Indice
  1. La guida
  2. Vedi anche

La guida

In sintesi

Plusvalenza oro: quando la vendita è tassata

La vendita di oro da investimento, lingotti o monete d’oro non è libera da imposte: il guadagno, cioè la differenza tra quanto incassi e quanto avevi pagato, è un reddito diverso di natura finanziaria e va dichiarato. L’art. 67, comma 1, lettera c-ter), del TUIR tassa le plusvalenze realizzate con la cessione a titolo oneroso «di metalli preziosi, semprechè siano allo stato grezzo o monetato». Non esiste una soglia minima: anche la vendita di pochi grammi genera una plusvalenza da dichiarare.

La regola vale per tutti i metalli preziosi in quella forma: oro, argento e altri metalli preziosi in lingotti, placchette o monete. Sulla plusvalenza si paga un’imposta sostitutiva del 26%; non si somma agli altri redditi e non cambia l’aliquota IRPEF.

Come si calcola la plusvalenza sull’oro

La plusvalenza è la differenza tra il corrispettivo incassato e il costo d’acquisto, aumentato degli oneri inerenti (per esempio commissioni e imposta di successione o donazione), senza gli interessi passivi (art. 68, comma 6, TUIR). Il costo va documentato: fattura, ricevuta del banco metalli, contratto o estratto conto.

Se manca la documentazione del costo, per le cessioni fatte dal 1° gennaio 2024 la plusvalenza è pari all’intero corrispettivo (art. 68, comma 7, lettera d, TUIR, e istruzioni del 730/2026). Per le vendite fino al 31 dicembre 2023 valeva invece il criterio forfettario del 25% del corrispettivo (nel 730 si indicava come costo il 75% del corrispettivo).

Plusvalenza da cessione di oro e metalli preziosi: base imponibile e aliquota
Situazione Base imponibile Aliquota
Hai la documentazione del costo d’acquisto Corrispettivo incassato meno costo documentato 26%
Manca la documentazione, vendita dal 1/1/2024 Intero corrispettivo della cessione 26%
Manca la documentazione, vendita fino al 31/12/2023 25% del corrispettivo 26% (20% o 12,50% per le vendite più vecchie)
Oro ereditato Corrispettivo meno valore definito o dichiarato nella successione 26%
Oro ricevuto in donazione Corrispettivo meno costo sostenuto dal donante 26%
Vendite realizzate dal 1/1/2012 al 30/6/2014 Stessi criteri 20%
Vendite realizzate fino al 31/12/2011 Corrispettivi e costi al 62,50% 12,50%

Le aliquote del 20% e del 12,50% dipendono dalla data della vendita, non da quella dell’acquisto: chi vende nel 2025 oro comprato negli anni Novanta paga il 26% sulla plusvalenza.

Vendita oro nel 730: quadro T, rigo T11

Nel 730/2026 (redditi 2025) la vendita si indica nel quadro T, sezione II (plusvalenze assoggettate a imposta sostitutiva del 26%): nel rigo T11, colonna 1 il totale dei corrispettivi, nella colonna 2 il costo fiscalmente riconosciuto. Le istruzioni precisano che, per i metalli preziosi senza documentazione del costo venduti dal 1° gennaio 2024, la plusvalenza è pari al corrispettivo. Nel modello Redditi PF lo stesso dato va nel quadro RT, sezione II-A.

Il quadro T non si compila se l’oro è stato venduto tramite una banca o un intermediario in regime di risparmio amministrato, che ha già trattenuto e versato l’imposta.

Plusvalenza oro: F24 e codice tributo 1100

Con il 730 presentato tramite il sostituto d’imposta, un Caf o un professionista abilitato, l’imposta sostitutiva entra nel prospetto di liquidazione e viene trattenuta in busta paga o sulla pensione insieme alle altre imposte: non serve un F24 separato. L’F24 con il codice tributo 1100 serve quando si paga direttamente, per esempio con il modello Redditi PF o con il 730 senza sostituto d’imposta.

Gioielli, oro usato e compro oro

La lettera c-ter) parla di metalli preziosi «allo stato grezzo o monetato»: lingotti, placchette, monete d’oro come sterline e marenghi. Gioielli e oggetti d’oro lavorato non sono citati da questa norma; per la vendita occasionale dei gioielli di famiglia a un compro oro non si applica quindi l’imposta del 26% prevista per l’oro da investimento. Chi compra e rivende oro abitualmente svolge invece un’attività commerciale, con regole diverse.

Minusvalenze: compensazione con azioni e altri strumenti

Le plusvalenze sui metalli preziosi si sommano alle minusvalenze delle lettere c), c-bis) e c-ter) e ai redditi e alle perdite delle lettere c-quater) e c-quinquies) dell’art. 67 (art. 68, comma 5, TUIR): una minusvalenza su azioni può quindi compensare la plusvalenza sull’oro, e viceversa. L’eccedenza di minusvalenze si riporta nei quattro periodi d’imposta successivi, purché indicata nella dichiarazione dell’anno in cui è stata realizzata (nel 730, righi T101 e T102). Approfondisci nella guida sulle minusvalenze finanziarie e la loro compensazione.

Rivalutazione dell’oro nel 2026: non è legge

Nel 2025 si è discusso di una rideterminazione agevolata del valore dell’oro senza documentazione d’acquisto. Nel testo della legge di bilancio 2026 (legge 199/2025) questa misura non c’è: oggi, per le vendite senza documentazione, la plusvalenza resta pari all’intero corrispettivo.

Esempio pratico

  • Tizio ha venduto nel 2025 un lingotto d’oro per 8.000 euro ma non trova la fattura d’acquisto. Poiché la vendita è avvenuta dal 1° gennaio 2024 in poi, la plusvalenza è pari all’intero corrispettivo: 8.000 euro, con un’imposta del 26% di 2.080 euro. Se avesse conservato la fattura con un costo di 5.000 euro, la plusvalenza sarebbe stata di 3.000 euro e l’imposta di 780 euro.

Documenti necessari

  • Fattura o ricevuta d’acquisto del metallo prezioso (per documentare il costo)
  • Documento di vendita con il prezzo incassato
  • Per l’oro ereditato: dichiarazione di successione con il valore dichiarato
  • Per l’oro ricevuto in donazione: documentazione del costo sostenuto dal donante
  • Estratto conto dell’intermediario, se la vendita è avvenuta tramite banca o dealer

Caio vende monete d’oro con fattura d’acquisto

Scenario. Caio ha acquistato nel 2020 dieci monete d’oro pagando in totale 6.000 euro, fattura alla mano. Nel 2025 le rivende a un commerciante numismatico per 9.500 euro.

Come si applica. La plusvalenza è 9.500 meno 6.000, cioè 3.500 euro; l’imposta sostitutiva del 26% è di 910 euro. Caio indica 9.500 euro nella colonna 1 del rigo T11 e 6.000 euro nella colonna 2. Se presenta il 730 con sostituto d’imposta, i 910 euro gli vengono trattenuti in busta paga.

In pratica

  • Conserva la fattura d’acquisto: è la prova del costo.
  • Corrispettivo e costo vanno nel rigo T11 del quadro T, sezione II.
  • Con il 730 l’imposta si paga in busta paga; con F24 si usa il codice tributo 1100.

Sempronia vende lingotti d’argento senza documentazione

Scenario. Sempronia ha comprato anni fa alcuni lingotti d’argento pagandoli in contanti e non ha più alcuna ricevuta. Li vende nel 2025 per 4.000 euro.

Come si applica. Poiché la vendita avviene dal 1° gennaio 2024 e manca la documentazione del costo, la plusvalenza coincide con l’intero corrispettivo: 4.000 euro, con un’imposta di 1.040 euro. Se li avesse venduti nel 2023, la plusvalenza forfettaria sarebbe stata il 25% di 4.000 euro, cioè 1.000 euro, con un’imposta di 260 euro.

In pratica

  • Dal 1° gennaio 2024 senza ricevuta paghi il 26% sull’intero incasso.
  • Se i lingotti fossero stati ereditati, il costo sarebbe il valore indicato nella dichiarazione di successione.
  • Se l’acquisto era avvenuto tramite banca, chiedi all’intermediario la documentazione del costo.

Quando rivolgersi a un professionista

La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

Fonti e approfondimenti

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Domande frequenti

Come si tassa la plusvalenza sulla vendita di oro?

Con un’imposta sostitutiva del 26% sulla differenza tra prezzo di vendita e costo d’acquisto documentato. Se il costo non è documentato, per le vendite dal 1° gennaio 2024 la plusvalenza è pari all’intero corrispettivo.

Devo dichiarare anche la vendita di pochi grammi d’oro?

Sì, se si tratta di oro allo stato grezzo o monetato (lingotti, monete): non esiste una soglia di esenzione e qualsiasi plusvalenza va dichiarata, indipendentemente dall’importo.

Dove si indica la vendita di oro nel 730?

Nel quadro T, sezione II, rigo T11: colonna 1 il corrispettivo, colonna 2 il costo. Nel modello Redditi PF va nel quadro RT, sezione II-A.

Se vendo una moneta d’oro e presento il 730, devo fare anche un F24?

No, se presenti il 730 con sostituto d’imposta: l’imposta sostitutiva viene trattenuta in busta paga o sulla pensione. L’F24 con codice tributo 1100 serve quando si paga direttamente, per esempio con il modello Redditi PF.

Ho venduto oro comprato prima del 2012: pago il 12,50%?

No. Il 12,50% vale per le plusvalenze realizzate, cioè per le vendite, fino al 31 dicembre 2011. Per le vendite dal 1° luglio 2014 si paga il 26%, qualunque sia l’anno d’acquisto.

Quanto pago se vendo oro ereditato dai genitori?

Il costo è il valore definito o dichiarato nella dichiarazione di successione; si paga il 26% sulla differenza tra prezzo di vendita e quel valore. Per l’oro ricevuto in donazione il costo è quello sostenuto dal donante.

La vendita di gioielli usati a un compro oro va dichiarata?

La norma sulle plusvalenze riguarda i metalli preziosi allo stato grezzo o monetato (lingotti, monete), non i gioielli o gli oggetti d’oro lavorato: alla vendita occasionale dei gioielli di famiglia non si applica l’imposta del 26% prevista per l’oro da investimento.

Posso compensare la plusvalenza sull’oro con minusvalenze su azioni?

Sì. L’art. 68, comma 5, TUIR somma le plusvalenze sui metalli preziosi alle minusvalenze su azioni e altri strumenti delle lettere c), c-bis), c-ter) e c-quater) dell’art. 67. Le minusvalenze non usate si riportano nei quattro anni successivi, se indicate in dichiarazione.

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
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