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La Corte ordina la restituzione degli atti al TAR Emilia-Romagna (sezione di Parma), che aveva dubitato della legittimità costituzionale di una norma sulla sanatoria del lavoro irregolare dei lavoratori extracomunitari. Intervenute modifiche normative rilevanti, il giudice a quo deve rivalutare la rilevanza della questione alla luce del quadro giuridico mutato.

Di cosa si tratta

Un datore di lavoro aveva presentato domanda per legalizzare il rapporto di lavoro irregolare con un dipendente di nazionalità albanese, ai sensi del d.l. n. 195 del 2002 (cosiddetta “sanatoria Bossi-Fini”). La Prefettura aveva rigettato la domanda. Il TAR dell’Emilia-Romagna, investito del ricorso, ha dubitato della legittimità costituzionale della norma che prevedeva determinati requisiti per accedere alla sanatoria.

La questione di legittimità costituzionale

Il TAR dell’Emilia-Romagna, sezione di Parma, ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell’art. 1, comma 8, lettera c), del d.l. 9 settembre 2002, n. 195, convertito in legge, in riferimento all’art. 3, primo comma, della Costituzione, per asserita violazione del principio di uguaglianza.

La decisione della Corte

La Corte ordina la restituzione degli atti al giudice a quo. Nel periodo intercorso tra la sollevazione della questione e la decisione della Corte, il quadro normativo di riferimento è mutato per effetto di successive modifiche legislative. Il TAR deve pertanto rivalutare se la questione rimanga rilevante nel giudizio principale alla luce di tali novità normative.

Il principio

Quando, dopo la sollevazione di una questione di legittimità costituzionale, intervengono modifiche normative che incidono sul quadro giuridico rilevante, la Corte restituisce gli atti al giudice a quo perché rivaluti la rilevanza della questione alla luce dello ius superveniens.

Domande e risposte

Cosa significa “restituzione degli atti al giudice a quo”?

La Corte non decide nel merito la questione di legittimità costituzionale, ma rimanda il fascicolo al giudice che l’aveva sollevata. Quest’ultimo deve verificare se, alla luce delle modifiche normative sopravvenute, la questione sia ancora rilevante e non manifestamente infondata prima di risollevarla.

Cosa prevede la sanatoria del lavoro irregolare di cui al d.l. n. 195 del 2002?

Il decreto ha permesso ai datori di lavoro di regolarizzare i rapporti di lavoro irregolari con lavoratori extracomunitari presentando apposite domande, previo pagamento di un contributo forfettario. La norma è collegata alla legge Bossi-Fini sull’immigrazione.

Il principio di uguaglianza può essere violato da norme sulla sanatoria dei lavoratori stranieri?

In astratto sì, se norme simili trattano situazioni analoghe in modo irragionevolmente diverso. Il merito della questione non è stato esaminato dalla Corte per la restituzione degli atti.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
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