Testo dell'articoloIn aggiornamento

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Con l’ordinanza n. 205/2024 la Corte costituzionale ha corretto un errore materiale contenuto nella motivazione della sentenza n. 166/2024, precisando il corretto riferimento normativo.

Di cosa si tratta

Quando una sentenza della Corte costituzionale contiene una svista di scrittura – ad esempio il richiamo a un articolo del codice diverso da quello effettivamente inteso – la Corte può correggerla con un’ordinanza, senza riaprire il giudizio. In questo caso la correzione riguarda la sentenza n. 166/2024: nella motivazione era stato citato erroneamente l’art. 162-ter del codice penale (estinzione del reato per condotte riparatorie), mentre il riferimento corretto era a un’altra disposizione, l’art. 341-bis, quarto comma, cod. pen., in tema di oltraggio a pubblico ufficiale. La Corte ha quindi sostituito il riferimento sbagliato con quello esatto. Il tema, pur tecnico, riguarda la precisione delle decisioni: un richiamo normativo corretto è essenziale perché la motivazione sia coerente e perché gli operatori del diritto possano comprendere con esattezza il ragionamento della Corte.

La questione

Si trattava di un giudizio per la correzione dell’errore materiale contenuto nella sentenza n. 166 del 24 settembre-22 ottobre 2024. Non era una nuova questione di legittimità costituzionale, ma un intervento di rettifica sul testo di una precedente decisione.

La decisione della Corte

La Corte ha disposto la correzione: nella sentenza n. 166/2024, all’ultimo rigo del primo capoverso del punto 6 del Considerato in diritto, le parole “ex art. 162-ter cod. pen.” sono state sostituite con “ex art. 341-bis, quarto comma, cod. pen.”. La sostanza della decisione non cambia; viene rettificato solo il riferimento normativo errato.

Il principio

L’ordinanza di correzione dell’errore materiale consente di rettificare refusi e richiami normativi sbagliati nelle decisioni della Corte, senza alterarne la sostanza: serve a garantire la coerenza e la precisione della motivazione.

Domande e risposte

La correzione modifica l’esito della sentenza n. 166/2024?

No. Rettifica solo un riferimento normativo errato nella motivazione: la decisione resta quella già adottata, senza alcun cambiamento di sostanza.

Qual era l’errore?

Nella motivazione era citato l’art. 162-ter del codice penale al posto dell’art. 341-bis, quarto comma: un richiamo sbagliato che la Corte ha sostituito con quello corretto.

Perché conta correggere un richiamo normativo?

Perché la motivazione deve essere coerente: un riferimento errato potrebbe generare confusione sul ragionamento seguito dalla Corte e sulla disciplina applicata.

Norme collegate

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Vedi anche

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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