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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Con l’ordinanza n. 61 del 2025 la Corte costituzionale ha corretto alcuni errori materiali contenuti in una propria precedente ordinanza, riguardanti soprattutto l’esatta indicazione di cifre e di un’annualità.

Di cosa si tratta

Anche le decisioni della Corte costituzionale possono contenere semplici errori materiali, come un anno indicato in modo sbagliato o cifre riportate in forma approssimata o incompleta. Per rimediare, l’ordinamento prevede un apposito procedimento di correzione, che non modifica il contenuto sostanziale della decisione ma ne sistema le imprecisioni formali. In questo caso, la Corte è intervenuta sulla propria ordinanza n. 21 del 2025 per correggere tre errori: la sostituzione di “per l’anno 2022” con “per l’anno 2023” e la precisazione di due importi finanziari, espressi in precedenza in cifre approssimate e ora indicati nei valori esatti. Si tratta di un atto tecnico e privo di contenuto valutativo: serve a garantire che il testo della decisione corrisponda esattamente alla volontà della Corte e ai dati reali, a tutela della certezza e della precisione degli atti giudiziari.

La questione di legittimità costituzionale

Non si tratta di un giudizio di legittimità costituzionale, ma di un procedimento per la correzione di errori materiali contenuti nell’ordinanza della Corte costituzionale n. 21 del 20 febbraio 2025. Non vi sono quindi norme impugnate né parametri costituzionali in discussione: l’oggetto è esclusivamente la rettifica formale del testo di una precedente decisione.

La decisione della Corte

La Corte ha disposto la correzione di tre errori materiali nell’ordinanza n. 21 del 2025: ha sostituito, in un passaggio, le parole “per l’anno 2022” con “per l’anno 2023”; ha precisato un importo, indicandolo nei valori esatti compresi tra 3.745.760.579,00 e 3.870.512.410,22 euro; e ha rettificato un secondo importo, indicandolo nei valori esatti compresi tra 1.701.971.599,16 e 1.912.000.000 euro circa. Le correzioni non incidono sul contenuto sostanziale della decisione.

Il principio

Gli errori materiali contenuti nelle decisioni della Corte costituzionale, come date o cifre imprecise, possono essere corretti con un apposito procedimento che ne rettifica la forma senza modificarne il contenuto sostanziale.

Domande e risposte

Cos’è un errore materiale?

È un’imprecisione di carattere formale, come un anno o una cifra riportati in modo sbagliato o incompleto, che non riflette un diverso giudizio ma solo una svista nella stesura del testo.

La correzione cambia la decisione?

No. Il procedimento di correzione rettifica solo gli errori formali e non incide sul contenuto sostanziale della decisione originaria.

Cosa è stato corretto in concreto?

Un’annualità (da 2022 a 2023) e due importi finanziari, indicati in precedenza in cifre approssimate e ora riportati nei loro valori esatti.

Perché serve un’apposita ordinanza?

Perché anche le rettifiche degli atti della Corte devono avvenire con un atto formale, a garanzia della certezza e della precisione delle decisioni.

Norme collegate

Leggi la decisione integrale
Testo ufficiale della Corte Costituzionale (PDF) e testo integrale con note.

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Vedi anche

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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