In sintesi
- L'autorità locale di pubblica sicurezza, d'accordo con il Comune, può imporre che di notte resti aperto un solo accesso sulla pubblica via per ciascun edificio abitativo.
- L'accesso rimasto aperto deve essere illuminato fino a una certa ora; nelle ore successive può essere chiuso se manca un custode.
- La norma persegue finalità di ordine e sicurezza pubblica: limitare i punti di accesso notturno riduce i rischi di intrusioni e favorisce il controllo del territorio.
- La violazione è punita con l'ammenda fino a lire cinquecento (sanzione pecuniaria di valore simbolico in chiave attuale, assorbita nelle disposizioni generali sulle contravvenzioni al TULPS).
- Il provvedimento è adottato in via amministrativa, su accordo tra autorità di PS e autorità comunale, senza necessità di un atto legislativo specifico per ogni caso.
Testo dell'articoloVigente
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 61 TULPS
R.D. 18 giugno 1931, n. 773 — Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza
Art. 60 T. U. 1926).
L'autorità locale di pubblica sicurezza, d'accordo con l'autorità comunale, può prescrivere che nelle ore di notte non si lasci aperto nelle case più di un accesso sulla pubblica via ; che tale accesso sia illuminato fino a una data ora, e nelle altre resti chiuso se manca il custode.
Il contravventore è punito con l'ammenda fino a lire cinquecento.
Stesso numero, altri codici
- Art. 61 Cod. Amb. — competenze delle regioni
- Art. 61 D.Lgs. 159/2011 — Progetto e piano di pagamento dei crediti
- Art. 61 D.Lgs. 209/2005 — Attività in regime di prestazione di servizi
- Art. 61 D.Lgs. 42/2004 — Condizioni della prelazione
- Art. 61 CAD — Delocalizzazione dei registri informatici
- Art. 61 Codice Civile: Data della morte presunta
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Commento
Ratio e collocazione sistematica
L'articolo 61 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (R.D. 18 giugno 1931, n. 773) si inscrive nel Titolo II del TULPS, dedicato alle misure di prevenzione e controllo del territorio nelle ore notturne. La disposizione risponde a un'esigenza storicamente radicata nel modello di pubblica sicurezza di tipo preventivo che caratterizza l'intero impianto del TULPS: limitare le occasioni di disordine e garantire il controllo degli spazi urbani nelle ore in cui il controllo sociale spontaneo è più ridotto.
La ratio della norma è duplice. Da un lato, ridurre i punti di accesso aperti di notte agli edifici plurifamiliari abbassa statisticamente le occasioni di intrusione non autorizzata e di commissione di reati; dall'altro, l'obbligo di illuminazione del varco residuo consente agli organi di vigilanza di avere una visibilità minima sugli ingressi e sulle persone che li attraversano.
Analisi del contenuto normativo
Il precetto si articola in tre prescrizioni distinte. La prima riguarda il numero di accessi aperti: nelle ore notturne l'autorità locale di PS può imporre che su ogni edificio prospiciente la pubblica via resti aperto un solo varco. Il termine «può» indica che si tratta di un potere discrezionale, non di un obbligo, e che il provvedimento deve essere calibrato sulle specificità locali (dimensioni della città, tipo di quartiere, andamento dell'ordine pubblico).
La seconda prescrizione riguarda l'illuminazione: il varco aperto deve essere illuminato sino a una determinata ora, fissata nel medesimo provvedimento. L'illuminazione assolve una funzione di dissuasione e di controllo visivo, complementare all'obbligo di accesso unico.
La terza prescrizione riguarda la chiusura tardiva: superata l'ora limite di illuminazione, l'accesso può essere chiuso qualora non vi sia un custode presente. Ciò introduce indirettamente un incentivo all'impiego di un portiere o custode notturno, figura disciplinata dall'articolo 62 TULPS.
Competenza e procedimento
Il provvedimento è adottato dall'autorità locale di pubblica sicurezza — nelle grandi città il Questore, nei centri minori il Commissario di PS o il Sindaco quale ufficiale di governo — d'accordo con l'autorità comunale. Il requisito del concerto con il Comune non trasforma l'atto in un provvedimento congiunto; la competenza principale rimane all'autorità di PS, ma è necessario che l'ente locale manifesti il proprio consenso, stante il rilievo che l'obbligo ha sulla gestione degli spazi urbani e sui regolamenti edilizi e di polizia urbana.
I provvedimenti adottati in applicazione dell'articolo 61 sono definitivi ai sensi dell'articolo 67 TULPS, che estende tale carattere a tutti gli atti del Prefetto e, per analogia sistematica, alle determinazioni delle autorità locali di PS in materia di licenze e prescrizioni sui locali abitativi.
Sanzione
La violazione è punita con l'ammenda fino a lire cinquecento, sanzione risalente all'impianto originario del 1931 e di valore nominale ormai irrisorio. Sul piano pratico, la contravvenzione rileva come illecito penale ai sensi dell'art. 17 e ss. TULPS, con conseguente possibilità di applicazione delle sanzioni sostitutive previste dalla L. 689/1981 ove applicabile. Le autorità di PS possono inoltre attivare il potere di diffida e di revoca delle autorizzazioni eventualmente connesse all'esercizio dell'edificio (albergo, residenza protetta, ecc.).
Profili pratici attuali
Nell'ordinamento vigente l'articolo 61 conserva applicabilità, sebbene la prassi delle grandi città abbia in larga misura sostituito i controlli fisici notturni con sistemi di videosorveglianza e con la diffusione di sistemi di citofonia e accesso controllato. Il portierato fisico notturno si è rarefatto, ma gli edifici di nuova costruzione sono comunque tenuti a rispettare le prescrizioni eventualmente impartite dalle Questure locali in materia di accesso notturno, specie nei contesti ad alta densità criminale.
La norma va coordinata con il D.M. 246/1987 sui requisiti di sicurezza dei luoghi di lavoro e con i regolamenti comunali di polizia urbana, che in molti Comuni hanno integrato e in parte sostituito le prescrizioni TULPS sull'illuminazione degli accessi.
Casi pratici
Caso 1: Prescrizione notturna in un condominio di periferia
Tizio è amministratore di un condominio di diciotto appartamenti situato in un quartiere periferico. A seguito di un aumento di episodi di intrusione notturna segnalati al Commissariato di PS, l'autorità locale emette un provvedimento che impone di mantenere aperto, nelle ore tra le 22:00 e le 06:00, un solo portone su tre e di illuminarne l'ingresso fino alle 00:00. Tizio convoca l'assemblea, illustra l'obbligo e organizza la chiusura delle due porte secondarie. Non disponendo di un custode notturno, decide di installare un sistema di citofonia e videocitofono sul varco rimasto aperto. La prescrizione è rispettata e non è comminata alcuna sanzione.
Caso 2: Ammenda per mancato rispetto dell'obbligo di chiusura
Caia è proprietaria di un piccolo albergo in centro storico. Un provvedimento del Commissariato impone la chiusura di due degli ingressi sul retro dopo le ore 23:00 in assenza di personale. Caia, per agevolare i clienti che rientrano tardi, lascia entrambi gli ingressi aperti tutta la notte senza custode. Durante un controllo notturno della Polizia, la violazione viene accertata e Caia riceve un verbale di contravvenzione ai sensi dell'art. 61 TULPS. La sanzione pecuniaria viene applicata nella misura massima consentita, e il Commissariato avverte che in caso di recidiva potrà essere valutata la sospensione dell'autorizzazione all'esercizio ricettivo.
Caso 3: Conflitto tra prescrizione di PS e regolamento condominiale
Il condominio in cui abita Sempronio ha un regolamento che prevede la libera accessibilità di tutti gli ingressi h24 per agevolare i residenti anziani. L'autorità di PS, in seguito a episodi di spaccio nelle vicinanze, emette una prescrizione ex art. 61 TULPS che impone la chiusura di due varchi dalle 22:00. Sempronio, che fa parte del consiglio condominiale, si oppone sostenendo la prevalenza del regolamento privato. Il Commissariato chiarisce che il provvedimento di pubblica sicurezza ha natura imperativa e prevale su qualsiasi atto di autonomia privata; l'assemblea condominiale deve quindi adeguarsi entro il termine fissato nel provvedimento, pena la contestazione della contravvenzione in capo all'amministratore pro tempore.
Domande frequenti
Chi può emettere il provvedimento di chiusura notturna degli accessi?
L'autorità locale di pubblica sicurezza (Questore o Commissario di PS), d'accordo con l'autorità comunale. Non è sufficiente un atto solo dell'una o dell'altra.
Il provvedimento vale per tutti gli edifici o solo per alcuni?
È discrezionale e può riguardare singoli edifici, interi isolati o intere zone cittadine, a seconda delle esigenze di ordine pubblico rilevate dall'autorità.
L'obbligo di illuminazione è permanente o può essere modulato?
Può essere modulato: il provvedimento stabilisce l'orario fino al quale l'accesso deve essere illuminato; dopo quell'ora, se manca il custode, l'ingresso può essere chiuso.
Chi risponde della violazione in un condominio?
In linea di principio, risponde chiunque sia in posizione di garante dell'adempimento: l'amministratore di condominio o, per gli alberghi e stabilimenti, il titolare o responsabile dell'esercizio.
Il provvedimento è impugnabile?
I provvedimenti del Prefetto nelle materie indicate dall'art. 67 TULPS sono definitivi. Per i provvedimenti delle autorità locali di PS è comunque possibile il ricorso al TAR o al Prefetto secondo le regole generali del diritto amministrativo.
La sanzione dell'ammenda in lire è ancora applicabile?
L'ammenda in lire è stata convertita in euro dalla L. 11 agosto 1998, n. 448 e successivi provvedimenti di conversione. La sanzione contravvenzionale rimane applicabile, sebbene di valore molto ridotto, e può essere affiancata da sanzioni accessorie amministrative.
Vedi anche