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Ultimo aggiornamento: 30 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

In sintesi

Quando la valuta estera diventa reddito da dichiarare

Cambiare euro in dollari per un viaggio e poi riconvertire il resto al ritorno non genera, in pratica, alcuna plusvalenza rilevante. La situazione cambia quando si ha un conto corrente in valuta estera, si fa trading valutario, oppure si stipulano contratti di cessione a termine: in questi casi la normativa fiscale prevede che eventuali guadagni vadano dichiarati come redditi diversi di natura finanziaria.

Il principio e’ identico a quello dei titoli finanziari: la plusvalenza e’ la differenza positiva tra il corrispettivo incassato dalla vendita (o dal prelievo) e il costo sostenuto per acquistare la valuta. Il problema pratico e’ che raramente si conosce con precisione il cambio storico a cui si e’ accumulata la valuta nel conto: per questo le istruzioni AdE prevedono il metodo LIFO e, in mancanza di documentazione, una regola di salvaguardia basata sui cambi medi ministeriali.

Le cessioni a termine funzionano in modo diverso: qui il costo non e’ il cambio storico ma il cambio a pronti vigente alla data in cui si firma il contratto di cessione, cioe’ il prezzo di mercato del momento in cui si blocca l’operazione.

Tutto va indicato nel quadro T del 730 (sezione II per le cessioni dal 1 luglio 2014), oppure nel quadro RT del Modello Redditi PF se presenti la dichiarazione in quella forma.

Come si determina il costo della valuta estera
Tipo di operazione Criterio per il costo Aliquota
Prelievo da c/c o deposito in valuta Cambio storico con criterio LIFO, documentato dal contribuente 26%
Manca documentazione del costo Minore dei cambi mensili ministeriali del periodo d'imposta 26%
Cessione a termine di valuta Cambio a pronti alla data di stipula del contratto 26%
Cessioni effettuate dal 1/1/2012 al 30/6/2014 Stesso criterio base 20%

Esempio pratico

  • Tizio ha un conto corrente in dollari USA. Nel 2025 preleva 10.000 dollari e li converte in euro. Il cambio a pronti al momento del prelievo e’ 1,10 (cioe’ 1 euro = 1,10 dollari), quindi incassa 9.091 euro circa. Tramite l’estratto conto verifica con il criterio LIFO che i dollari prelevati erano stati acquistati a un cambio medio di 1,08, quindi erano costati circa 9.259 euro. In questo caso si realizza una minusvalenza (9.091 meno 9.259), non una plusvalenza: non c’e’ imposta da pagare e la perdita puo’ compensare future plusvalenze della stessa categoria. Se invece il cambio al momento del prelievo fosse stato 1,05 (9.524 euro incassati contro 9.259 euro di costo) si sarebbe avuta una plusvalenza di 265 euro, con imposta del 26 per cento pari a circa 69 euro.

Documenti necessari

  • Estratto conto del conto corrente in valuta con indicazione dei cambi storici di carico (criterio LIFO)
  • Contratto di cessione a termine con indicazione del cambio a pronti alla data di stipula
  • Tabelle dei cambi medi mensili pubblicati con decreto ministeriale (reperibili sul sito del MEF) se manca la documentazione del costo
  • Certificazione dell’intermediario finanziario se la valuta era detenuta tramite banca

Caio preleva sterline dal conto valuta con estratto conto

Scenario. Caio ha accumulato 5.000 sterline su un conto corrente in GBP presso una banca italiana nel corso del 2023 e 2024. Nel 2025 preleva tutte le sterline e le converte in euro, incassando 5.900 euro al cambio del giorno.

Come si applica. Caio recupera dall’estratto conto i cambi storici a cui ha acquistato le sterline. Con il criterio LIFO calcola che le ultime sterline entrate (quelle del 2024) sono anche le prime a uscire. Supponiamo che il costo LIFO documentato dia un controvalore di 5.600 euro: la plusvalenza e’ 5.900 meno 5.600, cioe’ 300 euro. L’imposta sostitutiva e’ il 26 per cento di 300 euro, pari a 78 euro. Caio indica il corrispettivo (5.900) nella colonna 1 del rigo T11 e il costo LIFO (5.600) nella colonna 2.

In pratica

  • Chiedi alla banca il dettaglio dei cambi di carico per applicare il LIFO correttamente.
  • Indica corrispettivo e costo nel rigo T11, sezione II del quadro T del 730.
  • Se la banca ha gia’ applicato l’imposta in regime amministrato, non devi compilare il quadro T.

Sempronia non ha documenti e usa i cambi ministeriali

Scenario. Sempronia ha ricevuto in eredita’ un conto valuta in franchi svizzeri. Non ha accesso ai cambi storici di carico. Nel 2025 chiude il conto e incassa 3.000 euro.

Come si applica. In mancanza di documentazione del costo, le istruzioni AdE prevedono che si assuma come costo il minore dei cambi mensili determinati con apposito decreto ministeriale nel periodo d’imposta in cui la plusvalenza e’ stata conseguita. Sempronia deve quindi consultare la tabella dei cambi medi mensili del 2025 pubblicata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, individuare il valore minimo tra i cambi mensili del periodo rilevante e usarlo per calcolare il costo. Se dal calcolo risulta un costo di 2.700 euro, la plusvalenza e’ 300 euro e l’imposta e’ 78 euro.

In pratica

  • Cerca le tabelle dei cambi medi mensili sul sito del Ministero dell’Economia.
  • Usa il valore di cambio piu’ basso tra quelli mensili del 2025 per determinare il costo.
  • Conserva il prospetto di calcolo nel caso l’Agenzia delle Entrate lo richieda.

Quando rivolgersi a un professionista

La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

Fonti e approfondimenti

Domande frequenti

Devo dichiarare le plusvalenze su valuta anche se sono piccole?

Si’, non esiste una soglia di esenzione per le plusvalenze su valute estere derivanti da depositi e conti correnti. Qualsiasi differenza positiva documentata e’ in linea di principio imponibile.

Se faccio cambio valuta dal cambiavalute in aeroporto devo dichiarare qualcosa?

In genere no: le cessioni a pronti di banconote per uso personale o turistico, senza una giacenza rilevante in depositi o conti, non rientrano nella fattispecie dei redditi diversi di natura finanziaria prevista dal TUIR.

Come funziona il LIFO per la valuta?

Il LIFO (‘Last In, First Out’) significa che le valute entrate per ultime nel conto sono considerate le prime a uscire quando prelevi. In questo modo il costo di carico si calcola partendo dalle acquisizioni piu’ recenti.

Ho perso soldi con il cambio valuta: posso dedurre la minusvalenza?

Si’, le minusvalenze da cessione di valute estere possono essere portate in deduzione dalle plusvalenze della stessa categoria realizzate nei quattro periodi d’imposta successivi, a condizione di averle indicate nella dichiarazione dell’anno in cui si sono verificate.

Se la valuta e' in un conto estero, devo anche compilare il quadro W?

Si’: il quadro W (monitoraggio fiscale) va compilato per i conti correnti esteri. L’obbligo di monitoraggio non sussiste se il valore massimo del conto nel 2025 non ha superato 15.000 euro, ma il quadro va compilato lo stesso se e’ dovuta l’IVAFE.

Chi compila il quadro T per le valute al posto mio?

Se la valuta era detenuta tramite un intermediario residente in Italia che ha applicato l’imposta sostitutiva (regime del risparmio amministrato), non devi compilare nulla: l’intermediario ha gia’ pensato a tutto.

Domande frequenti

Devo dichiarare le plusvalenze su valuta anche se sono piccole?

Si', non esiste una soglia di esenzione per le plusvalenze su valute estere derivanti da depositi e conti correnti. Qualsiasi differenza positiva documentata e' in linea di principio imponibile.

Se faccio cambio valuta dal cambiavalute in aeroporto devo dichiarare qualcosa?

In genere no: le cessioni a pronti di banconote per uso personale o turistico, senza una giacenza rilevante in depositi o conti, non rientrano nella fattispecie dei redditi diversi di natura finanziaria prevista dal TUIR.

Come funziona il LIFO per la valuta?

Il LIFO ('Last In, First Out') significa che le valute entrate per ultime nel conto sono considerate le prime a uscire quando prelevi. In questo modo il costo di carico si calcola partendo dalle acquisizioni piu' recenti.

Ho perso soldi con il cambio valuta: posso dedurre la minusvalenza?

Si', le minusvalenze da cessione di valute estere possono essere portate in deduzione dalle plusvalenze della stessa categoria realizzate nei quattro periodi d'imposta successivi, a condizione di averle indicate nella dichiarazione dell'anno in cui si sono verificate.

Se la valuta e' in un conto estero, devo anche compilare il quadro W?

Si': il quadro W (monitoraggio fiscale) va compilato per i conti correnti esteri. L'obbligo di monitoraggio non sussiste se il valore massimo del conto nel 2025 non ha superato 15.000 euro, ma il quadro va compilato lo stesso se e' dovuta l'IVAFE.

Chi compila il quadro T per le valute al posto mio?

Se la valuta era detenuta tramite un intermediario residente in Italia che ha applicato l'imposta sostitutiva (regime del risparmio amministrato), non devi compilare nulla: l'intermediario ha gia' pensato a tutto.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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