Indice
  1. La guida
  2. Vedi anche

La guida

CCNL Tessile, Abbigliamento e Moda

In sintesi

Il settore tessile-abbigliamento presenta specificità che lo distinguono da altri comparti manifatturieri: forte stagionalità legata alle collezioni moda, diffuso ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni nei cali di commesse, lavoro su tre turni continui nelle filature e tessiture, e l’organizzazione in distretti industriali (Prato, Biella, Carpi, Veneto) con tradizioni produttive e contrattuali specifiche.

Dati contrattuali

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Parti firmatarie
Sistema Moda Italia (SMI/Confindustria) · Femca-CISL · Filctem-CGIL · Uiltec-UIL
Ultimo rinnovo
11 novembre 2024, per il triennio 1° aprile 2024 – 31 marzo 2027
Vigenza
1° aprile 2024 – 31 marzo 2027. Aumento del trattamento economico complessivo di 232 euro al 4° livello, pari a circa il 13%; i minimi (TEM) crescono di 200 euro in tre tranche: 95 euro dal 1° dicembre 2024, 57 dal 1° gennaio 2026 e 48 dal 1° gennaio 2027. In più 200 euro l’anno di welfare aggiuntivo
Platea
Imprese dell’industria tessile, dell’abbigliamento e della maglieria (calzature e pelletteria hanno contratti propri)

Tabella riepilogativa

Caratteristiche operative del settore tessile-moda
Caratteristica Dettaglio Impatto sul contratto
Stagionalità collezioni 2 campagne annue (PE febbraio-maggio; AI agosto-novembre) Multiperiodale, contratti a termine stagionali, somministrazione
CIG Ordinaria (CIGO) Calo temporaneo di commesse, crisi di mercato Integrazione INPS pari all’80% della retribuzione persa, entro il massimale annuo INPS; 13 settimane continuative, prorogabili fino a 52 settimane nel biennio mobile
CIG Straordinaria (CIGS) Ristrutturazione, crisi aziendale prolungata Fino a 24 mesi, accordo sindacale obbligatorio
Lavoro a turni fissi Filature, tessiture, tintorie (ciclo continuo) Orario 40 ore per i turnisti 5 × 8 e 36 ore per i 6 × 6; straordinario dei turnisti con maggiorazioni proprie (61% notturno per la mezz’ora prestata di continuo); riposo compensativo se la domenica cade in turno
Distretti industriali Prato (cardato), Biella (laniero), Carpi (maglieria), Veneto (lana, seta) Accordi integrativi locali, prassi contrattuali specifiche

La stagionalità delle collezioni moda

L’industria della moda organizza la produzione attorno a due campagne principali: la collezione primavera-estate (sviluppo e produzione tra settembre e febbraio, lancio commerciale febbraio-maggio) e la collezione autunno-inverno (sviluppo marzo-agosto, lancio agosto-novembre). Questo ciclo crea intense fasi di lavoro seguite da periodi di relativa stasi.

Il CCNL Tessile riconosce questa stagionalità come elemento strutturale del settore: il regime multiperiodale (orario medio annuo, non settimanale rigido) è il principale strumento contrattuale per gestire i picchi produttivi senza ricorrere sistematicamente allo straordinario o alla CIG. Le aziende possono programmare settimane da 48 ore durante le campagne e settimane ridotte nei periodi di pausa.

Cassa Integrazione Guadagni nel tessile

Il ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (CIGO) è storicamente frequente nel settore tessile, in particolare durante i cali di commesse dall’estero (mercato cinese, lento-ordini da grandi griffes) o per eventi eccezionali (materie prime, crisi energetiche).

La CIGO integra la retribuzione all’80% delle ore non lavorate, entro il massimale mensile che l’INPS aggiorna ogni anno con propria circolare. La durata massima è di 13 settimane continuative, prorogabili fino a 52 settimane nel biennio mobile.

La CIGS si attiva per ristrutturazioni aziendali, riorganizzazione o crisi conclamate. Richiede accordo sindacale e autorizzazione ministeriale, con durata massima di 24 mesi (36 in casi eccezionali) e stesse aliquote di integrazione.

I lavoratori in CIG mantengono il diritto all’anzianità, al TFR (calcolato sulla retribuzione teorica piena) e alla continuazione della previdenza complementare.

I distretti industriali della moda

Il tessile-moda italiano è organizzato in distretti industriali con forti identità produttive e tradizioni contrattuali:

  • Prato: distretto del tessuto cardato (lana rigenerata, filati riciclati); forte presenza di imprese terziste, subfornitura, filiera corta. Accordi integrativi storicamente solidi.
  • Biella: laniero di alta gamma, produzione di tessuti per grandi marchi del lusso. Salari mediamente superiori alla media di settore; accordi aziendali con welfare integrativo sviluppato.
  • Carpi (MO): maglieria industriale, produzione di capi a maglia. Distretto con elevata automazione nelle fasi di cucitura e assemblaggio.
  • Veneto (Vicenza, Treviso, Verona): lana, seta (Como per la seta), abbigliamento sportivo. Forte export verso mercati europei.

In ciascun distretto gli accordi integrativi territoriali o aziendali possono migliorare le condizioni del CCNL nazionale: premi di distretto, maggiorazioni specifiche, welfare locali.

Made in Italy e tutele contrattuali

Il crescente interesse dei mercati internazionali per il Made in Italy ha portato a richieste di tracciabilità e certificazione della produzione italiana lungo la filiera. Questo ha implicazioni contrattuali: le aziende che vogliono mantenere la lavorazione in Italia devono rispettare integralmente il CCNL (incluse le norme su orario, sicurezza e welfare), elemento che differenzia la produzione italiana dalla concorrenza a basso costo.

La legge prevede la responsabilità solidale nella filiera: negli appalti di opere e servizi il committente imprenditore (per esempio il marchio della moda) risponde in solido con l’appaltatore e i subappaltatori, entro due anni dalla cessazione dell’appalto, per retribuzioni, quote di TFR, contributi e premi assicurativi dei lavoratori impiegati (art. 29, comma 2, D.Lgs. 276/2003).

Il D.Lgs. 231/2001 (responsabilità amministrativa delle imprese) e le nuove norme sulla due diligence obbligatoria nella catena di fornitura (direttiva UE 2024/1760) stanno rafforzando queste tutele anche per i lavoratori della filiera estera dei brand italiani.

Casi pratici

Tizio – CIG ordinaria per calo commesse
L’azienda di Tizio (4° livello, E.R.N. 1.938,95 € al mese dal 1° gennaio 2026) subisce un calo di ordini per 8 settimane. Attiva la CIGO: Tizio lavora 20 ore a settimana invece di 40. L’azienda gli paga le ore lavorate, metà della retribuzione (969,48 €); per le ore non lavorate l’INPS integra l’80% della retribuzione persa, entro il massimale dell’anno. L’anzianità e il TFR maturano sulla retribuzione teorica piena.
Caia – Multiperiodale nel distretto pratese
Caia lavora in un’azienda pratese con regime multiperiodale. Nei mesi di picco (settembre-novembre) lavora 48 ore a settimana; a gennaio lavora 32 ore. La media annua resta 40 ore. Le ore eccedenti nelle settimane a 48 ore non sono straordinario: sono recuperate con riposi nei periodi di minor carico; se per comprovati impedimenti personali non le recupera insieme ai colleghi, confluiscono nella sua banca delle ore.
Sempronio – Accordo integrativo di distretto a Biella
Sempronio lavora in una tintoria biellese di fascia alta. L’accordo integrativo territoriale prevede un premio di distretto annuo di 1.200 €, contributo sanitario integrativo potenziato e 2 giorni aggiuntivi di ferie rispetto al CCNL. Se l’accordo è depositato, il premio sconta l’imposta sostitutiva dell’1% prevista nel 2026 e nel 2027 per i premi di risultato fino a 5.000 €.

Domande frequenti

Perché nel tessile si usa spesso la CIG?
Per la forte stagionalità del settore e la dipendenza dalle commesse dei grandi marchi. I cali improvvisi di ordini rendono la CIG uno strumento strutturale per evitare licenziamenti durante le fasi di stasi.
Cosa succede al TFR durante la CIG?
Matura sulla retribuzione teorica piena (come se il lavoratore lavorasse normalmente), non sulla retribuzione ridotta effettivamente percepita.
Cos'è il multiperiodale e come tutela il lavoratore?
È un sistema di orario medio annuo che evita il pagamento dello straordinario nei periodi di picco e la CIG nei periodi di calo. Le ore in più si recuperano con riposi programmati; quelle non recuperate collettivamente per comprovati impedimenti personali confluiscono nella banca delle ore individuale.
Gli accordi integrativi di distretto si applicano a tutti?
Si applicano ai lavoratori delle aziende che aderiscono all’associazione datoriale firmataria dell’accordo. Non vincolano le aziende che non ne fanno parte, salvo che il contratto individuale li incorpori per rinvio.
La responsabilità solidale copre i lavoratori del subappaltatore?
Sì: il committente risponde in solido con il subappaltatore per retribuzioni, quote di TFR, contributi e premi assicurativi dovuti ai lavoratori impiegati nell’appalto, entro due anni dalla cessazione dell’appalto (art. 29, comma 2, D.Lgs. 276/2003).

Fonti: Legge di bilancio 2026 (L. 199/2025) · premi di risultato 2026-2027. Dati verificati su queste fonti a ottobre 2026.

Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi per livello, preavviso, dimissioni e licenziamento, ferie, permessi, ex-festività e ROL, maternità, paternità e congedi parentali, malattia, infortunio e periodo di comporto e TFR, calcolo e destinazione alla previdenza complementare.

Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Tessile, Abbigliamento e Moda. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

Contenuto redatto con l’assistenza di strumenti di intelligenza artificiale (L. 132/2025). La selezione delle fonti, la verifica sui testi ufficiali e la revisione finale sono a cura del responsabile editoriale. Metodo editoriale →
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
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