Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 36 T.U. Espropriazione – Determinazione dell’indennità nel caso di esproprio per la realizzazione di opere private che non consistano in abitazioni dell’edilizia residenziale pubblica.

D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 – Testo unico in materia di espropriazione per pubblica utilità

1. Se l’espropriazione è finalizzata alla realizzazione di opere private di pubblica utilità, che non rientrino nell’ambito dell’edilizia residenziale pubblica, convenzionata, agevolata o comunque denominata, nonché nell’ambito dei piani di insediamenti produttivi di iniziativa pubblica, l’indennità di esproprio è determinata nella misura corrispondente al valore venale del bene e non si applicano le disposizioni contenute nelle sezioni seguenti.

1-bis. È fatto salvo il disposto dell’articolo 27, comma 5, della legge 1 agosto 2002, n. 166.

In sintesi

  • L'art. 36 riguarda l'indennità quando l'opera è realizzata da un privato di pubblica utilità.
  • Si applicano i criteri ordinari di stima del bene.
  • Ciò che rileva è la pubblica utilità dell'opera, non la natura del beneficiario.
  • Il beneficiario privato sostiene gli oneri indennitari.
  • Garantisce parità di tutela all'espropriato.
Indice dei contenuti

Oggetto e ratio

L'art. 36 disciplina la determinazione dell'indennità nei casi in cui l'opera di pubblica utilità sia realizzata da un soggetto privato, come un concessionario o un operatore economico attuatore. La norma assicura che l'espropriato riceva la medesima tutela indennitaria, a prescindere dalla natura del beneficiario dell'esproprio.

L'esproprio a favore di privati

Come previsto fin dall'art. 1, l'espropriazione può avvenire anche a favore di privati, purché l'opera abbia natura di pubblica utilità. In questi casi il beneficiario è un soggetto privato, ma la causa dell'esproprio resta l'interesse generale perseguito con l'opera.

L'applicazione dei criteri ordinari

La determinazione dell'indennità segue i criteri ordinari previsti dal testo unico in base alla natura del bene: valore venale per le aree edificabili (art. 37), valore reale per quelle non edificabili (art. 40). La presenza di un beneficiario privato non comporta criteri di stima diversi o riduttivi.

Gli oneri a carico del beneficiario

Gli oneri economici dell'espropriazione, e in particolare il pagamento dell'indennità, gravano di regola sul beneficiario privato dell'opera. È quest'ultimo a dover sostenere il costo del ristoro dovuto all'espropriato, in coerenza con il vantaggio che trae dall'acquisizione del bene.

Il ruolo dell'autorità espropriante

Anche quando l'opera è realizzata da un privato, il potere di espropriare resta riconducibile all'autorità pubblica competente, che adotta gli atti del procedimento. Il beneficiario privato opera nell'ambito della concessione o del titolo che gli consente di realizzare l'opera, ma non diviene titolare di un autonomo potere ablativo: l'espropriazione resta espressione di una potestà pubblica, sottoposta alle garanzie di legalità e al sindacato del giudice amministrativo. Questa distinzione è importante perché individua con chiarezza chi risponde dei vizi degli atti e chi sostiene gli oneri economici.

La parità di tutela

Il principio sotteso alla norma è la parità di trattamento dell'espropriato: chi subisce l'esproprio non può ricevere una tutela inferiore per il solo fatto che il beneficiario è un privato. Le garanzie indennitarie e procedurali restano le medesime previste per gli espropri a favore di soggetti pubblici.

Profili pratici e tutela

Per l'espropriato è utile sapere che il beneficiario privato è tenuto al pagamento dell'indennità e che i criteri di stima sono quelli ordinari. Le contestazioni sull'ammontare seguono la via dell'opposizione alla stima davanti alla Corte d'appello; i vizi degli atti del procedimento, imputabili all'autorità espropriante, sono sindacabili davanti al giudice amministrativo.

Casi pratici

Caso 1: Opera del concessionario

Una società concessionaria realizza un'infrastruttura di pubblica utilità: l'indennità per il fondo di Tizio è determinata coi criteri ordinari e posta a carico del concessionario.

Caso 2: Parità di tutela

Caio riceve la stessa tutela indennitaria che spetterebbe in un esproprio a favore di un ente pubblico, pur essendo il beneficiario un privato.

Caso 3: Oneri del beneficiario

Il pagamento dell'indennità dovuta a Sempronio grava sul beneficiario privato dell'opera, che ne trae vantaggio.

Domande frequenti

L'opera realizzata da un privato cambia l'indennità?

No: si applicano i criteri ordinari di stima; ciò che rileva è la pubblica utilità dell'opera, non la natura del beneficiario.

Chi paga l'indennità?

Di regola il beneficiario privato dell'opera, su cui gravano gli oneri economici dell'espropriazione.

Chi adotta gli atti del procedimento?

L'autorità pubblica competente, cui resta riconducibile il potere di espropriare; il privato opera nell'ambito della concessione o del titolo.

La tutela dell'espropriato è diversa?

No: le garanzie indennitarie e procedurali sono le medesime previste per gli espropri a favore di soggetti pubblici.

A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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