Testo dell'articoloIn aggiornamento
La Corte Costituzionale, con ordinanza n. 127 del 2006, ha dichiarato inammissibile il conflitto di attribuzioni sollevato dal magistrato Tosti contro il Ministro della Giustizia in relazione all’esposizione del crocifisso nelle aule giudiziarie.
Norma e atto impugnati
Comportamento omissivo del Ministro della Giustizia, consistente nel mancato ordine di rimozione del crocifisso dalle aule giudiziarie, sollevato dal dott. Luigi Tosti, giudice del Tribunale di Camerino, come conflitto di attribuzioni fra poteri dello Stato.
Parametro costituzionale
Principi di laicità dello Stato e di imparzialità della funzione giurisdizionale, desumibili dall’insieme delle disposizioni costituzionali.
Soggetti del conflitto
Ricorrente: dott. Luigi Tosti, magistrato (giudice del Tribunale di Camerino). Resistente: Ministro della Giustizia.
Esito
La Corte ha dichiarato il conflitto inammissibile: un singolo magistrato non è “potere dello Stato” ai sensi dell’art. 134 Cost. e non è legittimato a sollevare conflitto di attribuzioni fra poteri dello Stato. Solo organi costituzionali o di rilevanza costituzionale che esprimono in modo definitivo la volontà del potere cui appartengono possono essere parti di tale conflitto.
Principio espresso
Il singolo magistrato non è titolare di attribuzioni costituzionali proprie che possano essere lese da atti di altri poteri dello Stato, e pertanto non è legittimato a sollevare conflitto di attribuzioni dinanzi alla Corte Costituzionale ai sensi degli artt. 37 ss. della legge n. 87 del 1953.
Norme collegate
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