Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 170 TULPS

R.D. 18 giugno 1931, n. 773 – Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza

Se si tratta di ozioso, di vagabondo, di persona sospetta di vivere col provento di reati, la Commissione gli prescrive, nell'ordinanza di ammonizione, di darsi in un congruo termine al lavoro, di fissare stabilmente la propria dimora, di farla conoscere, nel termine stesso, all'autorità locale di pubblica sicurezza e di non allontanarsene senza preventivo avviso all'autorità medesima.

Se si tratta di persone designate dalla pubblica voce come pericolose socialmente o per gli ordinamenti politici dello Stato, la Commissione, oltre alle prescrizioni suindicate può imporre tutte quelle altre che ravvisi necessarie, avuto riguardo alle particolari condizioni sociali e familiari dell'ammonito e alle speciali esigenze di difesa sociale o politica.

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In sintesi

  • L'art. 170 TULPS disciplina il contenuto delle prescrizioni che la Commissione provinciale può imporre nell'ordinanza di ammonizione.
  • Per oziosi, vagabondi e persone sospette di vivere di proventi di reati, la Commissione prescrive di darsi al lavoro, di fissare una dimora stabile e di non allontanarsene senza avviso all'autorità di pubblica sicurezza.
  • Per le persone designate dalla pubblica voce come pericolose socialmente o politicamente, la Commissione può aggiungere tutte le ulteriori prescrizioni ritenute necessarie in relazione alle condizioni soggettive dell'ammonito e alle esigenze di difesa sociale.
  • Le prescrizioni devono essere contenute nell'ordinanza di ammonizione e sono personalizzate in funzione della categoria di appartenenza del destinatario.
  • La norma rispecchia la logica preventiva e di controllo territoriale che caratterizza l'intero sistema delle misure di pubblica sicurezza del TULPS.
Indice dei contenuti

Ratio e funzione nel sistema TULPS

L'art. 170 costituisce il nucleo precettivo dell'istituto dell'ammonizione: mentre le norme precedenti (artt. 164-169) ne definiscono i presupposti soggettivi e il procedimento davanti alla Commissione provinciale, questo articolo precisa quali obblighi concreti la Commissione può imporre al soggetto ritenuto socialmente pericoloso. La disposizione è di natura tipicamente preventiva - non sanzionatoria in senso stretto - e si colloca nel solco della tradizione del controllo poliziesco sulle classi ritenute pericolose o di disturbo all'ordine pubblico, risalente al periodo liberale e al codice Zanardelli.

Struttura e distinzione tra le due categorie

Il comma 1 riguarda tre figure tipiche: l'ozioso (chi non ha occupazione stabile e non sembra volersela procurare), il vagabondo (chi non ha fissa dimora e vive in modo errabondo) e la persona sospetta di vivere col provento di reati (ad esempio chi si sostiene con furti abituali o traffici illeciti senza essere già condannato definitivamente). Per questi soggetti la legge prevede un pacchetto di prescrizioni minime: darsi al lavoro entro un congruo termine, fissare una dimora stabile, comunicarla all'autorità locale di pubblica sicurezza e non abbandonarla senza preventivo avviso alla stessa autorità.

Il comma 2 si applica invece alle persone designate dalla pubblica voce come pericolose socialmente o per gli ordinamenti politici dello Stato. Questa categoria - storicamente molto usata in epoca fascista per colpire gli oppositori politici - consente alla Commissione una discrezionalità assai ampia: oltre alle prescrizioni del comma 1, può imporre «tutte quelle altre che ravvisi necessarie», tenendo conto delle condizioni sociali e familiari dell'ammonito e delle particolari esigenze di difesa sociale o politica. Si tratta di un potere di carattere residuale e onnicomprensivo.

Profili pratici: contenuto delle prescrizioni

Le prescrizioni dell'ammonizione operano come obblighi di condotta positivi e negativi. Sul versante positivo: obbligo di lavorare, obbligo di dichiarare una dimora, obbligo di comunicare i movimenti. Sul versante negativo (completato dall'art. 172): divieto di frequentare pregiudicati, divieto di portare armi, divieto di frequentare osterie o case di prostituzione, rispetto degli orari di rientro. Queste prescrizioni vengono formalizzate nell'ordinanza e devono essere rispettate per tutta la durata dell'ammonizione (art. 173 disciplina la revoca e la modifica).

Rapporti con la disciplina costituzionale e con le misure di prevenzione

Il TULPS è un regio decreto del 1931 e alcune sue disposizioni sono state nel tempo dichiarate incostituzionali o sono rimaste in vigore in modo formale senza trovare applicazione pratica. L'ammonizione tradizionale del TULPS è stata in larga parte superata dall'introduzione della legge sulle misure di prevenzione (L. 1423/1956, poi confluita nel Codice Antimafia, D.Lgs. 159/2011), che ha istituito la sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obblighi e divieti analoghi ma con garanzie procedurali ben più robuste (intervento del tribunale ordinario, difesa, ricorso in Cassazione). L'ammonizione del TULPS mantiene una residua applicabilità per situazioni non rientranti nelle categorie codificate dalla normativa antimafia.

Questioni di legittimità costituzionale

La vaghezza delle nozioni di «ozioso», «vagabondo» e «persona designata dalla pubblica voce come pericolosa» è stata più volte oggetto di critica dottrinale e giurisprudenziale per contrasto con il principio di legalità (art. 25 Cost.) e con il principio di precisione/tassatività delle norme limitative della libertà personale (art. 13 Cost.). In passato la Corte Costituzionale ha parzialmente ridisegnato i confini di alcune misure di prevenzione simili, riducendone la vaghezza definitoria. L'ammonizione ex TULPS in questa forma risente della sua origine storica e di una tecnica legislativa ormai lontana dagli standard costituzionali contemporanei.

Casi pratici

Caso 1: Ozioso senza dimora stabile

Tizio, privo di occupazione documentata da oltre due anni e risultante senza fissa dimora, viene segnalato dal questore alla Commissione provinciale. All'esito del procedimento, la Commissione emette un'ordinanza di ammonizione prescrivendogli di darsi al lavoro entro trenta giorni, di fissare una dimora stabile nel comune di residenza e di comunicarla all'ufficio di polizia locale, nonché di non abbandonarla senza preventivo avviso. Tizio ottiene un posto come operatore ecologico a tempo determinato e comunica la nuova residenza; il questore, valutata la situazione, propone alla Commissione la revoca anticipata dell'ammonizione ai sensi dell'art. 173.

Caso 2: Persona designata come pericolosa con prescrizioni aggiuntive

Caia è soggetta a ordinanza di ammonizione in quanto la Commissione l'ha ritenuta pericolosa per l'ordine sociale sulla base di più segnalazioni dei carabinieri. Oltre alle prescrizioni di base (fissa dimora, comunicazione degli spostamenti), la Commissione - rilevando frequentazioni con soggetti pregiudicati - le impone, ai sensi del comma 2, il divieto di allontanarsi dal comune di residenza tra le ore 21:00 e le ore 07:00 e l'obbligo di presentarsi due volte alla settimana presso il locale commissariato. Caia contesta la misura, ma l'art. 173 esclude l'impugnazione ordinaria delle decisioni della Commissione.

Caso 3: Sospetto di vivere di proventi di reati

Sempronio, pur non avendo precedenti penali definitivi, è segnalato come persona che frequenta abitualmente ambienti di spaccio e non ha reddito documentabile. La Commissione ne dispone l'ammonizione prescrivendogli di dichiarare una dimora stabile e di produrre entro trenta giorni documentazione attestante un'attività lavorativa o una fonte di reddito lecita. Non avendo rispettato le prescrizioni nel termine fissato, Sempronio è denunciato ai sensi dell'art. 174 per inosservanza dell'ordinanza di ammonizione, rischiando l'arresto da tre mesi a un anno.

Domande frequenti

Chi emette le prescrizioni dell'ammonizione?

Le prescrizioni sono contenute nell'ordinanza emessa dalla Commissione provinciale, organo collegiale presieduto dal prefetto e composto da autorità di pubblica sicurezza e rappresentanti istituzionali locali.

Quali sono le prescrizioni tipiche per l'ozioso o il vagabondo?

L'art. 170 comma 1 prescrive di darsi al lavoro entro un congruo termine, di fissare stabilmente la propria dimora, di comunicarla all'autorità locale di pubblica sicurezza e di non allontanarsene senza preventivo avviso.

È possibile aggiungere prescrizioni ulteriori oltre quelle indicate al comma 1?

Sì, ma solo per le persone designate come pericolose socialmente o politicamente (comma 2). In tal caso la Commissione ha ampia discrezionalità e può imporre tutte le prescrizioni che ritenga necessarie in ragione delle condizioni soggettive dell'ammonito.

Cosa succede se l'ammonito non rispetta le prescrizioni?

L'inosservanza delle prescrizioni dell'ordinanza di ammonizione è punita con l'arresto da tre mesi a un anno, ai sensi dell'art. 174 TULPS.

Le prescrizioni dell'ammonizione possono essere modificate nel tempo?

Sì. L'art. 173 TULPS consente alla Commissione, su istanza dell'interessato, su proposta del questore o d'ufficio, di modificare le prescrizioni imposte, sospendere l'ammonizione o revocarla quando ne siano cessate le cause.

A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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