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La guida

Cedolare secca: quanto si paga?

Calcola l'imposta sostitutiva sul canone annuo: 21% ordinaria o 10% per il canone concordato, con imposta mensile e netto dopo imposta.

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In sintesi

Come funziona la tassazione sul canone di affitto

Se affitti un immobile, i canoni percepiti nel 2025 vanno dichiarati nel quadro B del 730. Hai due strade: la tassazione ordinaria IRPEF oppure la cedolare secca, un’imposta sostitutiva che si paga in luogo di IRPEF, addizionali e imposte di registro e bollo sul contratto.

Con la tassazione ordinaria non dichiari l’intero canone contrattuale: per la quasi totalità dei casi si indica il 95% del canone annuo. Quella riduzione del 5% è forfettaria, cioè viene applicata automaticamente per tenere conto delle spese di gestione, senza bisogno di documentare niente. Il reddito che ottieni si somma agli altri redditi e viene tassato con le aliquote progressive IRPEF.

Attenzione al confronto con la rendita: con la tassazione ordinaria il reddito del fabbricato affittato è il canone ridotto del 5% solo se è superiore alla rendita catastale rivalutata del 5%; altrimenti si tassa la rendita (art. 37, comma 4-bis, TUIR). Il confronto lo fa chi presta l’assistenza fiscale: tu indichi la rendita in colonna 1 e il canone in colonna 6.

La cedolare secca funziona diversamente: si applica direttamente sul 100% del canone contrattuale, con un’aliquota fissa che dipende dal tipo di contratto. L’opzione va esercitata in sede di registrazione del contratto e vale per tutta la durata, salvo revoca. Un vantaggio non trascurabile: scegliendo la cedolare secca rinunci all’aggiornamento del canone (per esempio l’adeguamento ISTAT), ma non paghi più imposta di registro né bollo.

Il canone da indicare nel 730 è quello riferito all’anno 2025, proporzionato ai giorni di locazione: se hai affittato solo sei mesi, inserisci metà del canone annuo. In caso di comproprietà, il canone si indica per intero nella colonna 6, indipendentemente dalla tua quota.

Aliquote e riduzioni per tipo di contratto
Tipo di contratto Tassazione ordinaria (% canone dichiarata) Cedolare secca (aliquota)
Canone libero (mercato) 95% del canone 21%
Canone concordato – comuni alta tensione abitativa 95% del canone, reddito ridotto del 30% 10%
Locazione breve (≤ 30 gg) – 1 immobile a scelta 95% del canone 21%
Locazione breve (≤ 30 gg) – altri immobili 95% del canone 26%
Immobile a Venezia centro / Giudecca / Murano / Burano 75% del canone 21%
Immobile di interesse storico o artistico 65% del canone 21%

Esempio pratico

  • Caio affitta un appartamento con un canone annuo contrattuale di 10.000 euro, contratto a canone libero. Con tassazione ordinaria dichiara 9.500 euro (95% del canone) che si somma al suo reddito da lavoro e viene tassato con le aliquote IRPEF progressive. Se invece opta per la cedolare secca, dichiara 10.000 euro (100% del canone) ma l’imposta sostitutiva è fissa al 21%, pari a 2.100 euro: niente registro, niente bollo, niente addizionali sul canone.

Documenti necessari

  • Contratto di locazione registrato (con estremi di registrazione per la sezione II del quadro B)
  • Ricevute o bonifici dei canoni percepiti nel 2025
  • Certificazione Unica 2026 (se il canone è stato incassato tramite intermediario che ha operato la ritenuta del 21%)
  • Attestazione dell’organizzazione firmataria dell’accordo territoriale (per canone concordato ‘non assistito’)
  • Visura catastale (per verificare categoria e rendita dell’immobile)

Codici del quadro B per l’affitto: utilizzo, codice canone e cedolare secca

Nei righi da B1 a B5 l’immobile affittato si descrive con tre codici. Sono le caselle che generano più dubbi, come «codice canone 3» o «cedolare secca 1»:

Quadro B del 730/2026: i codici per gli immobili locati
Colonna Codice Significato
2 – Utilizzo 3 Locato a canone libero (anche per periodi fino a 30 giorni) o a canone concordato senza i requisiti del codice 8
2 – Utilizzo 4 Locato in regime di equo canone
2 – Utilizzo 8 Locato a canone concordato in un comune ad alta densità abitativa: riduzione del 30% con tassazione ordinaria, 10% con cedolare secca
2 – Utilizzo 11 / 12 In parte abitazione principale e in parte locato, a canone libero (11) o concordato (12)
5 – Codice canone 1 Si indica il 95% del canone (tassazione ordinaria)
5 – Codice canone 2 Si indica il 75% del canone (Venezia centro, Giudecca, Murano, Burano)
5 – Codice canone 3 Si indica il 100% del canone (cedolare secca)
5 – Codice canone 4 Si indica il 65% del canone (immobile di interesse storico o artistico)
11 – Cedolare secca 1 Cedolare secca su locazione ordinaria: 21%, oppure 10% per il canone concordato con codice 8 o 12
11 – Cedolare secca 2 Locazione breve con cedolare al 21%, per un solo immobile a scelta
11 – Cedolare secca 3 Locazione breve con cedolare al 26%

Nella colonna 6 il canone va già ridotto secondo il codice canone: per esempio 9.500 euro su un canone annuo di 10.000 con codice 1, 10.000 euro con codice 3. Il canone si indica al netto delle spese condominiali, di luce, acqua, gas, riscaldamento e simili se sono comprese nel canone.

Casi particolari: comproprietà, contratto cambiato in corso d’anno, portineria condominiale

Se cerchi invece la detrazione per chi paga l’affitto, è una detrazione dell’inquilino nel quadro E: vedi per esempio il bonus affitto per i giovani under 31. Per il confronto di convenienza tra le due tassazioni leggi cedolare secca o IRPEF sull’affitto.

Caso 1 – Tizio affitta a canone libero con cedolare secca

Scenario. Tizio affitta il suo appartamento (A/2) per tutto il 2025 con un canone mensile di 800 euro, contratto a canone libero. Ha già optato per la cedolare secca in sede di registrazione.

Come si applica. Nella colonna 2 indica il codice ‘3’ (canone libero). Nella colonna 5 indica il codice ‘3’ (100% del canone con cedolare). In colonna 6 riporta 9.600 euro (800 x 12). In colonna 11 inserisce il codice ‘1’ (cedolare secca ordinaria). L’assistenza fiscale applica l’aliquota del 21%: imposta = 2.016 euro.

In pratica

  • Canone da dichiarare: 9.600 euro (100%, colonna 6).
  • Codice cedolare secca (colonna 11): ‘1’.
  • Imposta sostitutiva al 21%: 2.016 euro. Nessuna imposta di registro.

Caso 2 – Sempronio affitta a canone concordato con tassazione ordinaria

Scenario. Sempronio affitta un appartamento a Milano (comune ad alta tensione abitativa) a canone concordato, con un canone annuo di 6.000 euro. Non ha optato per la cedolare secca.

Come si applica. Nella colonna 2 usa il codice ‘8’ (canone concordato in comune ad alta tensione abitativa). In colonna 5 il codice ‘1’ (95% del canone). In colonna 6 riporta 5.700 euro (6.000 x 95%). Chi elabora il 730 applica la riduzione del 30%: la base imponibile IRPEF è 5.700 x 70% = 3.990 euro.

In pratica

  • Canone contrattuale: 6.000 euro. In colonna 6 si inserisce 5.700 euro (95%).
  • Riduzione del 30%: la base imponibile diventa 3.990 euro.
  • Se avesse scelto la cedolare secca, avrebbe pagato il 10% su 6.000 euro = 600 euro.

Quando rivolgersi a un professionista

La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

Fonti e approfondimenti

Domande frequenti

Devo dichiarare il canone anche se non l’ho incassato per morosità dell’inquilino?

Per le abitazioni no, se il procedimento di convalida di sfratto per morosità si è concluso entro il termine della dichiarazione o, per i canoni non percepiti dal 1° gennaio 2020, se entro quel termine c’è stata l’intimazione di sfratto o l’ingiunzione di pagamento. Si usa il codice 4 in colonna 7. La rendita catastale resta comunque tassata.

Cosa indicano il codice canone 3 e la cedolare secca 1 nel 730?

Il codice canone 3 (colonna 5) significa che in colonna 6 indichi il 100% del canone perché hai scelto la cedolare secca. Il codice 1 della colonna 11 indica la cedolare secca su una locazione ordinaria, non breve: 21% a canone libero, 10% a canone concordato con codice 8 o 12.

Cosa cambia tra cedolare secca e tassazione ordinaria per il canone concordato?

Con la tassazione ordinaria si indica il 95% del canone e il reddito si riduce del 30% (codice 8). Con la cedolare secca si indica il 100% del canone e l’aliquota è il 10%, senza la riduzione del 30%. Il canone concordato agevolato richiede un comune ad alta densità abitativa e un contratto conforme all’accordo territoriale.

Il reddito da affitto è sempre il 95% del canone?

No. Con la tassazione ordinaria si confronta il canone ridotto del 5% con la rendita catastale rivalutata del 5% e si tassa il valore più alto (art. 37, comma 4-bis, TUIR). La riduzione sale al 25% a Venezia centro, Giudecca, Murano e Burano e al 35% per gli immobili di interesse storico o artistico.

Se affitto più di 4 appartamenti con locazione breve, posso usare il 730?

No. Dal 2021 destinare alla locazione breve più di 4 appartamenti è attività d’impresa: il reddito va nel terzo fascicolo del modello Redditi Persone Fisiche e non si può usare il 730.

Come si tratta il canone se l’immobile è in comproprietà?

Ogni comproprietario indica il canone per intero in colonna 6 e la propria quota in colonna 4. Fa eccezione il caso in cui l’immobile è affittato solo da alcuni comproprietari per la loro quota: allora si indica solo la propria quota di canone con il codice 5 in colonna 7.

Devo indicare qualcosa di speciale per le locazioni brevi tramite Airbnb o simili?

Sì. Si dichiara il reddito delle locazioni avvenute nel 2025, anche se il corrispettivo è stato incassato prima o non è ancora stato incassato. Se hai incassato nel 2025 per un soggiorno del 2026, lo dichiarerai l’anno prossimo. La ritenuta del 21% dell’intermediario risulta dalla Certificazione Unica.

Posso scegliere la cedolare secca anche per un box o una cantina affittati insieme all’appartamento?

Sì, la cedolare secca si applica anche alle pertinenze locate congiuntamente all’abitazione. Nel quadro B il canone si ripartisce tra abitazione e pertinenza in proporzione alle rendite catastali.

Vedi anche: Canone unico patrimoniale, Canone RAI, IVA sulle locazioni, Cedolare secca o IRPEF sull’affitto, Locazione immobili commerciali e strumentali e Immobile in comodato gratuito.

Contenuto redatto con l’assistenza di strumenti di intelligenza artificiale (L. 132/2025). La selezione delle fonti, la verifica sui testi ufficiali e la revisione finale sono a cura del responsabile editoriale. Metodo editoriale →
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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
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