Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 793 Codice della Navigazione – Divieti di sorvolo

R.D. 30 marzo 1942, n. 327 – Codice della navigazione

L'ENAC può vietare il sorvolo su determinate zone del territorio nazionale per motivi di sicurezza. Quando ricorrono motivi militari ovvero di sicurezza o di ordine pubblico, l'ENAC, su richiesta della competente amministrazione, vieta il sorvolo su determinate zone del territorio nazionale. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti può, altresì, vietare la navigazione aerea su tutto il territorio nazionale, per eccezionali motivi di interesse pubblico.

In sintesi

  • Competenza ENAC per motivi di sicurezza: l'ENAC può vietare il sorvolo su determinate zone del territorio nazionale per motivi di sicurezza.
  • Divieto su richiesta per motivi militari o di ordine pubblico: quando ricorrono motivi militari, di sicurezza o di ordine pubblico, l'ENAC vieta il sorvolo su richiesta della competente amministrazione.
  • Divieto ministeriale su tutto il territorio: il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti può vietare la navigazione aerea su tutto il territorio nazionale per eccezionali motivi di interesse pubblico.
Indice dei contenuti

Ratio e fondamento della norma

L'articolo 793 disciplina i divieti di sorvolo, istituto che traduce sul piano giuridico interno il riconoscimento della sovranità aerea dello Stato sul proprio territorio, affermata dall'art. 1 della Convenzione di Chicago del 1944: ogni Stato ha «sovranità completa ed esclusiva» sullo spazio aereo sovrastante il proprio territorio. In applicazione di questo principio, lo Stato può limitare o vietare il sorvolo di determinate aree o dell'intero territorio, sia per ragioni difensive sia per esigenze di ordine pubblico o sicurezza civile. La norma articola il potere di divieto su tre livelli distinti, a seconda del soggetto che lo esercita e della motivazione.

Il divieto ENAC per motivi di sicurezza (primo comma)

Il primo comma attribuisce all'ENAC un potere autonomo di vietare il sorvolo di determinate zone del territorio nazionale per «motivi di sicurezza». Questa formula ampia comprende sia la sicurezza dell'aviazione civile (aviation safety), sia la sicurezza in senso lato delle persone e delle cose sul territorio. Sul piano operativo, questo potere si traduce nella creazione di zone aeree speciali - nelle categorie previste dall'ICAO e dall'EASA - quali: le TFR (Temporary Flight Restrictions) istituite in occasione di eventi speciali (manifestazioni, incontri istituzionali), le zone proibite (Prohibited Areas, «P») con divieto permanente di sorvolo, e le zone ristrette (Restricted Areas, «R») con limitazioni a determinate categorie di aeromobili. Queste zone sono pubblicate nelle pubblicazioni aeronautiche ufficiali (AIP Italia, NOTAM) gestite dall'ENAV.

Il divieto su richiesta dell'amministrazione competente (secondo comma)

Il secondo comma prevede un meccanismo di divieto su richiesta: quando ricorrono motivi militari ovvero di sicurezza o di ordine pubblico, l'ENAC vieta il sorvolo su determinate zone su richiesta della «competente amministrazione». Quest'ultima è tipicamente il Ministero della difesa (per motivazioni militari e difensive), il Ministero dell'interno (per ragioni di ordine pubblico e sicurezza dello Stato), o altre autorità competenti per aree specifiche (ad esempio, l'autorità portuale per zone costiere, il prefetto per eventi particolari). Il meccanismo della richiesta garantisce che il divieto di sorvolo - atto di competenza ENAC - sia adottato su impulso dell'autorità che ha la cognizione delle esigenze che lo giustificano: ENAC è l'organo tecnico che formalizza il divieto, ma la valutazione dell'esigenza sottostante spetta all'amministrazione richiedente.

Il divieto ministeriale su tutto il territorio (terzo comma)

Il terzo comma attribuisce al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti il potere di vietare la navigazione aerea su tutto il territorio nazionale per «eccezionali motivi di interesse pubblico». Si tratta di uno strumento straordinario, residuale rispetto ai divieti settoriali ENAC, che trova applicazione in situazioni di emergenza nazionale (gravi eventi calamitosi, crisi di sicurezza pubblica, pandemie) in cui sia necessario sospendere o limitare radicalmente il traffico aereo sull'intero territorio. L'uso del termine «eccezionale» implica che il potere ministeriale sia soggetto a un test di proporzionalità particolarmente stringente: il divieto totale è giustificato solo quando le misure parziali siano insufficienti. Un esempio applicativo si è avuto nelle prime settimane dell'emergenza Covid-19 del 2020, quando lo spazio aereo italiano è stato progressivamente chiuso ai voli internazionali.

Profili di coordinamento con il diritto internazionale

I divieti di sorvolo devono essere compatibili con gli obblighi internazionali dell'Italia. In particolare, l'art. 9 della Convenzione di Chicago consente agli Stati contraenti di restringere o vietare il sorvolo di determinate zone per motivi militari o di pubblica sicurezza, ma impone che tale misura sia applicata senza distinzione di nazionalità degli aeromobili e che sia prontamente comunicata agli altri Stati contraenti e all'ICAO. I divieti devono inoltre essere pubblicati in anticipo nelle pubblicazioni aeronautiche ufficiali per garantire la sicurezza dei voli. Il coordinamento con il sistema europeo di gestione del traffico aereo (EUROCONTROL e Reg. UE 551/2004 sullo spazio aereo comune europeo) richiede che i divieti nazionali siano gestiti in modo compatibile con il concetto di «Single European Sky».

Casi pratici

Caso 1: Zona proibita intorno a un'installazione militare

Tizio, pilota privato, intende sorvolare con il proprio ultraleggero un'area in prossimità di una base militare: consultando l'AIP Italia, scopre che la zona è classificata come Prohibited Area su richiesta del Ministero della difesa ai sensi dell'art. 793, secondo comma; il sorvolo è assolutamente vietato e qualsiasi violazione comporta l'intercettazione da parte di velivoli militari e l'apertura di un procedimento sanzionatorio.

Caso 2: TFR per evento di ordine pubblico

Caio è responsabile delle operazioni di volo di un'emittente televisiva che intende far volare un elicottero da ripresa sopra il centro di una città durante un vertice internazionale; l'ENAC, su richiesta del Ministero dell'interno per motivi di sicurezza e ordine pubblico, ha istituito una TFR (Temporary Flight Restriction) sull'area: il volo è vietato per tutta la durata dell'evento e Caio deve ottenere una specifica autorizzazione in deroga per poter operare.

Caso 3: Divieto ministeriale in caso di emergenza nazionale

Sempronio gestisce un vettore aereo che opera voli charter; in una situazione di emergenza sanitaria nazionale, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti adotta un decreto di divieto della navigazione aerea su tutto il territorio per eccezionali motivi di interesse pubblico ai sensi dell'art. 793, terzo comma: Sempronio deve sospendere immediatamente tutti i voli e può chiedere indennizzi per i danni economici subiti nelle sedi competenti.

Domande frequenti

Chi può vietare il sorvolo del territorio italiano?

L'ENAC (per motivi di sicurezza o su richiesta di altre amministrazioni per motivi militari o di ordine pubblico) e il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (per eccezionali motivi di interesse pubblico sull'intero territorio).

Un pilota privato come può sapere se una zona è vietata al sorvolo?

Deve consultare l'AIP Italia (Aeronautical Information Publication) e i NOTAM (Notice to Airmen), pubblicazioni ufficiali in cui sono indicate le zone proibite, ristrette e le eventuali restrizioni temporanee al volo.

Il divieto di sorvolo vale anche per gli aeromobili stranieri?

Sì: ai sensi della Convenzione di Chicago, il divieto deve essere applicato senza distinzione di nazionalità degli aeromobili e comunicato agli altri Stati contraenti e all'ICAO.

Cosa succede se un aeromobile viola una zona di divieto di sorvolo?

Può essere intercettato da velivoli militari o dalla polizia aerea, e il pilota e il proprietario dell'aeromobile sono soggetti alle sanzioni previste dal Codice della navigazione e dalle norme penali applicabili.

Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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