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In sintesi
- Dichiara il proprietario, non chi usa la casa: il comodatario (chi riceve l’immobile in prestito gratuito) non compila il quadro B.
- Codice ’10’: per il comodato a un familiare che ci dimora abitualmente (la residenza anagrafica lo conferma).
- Codice ‘2’: per il comodato a persone diverse dai propri familiari (amici, conoscenti, terzi).
- IMU sostituisce l’IRPEF sugli immobili non locati, compresi quelli in comodato. L’immobile va però comunque dichiarato nel quadro B.
- Riduzione IMU al 50% per il comodato a parenti in linea retta entro il primo grado (genitori/figli) che usano l’immobile come abitazione principale: non si indica il codice 1 nella colonna 12.
- Locazioni brevi da parte del comodatario: il proprietario dichiara nel quadro B solo la rendita catastale; il reddito da locazione va dichiarato dal comodatario nel quadro D come reddito diverso.
Chi deve compilare il quadro B per un immobile in comodato
Il comodato gratuito è il caso in cui presti un immobile a qualcuno senza ricevere nulla in cambio: un appartamento dato a un figlio, a un genitore, a un amico. Chi riceve l’immobile in uso gratuito (il comodatario) non deve dichiararlo: l’obbligo spetta sempre al proprietario.
Nel quadro B, il proprietario indica la rendita catastale dell’immobile e sceglie il codice di utilizzo corretto in base a chi usa la casa. La scelta del codice è importante perché determina se l’IMU assorbe anche l’IRPEF o se invece ci sono eccezioni da segnalare.
In generale, sugli immobili non locati (compresi quelli in comodato) l’IMU sostituisce l’IRPEF: questo significa che non pagherai una seconda imposta sul reddito fondiario. Tuttavia l’immobile va comunque inserito nel quadro B: non dichiararlo sarebbe un errore.
Attenzione a una situazione particolare: se il comodatario (chi usa la casa) la affitta per brevi periodi (locazioni brevi fino a 30 giorni), il reddito da quell’affitto non è del proprietario ma del comodatario stesso, che lo dichiara nel quadro D. Il proprietario, nel suo quadro B, indica solo la rendita catastale.
| Situazione | Codice col. 2 | Effetto IMU/IRPEF |
|---|---|---|
| Comodato a familiare convivente che usa l'immobile come abitazione principale | 10 | IMU sostituisce IRPEF; possibile riduzione IMU al 50% per parenti in linea retta 1° grado |
| Comodato a persone non familiari (terzi, amici, ecc.) | 2 | IMU sostituisce IRPEF |
| Comodato ad abitante regione Abruzzo colpito da sisma 6 aprile 2009 | 15 | Trattamento speciale: vedi istruzioni colonna 2 codice '15' |
Esempio pratico
-
Tizio è proprietario di un appartamento che ha prestato gratuitamente a sua figlia (parente in linea retta di primo grado), che vi abita come abitazione principale e risulta iscritta all’anagrafe. Tizio indica nel quadro B: colonna 1 = rendita catastale (es. 500 euro), colonna 2 = codice ’10’, colonna 3 = 365 giorni, colonna 4 = 100%. La colonna 12 rimane vuota perché il comodato a parenti di primo grado non dà diritto all’esenzione totale IMU, ma solo alla riduzione al 50%. L’IRPEF sul reddito fondiario non è dovuta perché sostituita dall’IMU.
Documenti necessari
- Visura catastale dell’immobile (per la rendita e la categoria catastale)
- Contratto di comodato scritto (consigliato, anche se non sempre obbligatorio)
- Certificato di residenza anagrafica del comodatario nella casa (necessario per il codice ’10’)
- Atto di acquisto o altra documentazione della quota di possesso
Caso 1 — Tizio presta la casa al figlio che vi abita
Scenario. Tizio ha un appartamento libero che cede in comodato gratuito al figlio. Il figlio è iscritto all’anagrafe in quell’indirizzo e ci vive come abitazione principale.
Come si applica. Il codice corretto è ’10’: comodato a familiare che vi dimora abitualmente con iscrizione anagrafica. L’IMU è ridotta al 50% (agevolazione legge n. 208/2015), ma Tizio non indica il codice 1 nella colonna 12 perché non c’è esenzione totale. L’IRPEF non si paga: è sostituita dall’IMU.
In pratica
- Colonna 2 (Utilizzo): codice ’10’.
- Colonna 12 (Casi particolari IMU): lasciare vuota.
- IMU: ridotta al 50% dal Comune. IRPEF: non dovuta.
Caso 2 — Caio presta la casa a un amico
Scenario. Caio possiede un secondo appartamento che non usa e lo cede gratuitamente a un amico (non un familiare). L’amico non lo affitta e ci vive stabilmente.
Come si applica. Il codice corretto è ‘2’: immobile ad uso abitativo tenuto a disposizione o dato in uso gratuito a persone diverse dai familiari. Anche qui l’IMU sostituisce l’IRPEF. Caio non paga IRPEF sul reddito fondiario, ma deve comunque compilare il quadro B.
In pratica
- Colonna 2 (Utilizzo): codice ‘2’.
- L’IMU è dovuta per intero (nessuna riduzione per comodato a terzi).
- Colonna 12: lasciare vuota. IRPEF: non dovuta, sostituita da IMU.
Quando rivolgersi a un professionista
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Fonti e approfondimenti
Domande frequenti
Il comodatario deve dichiarare qualcosa nel 730?
No. L’immobile non va dichiarato dal comodatario nel quadro B. Solo il proprietario (o l’usufruttuario) compila il quadro B. Fa eccezione il caso in cui il comodatario effettui locazioni brevi: in quel caso lui dichiara il reddito nel quadro D.
Se presto la casa a mio figlio ho sconti sull'IMU?
Sì. Per il comodato a parenti in linea retta entro il primo grado (genitori e figli) che usano l’immobile come abitazione principale è prevista la riduzione dell’IMU al 50% (legge n. 208 del 28 dicembre 2015, art. 1, comma 10). Non si tratta di esenzione totale.
Devo registrare il contratto di comodato?
La legge non impone la registrazione obbligatoria del comodato gratuito verbale, ma per beneficiare della riduzione IMU al 50% molti Comuni richiedono un contratto scritto e registrato. Conviene verificare le regole del proprio Comune.
Cosa succede se il comodatario affitta la casa (locazione breve)?
Il proprietario dichiara nel quadro B solo la rendita catastale (codice ‘9’ nella colonna 2, senza indicare canoni). Il reddito dell’affitto è dichiarato dal comodatario nel quadro D come reddito diverso.
Se l'immobile in comodato si trova nello stesso comune della mia abitazione principale, cambia qualcosa?
In linea generale no, perché il comodato rientra tra i fabbricati non locati coperti dall’IMU. La regola del 50% (reddito imponibile ai fini IRPEF ridotto) si applica agli immobili abitativi non locati assoggettati a IMU situati nello stesso comune dell’abitazione principale, ma riguarda la tassazione ordinaria, non il comodato coperto da IMU.
Posso usare il codice '1' per un comodato al coniuge?
No. Il codice ‘1’ (abitazione principale) si usa solo per l’immobile in cui dimori tu o i tuoi familiari, e la deduzione per abitazione principale spetta solo per una unità immobiliare. Se l’immobile è in comodato al coniuge che ci vive, il codice corretto per il proprietario è ’10’.
Domande frequenti
Il comodatario deve dichiarare qualcosa nel 730?
No. L'immobile non va dichiarato dal comodatario nel quadro B. Solo il proprietario (o l'usufruttuario) compila il quadro B. Fa eccezione il caso in cui il comodatario effettui locazioni brevi: in quel caso lui dichiara il reddito nel quadro D.
Se presto la casa a mio figlio ho sconti sull'IMU?
Sì. Per il comodato a parenti in linea retta entro il primo grado (genitori e figli) che usano l'immobile come abitazione principale è prevista la riduzione dell'IMU al 50% (legge n. 208 del 28 dicembre 2015, art. 1, comma 10). Non si tratta di esenzione totale.
Devo registrare il contratto di comodato?
La legge non impone la registrazione obbligatoria del comodato gratuito verbale, ma per beneficiare della riduzione IMU al 50% molti Comuni richiedono un contratto scritto e registrato. Conviene verificare le regole del proprio Comune.
Cosa succede se il comodatario affitta la casa (locazione breve)?
Il proprietario dichiara nel quadro B solo la rendita catastale (codice '9' nella colonna 2, senza indicare canoni). Il reddito dell'affitto è dichiarato dal comodatario nel quadro D come reddito diverso.
Se l'immobile in comodato si trova nello stesso comune della mia abitazione principale, cambia qualcosa?
In linea generale no, perché il comodato rientra tra i fabbricati non locati coperti dall'IMU. La regola del 50% (reddito imponibile ai fini IRPEF ridotto) si applica agli immobili abitativi non locati assoggettati a IMU situati nello stesso comune dell'abitazione principale, ma riguarda la tassazione ordinaria, non il comodato coperto da IMU.
Posso usare il codice '1' per un comodato al coniuge?
No. Il codice '1' (abitazione principale) si usa solo per l'immobile in cui dimori tu o i tuoi familiari, e la deduzione per abitazione principale spetta solo per una unità immobiliare. Se l'immobile è in comodato al coniuge che ci vive, il codice corretto per il proprietario è '10'.
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