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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte costituzionale ha corretto un errore materiale contenuto nella propria ordinanza n. 306 del 2011: nel nono capoverso del «Considerato» la parola «l’amaffiutorità» (evidente refuso tipografico) è stata sostituita con «l’autorità». Si tratta di un provvedimento di mero ordine redazionale, privo di contenuto decisorio sostanziale.

Di cosa si tratta

L’ordinanza n. 19/2012 è un provvedimento di correzione di errore materiale adottato dalla Corte ai sensi dell’art. 32 delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale. Non introduce né modifica alcuna questione di legittimità costituzionale: si limita a rettificare un refuso tipografico presente nell’ordinanza n. 306/2011, nella parte in cui si leggeva «l’amaffiutorità» invece di «l’autorità» di pubblica sicurezza.

La questione di legittimità costituzionale

Non vi è alcuna questione di legittimità costituzionale. Il procedimento riguarda esclusivamente la correzione di un errore materiale — un refuso nel testo dell’ordinanza n. 306 del 9/11 novembre 2011 — promossa d’ufficio dalla Corte su segnalazione interna. Giudice relatore: Giuseppe Tesauro.

La decisione della Corte

La Corte ha disposto che nell’ordinanza n. 306 del 2011, nono capoverso del «Considerato», il termine «l’amaffiutorità» che precede le parole «di pubblica sicurezza» sia sostituito con «l’autorità». La pronuncia è stata deliberata l’11 gennaio 2012 e depositata in cancelleria il 7 febbraio 2012.

Il principio

La Corte costituzionale può correggere in ogni momento gli errori materiali contenuti nelle proprie pronunce, ai sensi dell’art. 32 delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte, senza che ciò incida sul contenuto decisorio della pronuncia corretta.

Domande e risposte

Cosa è un errore materiale in una sentenza della Corte costituzionale?

Un errore materiale è un refuso o una svista redazionale che non intacca la volontà decisoria della Corte: ad esempio, una parola storpiata o un numero errato. Può essere corretto con ordinanza senza riaprire il giudizio.

Questa ordinanza cambia il significato dell’ordinanza n. 306/2011?

No. Il dispositivo e la ratio decidendi dell’ordinanza n. 306/2011 rimangono intatti: la correzione riguarda solo un refuso tipografico nel corpo della motivazione.

Chi può chiedere la correzione di un errore materiale alla Corte?

La correzione può essere disposta d’ufficio dalla Corte oppure su istanza delle parti. Il procedimento è regolato dall’art. 32 delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.

Scheda in aggiornamento. Il commento professionale, i casi pratici e le FAQ per questo articolo sono in corso di redazione.
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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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