Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
CCNL Dirigenti Pubblica Amministrazione

In sintesi

Il dirigente pubblico non ha un orario di lavoro rigido: e’ tenuto al raggiungimento degli obiettivi (gestione per risultati). Risponde della performance tramite la responsabilita dirigenziale (art. 21 D.Lgs. 165/2001): il mancato raggiungimento degli obiettivi puo comportare revoca dell’incarico, mancato rinnovo, riduzione retribuzione di risultato. Valutazione annuale OIV/Nucleo.

Dati contrattuali

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Parti firmatarie
ARAN · CIDA · CGIL FP · CISL FP · UIL FPL · ANAAO Assomed (medici) · CIMO
Ultimo rinnovo
CCNL Dirigenza Funzioni Centrali/Locali 2019-2021 (2023); Area Sanita Dirigenti 2019-2021 (2024)
Vigenza
Parte normativa fino 31 dicembre 2021 (ultrattivita); negoziato 2022-2024 in apertura
Platea
~50.000 dirigenti pubblici: ministeriali, enti locali, dirigenza sanitaria (medici, veterinari, dirigenti professioni sanitarie e amministrativi SSN)

Tabella riepilogativa

Responsabilita dirigenziale
Esito valutazione Conseguenza
Obiettivi raggiunti Risultato pieno + rinnovo incarico
Parziale raggiungimento Risultato ridotto
Mancato raggiungimento No risultato + possibile mancato rinnovo
Grave inadempienza Revoca incarico + responsabilita
Recidiva grave Decadenza dirigenza + licenziamento

Niente orario rigido: gestione per obiettivi

Il dirigente pubblico, a differenza del personale del comparto, non ha orario di lavoro rigido: e’ tenuto a garantire la presenza necessaria a svolgere l’incarico e al raggiungimento dei risultati.

Non timbra il cartellino come obbligo di orario, ma deve assicurare la propria presenza in servizio e la reperibilita. La logica e’ la gestione per obiettivi: conta il risultato, non le ore.

La responsabilita dirigenziale (art. 21)

L’art. 21 del D.Lgs. 165/2001 disciplina la responsabilita dirigenziale:

  • Il mancato raggiungimento degli obiettivi o l’inosservanza delle direttive comporta impossibilita di rinnovo dell’incarico
  • Nei casi piu gravi: revoca dell’incarico con assegnazione ad altro incarico o messa a disposizione
  • Per gravi inadempienze reiterate: recesso dal rapporto di lavoro

La responsabilita dirigenziale e’ diversa da quella disciplinare: riguarda i risultati di gestione, non comportamenti individuali.

Valutazione annuale OIV/Nucleo

Ogni dirigente e’ valutato annualmente dall’OIV (Organismo Indipendente di Valutazione) o dal Nucleo di Valutazione su:

  • Performance organizzativa: risultati dell’unita diretta
  • Performance individuale: obiettivi personali assegnati
  • Comportamenti organizzativi: leadership, gestione risorse, innovazione

L’esito determina la retribuzione di risultato e influenza il rinnovo dell’incarico. La valutazione e’ uno dei pilastri della riforma del pubblico impiego (D.Lgs. 150/2009 Brunetta).

Casi pratici

Tizio – Dirigente con obiettivi raggiunti”, “Tizio, dirigente II fascia, ha raggiunto il 95% degli obiettivi 2025 (digitalizzazione procedimenti, riduzione tempi). OIV valuta positivamente: risultato pieno 18% + incarico rinnovato.
Caia – Dirigente con risultato parziale
Caia, dirigente Comune, ha raggiunto il 70% obiettivi (ritardi su un progetto PNRR per cause esterne). Risultato ridotto al 12% invece di 22%. Incarico confermato con raccomandazioni.
Sempronio – Revoca incarico per inadempienza
Sempronio, dirigente che non ha raggiunto obiettivi per 2 anni consecutivi (gravi ritardi gestionali). Responsabilita dirigenziale: incarico revocato, messo a disposizione con tabellare base.

Domande frequenti

I dirigenti pubblici timbrano il cartellino?
Tecnicamente devono attestare la presenza ma non hanno orario rigido: la logica e’ gestione per obiettivi. Devono garantire la presenza necessaria e reperibilita, non un monte ore fisso. Conta il risultato.
Cos'e' la responsabilita dirigenziale?
La responsabilita per i risultati di gestione (art. 21 D.Lgs. 165/2001). Il mancato raggiungimento degli obiettivi comporta mancato rinnovo, revoca dell’incarico o, nei casi gravi reiterati, recesso. Diversa dalla responsabilita disciplinare.
Chi valuta i dirigenti pubblici?
L’OIV (Organismo Indipendente di Valutazione) o il Nucleo di Valutazione, annualmente, su: performance organizzativa (unita diretta), performance individuale (obiettivi), comportamenti organizzativi. L’esito determina risultato e rinnovo.
Un dirigente puo essere licenziato?
Si, per responsabilita dirigenziale grave e reiterata (recesso) o per responsabilita disciplinare (es. falsa attestazione, gravi violazioni). Prima della revoca/recesso e’ garantito il contraddittorio.

Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Dirigenti Pubblica Amministrazione. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

In sintesi

  • Il dirigente pubblico non ha un orario rigido: è tenuto al raggiungimento degli obiettivi secondo la logica della gestione per risultati.
  • Risponde tramite la responsabilità dirigenziale (art. 21 D.Lgs. 165/2001), distinta dalla responsabilità disciplinare e da quella amministrativa.
  • Il mancato raggiungimento degli obiettivi può comportare mancato rinnovo o revoca dell'incarico e riduzione della retribuzione di risultato.
  • La valutazione è annuale ed è affidata agli OIV/Nuclei di valutazione.
  • Le conseguenze più gravi presuppongono il rispetto delle garanzie procedurali e del contraddittorio.
Indice dei contenuti

La posizione del dirigente pubblico si distingue nettamente da quella del personale del comparto. Non c'è il cartellino come obbligo di orario, ma c'è una responsabilità per i risultati che pesa molto di più: il dirigente è valutato su ciò che produce, non sulle ore che trascorre in ufficio. Questa logica della gestione per obiettivi è il filo conduttore di tutta la disciplina.

Niente orario rigido, ma gestione per obiettivi

Il dirigente non è soggetto a un orario di lavoro rigido: deve garantire la presenza necessaria a svolgere l'incarico e ad assicurare la reperibilità, ma la misura della sua prestazione è il raggiungimento dei risultati. La flessibilità non è un privilegio: è la contropartita di una responsabilità che si misura sugli esiti della gestione.

La responsabilità dirigenziale (art. 21)

L'art. 21 del D.Lgs. 165/2001 disciplina la responsabilità dirigenziale, che scatta in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi o di inosservanza delle direttive. È una responsabilità di tipo gestionale, diversa da quella disciplinare (legata a comportamenti) e da quella amministrativo-contabile (legata al danno erariale). Le sue conseguenze incidono sull'incarico e sulla retribuzione di risultato.

La valutazione annuale e gli OIV

Il dirigente è valutato ogni anno dagli Organismi Indipendenti di Valutazione (OIV) o dai Nuclei, che misurano performance individuale e organizzativa. La valutazione non è un mero adempimento: è il presupposto per il rinnovo dell'incarico, per la retribuzione di risultato e, nei casi negativi, per le misure più gravi.

Le conseguenze del mancato raggiungimento

Gli esiti della valutazione si traducono in conseguenze graduate: dal pieno riconoscimento del risultato al suo ridimensionamento, fino al mancato rinnovo dell'incarico in caso di obiettivi non raggiunti. Le situazioni più gravi possono portare alla revoca dell'incarico e, nei casi di recidiva grave, a conseguenze sulla permanenza nella dirigenza.

Le garanzie procedurali

Le misure più incisive non sono automatiche: presuppongono un procedimento che assicuri il contraddittorio e la possibilità per il dirigente di far valere le proprie ragioni. La responsabilità dirigenziale non può tradursi in un esito arbitrario; deve poggiare su una valutazione motivata e su obiettivi assegnati in modo chiaro e misurabile.

Il rapporto tra obiettivi e retribuzione di risultato

Una parte significativa della retribuzione dirigenziale è legata al risultato. Il raggiungimento pieno degli obiettivi giustifica l'erogazione integrale della componente di risultato; il raggiungimento parziale la riduce. Questo legame rende la valutazione non solo uno strumento di controllo, ma anche un fattore economico diretto per il dirigente.

Distinzione tra responsabilità dirigenziale, disciplinare e amministrativa

È essenziale non confondere i piani. La responsabilità dirigenziale riguarda gli esiti della gestione e incide sull'incarico e sulla retribuzione di risultato. La responsabilità disciplinare colpisce comportamenti specifici (violazioni di doveri) con sanzioni tipizzate. La responsabilità amministrativo-contabile attiene al danno erariale ed è giudicata dalla Corte dei conti. Uno stesso fatto può, in teoria, rilevare su più piani, ma i presupposti, i procedimenti e le conseguenze restano distinti.

Obiettivi misurabili e assegnazione corretta

La responsabilità per i risultati presuppone che gli obiettivi siano assegnati in modo chiaro, misurabile e raggiungibile. Un obiettivo vago, irrealistico o comunicato tardivamente non può fondare validamente una valutazione negativa. La correttezza del ciclo della performance - assegnazione, monitoraggio, valutazione - è quindi una garanzia per il dirigente tanto quanto uno strumento per l'amministrazione: senza obiettivi ben definiti, la responsabilità dirigenziale perde fondamento.

Domande frequenti

Il dirigente pubblico deve timbrare il cartellino?

No, non come obbligo di orario. È tenuto a garantire la presenza necessaria e la reperibilità, ma è valutato sul raggiungimento degli obiettivi, non sulle ore.

Cos'è la responsabilità dirigenziale?

È la responsabilità per il mancato raggiungimento degli obiettivi o l'inosservanza delle direttive (art. 21 D.Lgs. 165/2001), distinta da quella disciplinare e amministrativa.

Chi valuta il dirigente?

Gli Organismi Indipendenti di Valutazione (OIV) o i Nuclei, con valutazione annuale di performance individuale e organizzativa.

Cosa rischia il dirigente che non raggiunge gli obiettivi?

Riduzione della retribuzione di risultato, mancato rinnovo dell'incarico e, nei casi più gravi, revoca dell'incarico, nel rispetto delle garanzie procedurali.

La revoca dell'incarico è automatica?

No. Richiede una valutazione motivata e un procedimento che garantisca il contraddittorio e la possibilità per il dirigente di difendersi.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-06-20
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.