutelare di fissare eventuali limiti o condizioni all'esercizio della responsabilità genitoriale ripresa dai genitori.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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