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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte ha dichiarato manifestamente infondata la questione sulla custodia cautelare in carcere prevista in via pressoché obbligatoria per chi è accusato di associazione di tipo mafioso (art. 275, comma 3, del codice di procedura penale).

Di cosa si tratta

Per alcuni reati gravissimi, tra cui l’associazione di tipo mafioso, la legge presume che la custodia in carcere sia l’unica misura cautelare adeguata, salvo prova contraria di insussistenza delle esigenze cautelari. Il giudice rimettente ha dubitato della ragionevolezza di questa presunzione rispetto ai diversi ruoli degli associati.

La questione di legittimità costituzionale

La Corte d’appello di Torino ha sollevato questione sull’art. 275, comma 3, del codice di procedura penale, in riferimento agli artt. 3, 13, primo comma, e 27, secondo comma, della Costituzione, nella parte in cui prevede una presunzione di adeguatezza della sola custodia carceraria per il reato di associazione mafiosa.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale.

Il principio

La presunzione di adeguatezza della custodia cautelare in carcere per il reato di associazione di tipo mafioso non è irragionevole, perché trova fondamento nelle peculiari caratteristiche del vincolo associativo mafioso, idoneo a giustificare un trattamento cautelare differenziato.

Domande e risposte

Che cos’è la presunzione dell’art. 275, comma 3, c.p.p.?

È la regola per cui, per i reati più gravi come l’associazione mafiosa, si presume che solo la custodia in carcere sia adeguata, salvo prova contraria.

Perché per la mafia la presunzione è legittima?

Per la peculiare natura del vincolo associativo mafioso, stabile e idoneo a persistere, che giustifica un regime cautelare più rigoroso.

La Corte ha annullato la norma?

No. Ha dichiarato la questione manifestamente infondata, confermando la legittimità della disciplina.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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