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CCNL Poste: maternita, paternita e congedi parentali

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
CCNL Poste

In sintesi

Il CCNL Poste integra le tutele di legge (D.Lgs. 151/2001) con disposizioni migliorative: integrazione aziendale al 100% durante l’astensione obbligatoria per maternita, congedo di paternita obbligatorio esteso, agevolazioni per il part-time al rientro dalla maternita e priorita nel cambio turno per genitori con figli piccoli.

Dati contrattuali

Parti firmatarie
Poste Italiane SpA · SLC-CGIL · SLP-CISL · UILposte · FAILP-CISAL · CONFSAL · FNC-UGL
Ultimo rinnovo
Accordo di rinnovo 2023-2025 (ultimo aggiornamento retributivo 2024)
Vigenza
In corso di rinnovo (trattative 2025-2026)
Platea
Oltre 100.000 dipendenti

Tabella riepilogativa

Maternita, paternita e congedi – CCNL Poste
Istituto Durata Retribuzione (CCNL + INPS)
Astensione obbligatoria maternita 5 mesi (2 ante + 3 post parto o flessibile) 100% retribuzione (80% INPS + integrazione aziendale)
Congedo paternita obbligatorio 10 giorni (L. 234/2021 e successive modificazioni) 100% retribuzione
Congedo parentale facoltativo Fino a 10 mesi (madre + padre, max 6 m/genitore) 80% per i primi 3 mesi, 30% per i restanti (INPS)
Permessi allattamento 2 ore/giorno per 1 anno (1 se giornata <6h) 100% retribuiti (INPS)
Integrazione aziendale maternita 5 mesi astensione obbligatoria Differenza tra 80% INPS e 100% stipendio tabellare

Astensione obbligatoria e integrazione aziendale

La astensione obbligatoria per maternita dura 5 mesi: di norma 2 mesi prima del parto e 3 mesi dopo (con possibilita di flessibilita: 1+4 o 0+5 a seconda delle condizioni). L’INPS eroga l’80% della retribuzione media giornaliera. Il CCNL Poste prevede l’integrazione aziendale fino al raggiungimento del 100% della retribuzione tabellare per l’intero periodo di astensione obbligatoria.

La dipendente in maternita non puo essere licenziata dall’inizio della gravidanza fino al compimento di 1 anno del bambino (art. 54 D.Lgs. 151/2001). Poste Italiane non puo nemmeno trasferirla senza consenso durante la gravidanza e nei primi 7 mesi di vita del bambino.

Congedo di paternita e genitori adottivi

Il congedo di paternita obbligatorio (ex L. 234/2021, aggiornato alle disposizioni vigenti nel 2026) e di 10 giorni lavorativi da fruire entro i 5 mesi dalla nascita, con retribuzione al 100% a carico INPS. Il CCNL Poste non integra ulteriormente questo periodo ma garantisce la fruibilita senza ostacoli organizzativi.

In caso di adozione o affidamento, la madre adottiva ha diritto all’astensione obbligatoria pari all’eta del bambino adottato (fino a 6 anni), con le stesse tutele della maternita biologica.

Congedo parentale e priorita al rientro

Il congedo parentale facoltativo puo essere fruito da ciascun genitore fino al compimento del 12° anno del bambino. In base alla normativa vigente (D.Lgs. 105/2022 e successive modificazioni) i primi 3 mesi sono indennizzati all’80% da INPS, i mesi successivi al 30%.

Al rientro dalla maternita o dal congedo parentale, il CCNL Poste riconosce:

  • Priorita nella scelta del turno diurno per i primi 12 mesi dopo il rientro.
  • Diritto di precedenza nel part-time (verticale o orizzontale) rispetto ai colleghi senza figli piccoli.
  • Diritto al mantenimento della sede di assegnazione per i primi 3 anni salvo esigenze documentate.

Casi pratici

Tizio – Congedo paternita e turni
Tizio e portalettere B2. Al momento della nascita del figlio fruisce dei 10 giorni di congedo obbligatorio retribuiti al 100%. Nei 12 mesi successivi ha priorita nella scelta del turno diurno. Chiede inoltre 2 mesi di congedo parentale facoltativo (indennizzati all’80% INPS per il primo mese).
Caia – Integrazione aziendale maternita
Caia e sportellista C1 con stipendio tabellare di 1.950 euro. Durante i 5 mesi di maternita obbligatoria l’INPS eroga l’80% (1.560 euro). Poste Italiane integra la differenza di 390 euro mensili, garantendo il 100% della retribuzione tabellare per tutto il periodo di astensione obbligatoria.
Sempronio – Rientro e part-time post-maternita
La moglie di Sempronio non lavora in Poste, ma sua sorella Claudia, sportellista C2, rientra dalla maternita dopo 5 mesi di astensione obbligatoria piu 2 di congedo. Claudia chiede il part-time al 50% per i 6 mesi successivi. Avendo diritto di precedenza contrattuale, l’azienda deve concederlo salvo documentata incompatibilita organizzativa.

Domande frequenti

Durante la maternita Poste paga il 100% dello stipendio?
Si. Il CCNL Poste prevede l’integrazione aziendale per coprire la differenza tra l’80% dell’INPS e il 100% della retribuzione tabellare durante i 5 mesi di astensione obbligatoria.
Quanti giorni di paternita obbligatoria spettano?
10 giorni lavorativi, da fruire entro 5 mesi dalla nascita del figlio, retribuiti al 100% a carico INPS. Sono obbligatori e non rinunciabili.
Si puo lavorare in maternita flessibile?
Si. La maternita flessibile consente di lavorare fino al mese precedente il parto (con certificazione medica) e di fruire dei 4 mesi restanti dopo il parto, a condizione che non sussistano rischi per la salute.
Cosa spetta al rientro dalla maternita?
Il CCNL Poste garantisce: priorita al turno diurno per 12 mesi, diritto di precedenza al part-time, mantenimento della sede di assegnazione per i primi 3 anni. La lavoratrice non puo essere licenziata fino al compimento di 1 anno del bambino.
Il congedo parentale si puo fruire a ore?
Si. Dal D.Lgs. 105/2022 il congedo parentale puo essere fruito anche su base oraria (non solo a giornate intere), previa comunicazione all’azienda con il preavviso minimo previsto dalla normativa o dal CCNL.

Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Poste. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.