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La Corte Costituzionale ha dichiarato manifestamente infondate le questioni sollevate dal Tribunale di Prato sull’art. 186, comma 9-bis, del Codice della Strada. Il divieto di sostituire la pena con il lavoro di pubblica utilità quando il conducente ubriaco ha causato un incidente stradale non viola né il principio di uguaglianza né il finalismo rieducativo della pena.

Di cosa si tratta

Chi guida in stato di ebbrezza con tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l e causa un incidente non può beneficiare della sostituzione della pena detentiva e pecuniaria con il lavoro di pubblica utilità (art. 54 d.lgs. 274/2000). Un tribunale penale aveva dubitato che questa preclusione automatica fosse incostituzionale, sostenendo che non lasciasse margine al giudice per valutare la gravità del singolo incidente.

La questione di legittimità costituzionale

Il Tribunale ordinario di Prato ha impugnato l’art. 186, comma 9-bis, del d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), nella parte in cui esclude la sostituzione della pena con il lavoro di pubblica utilità quando il conducente in stato di ebbrezza abbia provocato un incidente stradale. Parametri invocati: artt. 3 e 27, terzo comma, della Costituzione.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato manifestamente infondate le questioni. Ha osservato che la previsione di limiti all’applicazione di sanzioni sostitutive rientra nella discrezionalità del legislatore e che il trattamento sanzionatorio del reato, già aggravato per l’incidente, consente al giudice una modulazione tra minimo e massimo proporzionata alle peculiarità del caso. La scelta di non graduare la preclusione in funzione della gravità del sinistro corrisponde a un criterio di prevenzione generale non irragionevole.

Il principio

Il legislatore può escludere sanzioni sostitutive per condotte che, per la loro strutturale pericolosità, giustificano una risposta punitiva più severa; tale scelta non diventa irragionevole o lesiva del finalismo rieducativo solo perché non lascia al giudice un margine di apprezzamento sull’entità del danno causato dall’incidente.

Domande e risposte

Chi ha causato un incidente in stato di ebbrezza può chiedere il lavoro di pubblica utilità?

No. L’art. 186, comma 9-bis, del Codice della Strada esclude esplicitamente questa possibilità per chi versa nei casi previsti dal comma 2-bis (tasso > 1,5 g/l con incidente). La Corte ha confermato la legittimità di tale preclusione.

Il giudice penale può valutare la gravità dell’incidente per attenuare la pena?

Sì, ma solo nell’ambito dell’ordinaria modulazione tra il minimo e il massimo edittale, non per concedere la sostituzione con il lavoro di pubblica utilità, che rimane preclusa.

Perché la Corte non ha ritenuto violato l’art. 27 Cost. sul finalismo rieducativo?

La censura era formulata in modo estremamente succinto e collegata all’argomento di irragionevolezza già respinto. La Corte ha quindi dichiarato manifestamente infondata anche questa doglianza per gli stessi motivi.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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