Testo dell'articoloVigente
In sintesi
- IVAFE è l’imposta sul valore dei prodotti finanziari, dei conti correnti e dei libretti di risparmio detenuti all’estero da persone fisiche residenti in Italia.
- Si dichiara nel quadro W del Modello 730 (o quadro RW del Modello Redditi PF), che serve sia per il monitoraggio fiscale sia per il calcolo dell’imposta.
- L’obbligo di compilare il quadro W vale anche se l’investimento è stato venduto nel corso del 2025, purché fosse detenuto in qualsiasi momento dell’anno.
- Se il Paese estero ha già prelevato un’imposta patrimoniale sullo stesso prodotto, il credito d’imposta evita la doppia tassazione: l’importo già versato all’estero si detrae dall’IVAFE dovuta.
- Il monitoraggio fiscale non è obbligatorio per depositi e conti correnti esteri il cui valore massimo nell’anno non supera 15.000 euro, salvo che sia comunque dovuta l’IVAFE.
- Per i prodotti finanziari in comunione o cointestati, ciascun intestatario compila il quadro W per l’intero valore del bene, indicando la propria percentuale di possesso.
Che cos'è l'IVAFE e chi deve pagarla
Se possiedi un conto bancario all’estero, azioni di una società estera, obbligazioni straniere o qualsiasi altro prodotto finanziario detenuto fuori dall’Italia, devi sapere che esiste un’imposta apposita: l’IVAFE, acronimo di Imposta sul Valore delle Attività Finanziarie detenute all’Estero. In parole semplici, è una patrimoniale sugli strumenti finanziari custoditi fuori dai confini italiani.
L’imposta si applica alle persone fisiche residenti in Italia che detengono, anche solo per un giorno dell’anno, prodotti finanziari esteri a titolo di proprietà o altro diritto reale. Non conta solo il titolare formale: anche chi ha la delega al prelievo su un conto corrente estero, o chi risulta ‘titolare effettivo’ ai sensi della normativa antiriciclaggio, è tenuto agli obblighi dichiarativi.
L’IVAFE si calcola sul valore del prodotto finanziario, proporzionalmente ai giorni di detenzione nell’anno, e si dichiara nel quadro W del Modello 730 2026 (periodo d’imposta 2025). Il quadro W assolve due funzioni insieme: il monitoraggio fiscale, cioè la segnalazione all’Agenzia delle Entrate delle attività estere detenute, e il calcolo delle imposte dovute (IVAFE, IVIE e imposta sulle cripto-attività).
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- Documenti da preparare e date del 730/2026
| Colonna | Cosa indicare |
|---|---|
| Colonna 7 (Valore iniziale) | Valore al 1° gennaio 2025 o al primo giorno di detenzione |
| Colonna 8 (Valore finale) | Valore al 31 dicembre 2025 o al termine della detenzione. Per conti correnti: valore medio di giacenza |
| Colonna 9 (Valore massimo c/c Paesi non collaborativi) | Ammontare massimo raggiunto nell'anno, solo per conti in Paesi non collaborativi |
| Colonna 10 (Giorni IVAFE) | Numero di giorni di detenzione del prodotto finanziario |
| Colonna 12 (Credito d'imposta) | Imposta patrimoniale versata all'estero sullo stesso bene, fino a concorrenza dell'IVAFE dovuta |
| Colonna 16 (Solo monitoraggio) | Barrare se si assolve solo l'obbligo di comunicazione, senza liquidare l'IVAFE |
Esempio pratico
-
Tizio possiede, per tutto il 2025, un conto corrente presso una banca tedesca con un saldo medio di giacenza di 20.000 euro. Poiché il valore supera 15.000 euro, deve compilare il quadro W e versare l’IVAFE. Indica in colonna 8 il valore medio di giacenza (20.000 euro) e in colonna 10 i 365 giorni di detenzione. La banca tedesca non ha prelevato alcuna imposta patrimoniale, quindi la colonna 12 rimane a zero. Se invece avesse detenuto il conto per soli 180 giorni, l’imposta sarebbe calcolata proporzionalmente su 180/365 dell’anno.
Documenti necessari
- Estratti conto o attestazione del saldo medio di giacenza del conto corrente estero
- Documentazione che attesta il valore iniziale e finale degli altri prodotti finanziari esteri
- Certificazione dell’intermediario estero relativa a eventuali imposte patrimoniali già pagate all’estero
- Documentazione comprovante la percentuale di possesso in caso di cointestazione
- Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate sui cambi medi mensili, per convertire in euro valute estere
Conto corrente estero con valore inferiore a 15.000 euro
Scenario. Caio ha aperto nel 2022 un conto corrente in Spagna. Nel corso del 2025 il saldo massimo raggiunto è stato di 8.000 euro e non sono maturati interessi soggetti a ritenuta.
Come si applica. Poiché il valore massimo del conto non ha superato 15.000 euro e non è dovuta l’IVAFE, Caio non è obbligato a compilare il quadro W per questo conto. Se però avesse anche solo un euro di IVAFE da liquidare, il quadro W andrebbe compilato lo stesso.
In pratica
- Soglia di esonero dal monitoraggio: valore massimo del conto nell’anno non superiore a 15.000 euro.
- Se è dovuta l’IVAFE (anche per importi minimi), il quadro W va comunque compilato.
- Verificare sempre se il conto ha prodotto redditi: in tal caso i redditi vanno indicati negli appositi quadri della dichiarazione.
Prodotti finanziari esteri con imposta patrimoniale già pagata all'estero
Scenario. Sempronio detiene obbligazioni emesse da una società francese. La Francia ha prelevato un’imposta patrimoniale sul valore di queste obbligazioni. Sempronio vuole sapere se deve pagare anche l’IVAFE in Italia.
Come si applica. Sempronio deve compilare il quadro W e calcolare l’IVAFE dovuta in Italia. Tuttavia, può indicare nella colonna 12 l’importo dell’imposta patrimoniale già versata in Francia: questo viene sottratto dall’IVAFE italiana. Se l’imposta estera è uguale o superiore all’IVAFE, non resta nulla da versare in Italia. L’importo in colonna 12 non può mai superare l’IVAFE dovuta.
In pratica
- Il credito d’imposta in colonna 12 evita la doppia tassazione sugli stessi prodotti finanziari.
- Conservare sempre la documentazione dell’imposta patrimoniale pagata all’estero.
- Il credito non si cumula con l’IVAFE: l’importo detraibile non può superare l’imposta italiana dovuta.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Fonti e approfondimenti
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Domande frequenti
Devo compilare il quadro W anche se ho già chiuso il conto estero nel 2025?
Sì. Il quadro W va compilato per tutti i prodotti finanziari detenuti in qualsiasi momento dell’anno 2025, anche se l’investimento è stato completamente liquidato prima del 31 dicembre 2025.
Le attività finanziarie estere gestite da una banca italiana vanno dichiarate nel quadro W?
No. Se i prodotti finanziari esteri sono affidati in gestione o amministrazione a un intermediario residente in Italia e i flussi finanziari e i redditi sono stati assoggettati a ritenuta o imposta sostitutiva dall’intermediario italiano, il quadro W non va compilato.
Cosa succede se il conto è cointestato con un'altra persona?
Ciascun cointestatario deve compilare il proprio quadro W indicando l’intero valore del bene e la propria percentuale di possesso. L’IVAFE viene poi calcolata sulla quota di ciascuno.
Se ho la delega al prelievo su un conto corrente estero di un familiare, devo dichiararlo?
Sì. Anche il soggetto delegato al prelievo o alla movimentazione del conto è tenuto agli obblighi di monitoraggio e deve compilare il quadro W, indicando il codice 1 nella colonna 2 (Tipo contribuente).
Come si convertono in euro i valori in valuta estera?
Si utilizza il cambio indicato nel provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate emanato ai fini dell’individuazione dei cambi medi mensili. Il provvedimento viene pubblicato annualmente.
Domande frequenti
Devo compilare il quadro W anche se ho già chiuso il conto estero nel 2025?
Sì. Il quadro W va compilato per tutti i prodotti finanziari detenuti in qualsiasi momento dell'anno 2025, anche se l'investimento è stato completamente liquidato prima del 31 dicembre 2025.
Le attività finanziarie estere gestite da una banca italiana vanno dichiarate nel quadro W?
No. Se i prodotti finanziari esteri sono affidati in gestione o amministrazione a un intermediario residente in Italia e i flussi finanziari e i redditi sono stati assoggettati a ritenuta o imposta sostitutiva dall'intermediario italiano, il quadro W non va compilato.
Cosa succede se il conto è cointestato con un'altra persona?
Ciascun cointestatario deve compilare il proprio quadro W indicando l'intero valore del bene e la propria percentuale di possesso. L'IVAFE viene poi calcolata sulla quota di ciascuno.
Se ho la delega al prelievo su un conto corrente estero di un familiare, devo dichiararlo?
Sì. Anche il soggetto delegato al prelievo o alla movimentazione del conto è tenuto agli obblighi di monitoraggio e deve compilare il quadro W, indicando il codice 1 nella colonna 2 (Tipo contribuente).
Come si convertono in euro i valori in valuta estera?
Si utilizza il cambio indicato nel provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate emanato ai fini dell'individuazione dei cambi medi mensili. Il provvedimento viene pubblicato annualmente.