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La Corte costituzionale ha dichiarato manifestamente infondata la questione sull’assenza del principio di lex mitior (legge posteriore più favorevole) nel diritto sanzionatorio amministrativo generale, confermando che tale principio non ha rango costituzionale al di fuori della materia penale.

Di cosa si tratta

Nel diritto penale, se la legge in vigore al momento della condanna è più favorevole di quella vigente al momento del fatto, si applica la legge più favorevole (lex mitior, art. 2, terzo comma, c.p.). Un’impresa di autotrasporti aveva ricevuto una sanzione amministrativa per ritardo nell’invio del MUD (dichiarazione sui rifiuti) calcolata con le vecchie tariffe, ben più elevate di quelle introdotte da una norma successiva. Il Tribunale di Milano aveva chiesto se l’assenza di un analogo principio negli illeciti amministrativi violasse l’uguaglianza.

La questione di legittimità costituzionale

Erano impugnati l’art. 1, secondo comma, della legge 24 novembre 1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale) e l’art. 7, comma 12, del d.lgs. 8 novembre 1997, n. 389, nella parte in cui non prevedono l’applicazione della legge posteriore più favorevole anche agli illeciti amministrativi pecuniari. Il parametro era l’art. 3 della Costituzione. Il rimettente era il Tribunale di Milano.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato la questione manifestamente infondata. Ha rilevato che il principio della lex mitior è proprio della materia penale e che l’assenza di tale regola nel diritto amministrativo sanzionatorio non è irragionevole, trattandosi di settori giuridici distinti. Ha inoltre sottolineato che rientra nella discrezionalità del legislatore dettare disposizioni transitorie per regolare il passaggio da una vecchia a una nuova disciplina.

Il principio

Il principio di applicazione della legge posteriore più favorevole (lex mitior) appartiene all’ambito penale e non è costituzionalmente imposto nel diritto degli illeciti amministrativi: il legislatore può liberamente stabilire che le sanzioni amministrative si applichino secondo la legge vigente al momento della commissione dell’illecito, senza che ciò violi il principio di uguaglianza.

Domande e risposte

Cosa è il principio di lex mitior?

Nel diritto penale italiano (art. 2, terzo comma, c.p.), se tra il momento in cui è stato commesso il reato e quello del giudizio definitivo la legge è cambiata, si applica la disciplina più favorevole all’imputato, salvo che sia già intervenuta sentenza irrevocabile.

Perché la questione era rilevante nel caso del MUD?

L’impresa aveva inviato il MUD con 48 giorni di ritardo nel 1996 e si era vista irrogare una sanzione di circa 5 milioni di lire. Una norma del 1997 aveva poi ridotto drasticamente la sanzione per il ritardo fino a 60 giorni (da 500.000 a 300.000 lire). Poiché il procedimento non era ancora concluso, il tribunale si chiedeva se non dovesse applicarsi la norma più favorevole.

Esistono ambiti del diritto amministrativo sanzionatorio in cui vale la lex mitior?

Sì: il legislatore ha introdotto il principio in settori specifici, come le sanzioni tributarie (d.lgs. n. 472 del 1997). Ma si tratta di scelte legislative settoriali, non di un obbligo costituzionale generalizzato.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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