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La guida

CCNL Socio-Sanitario-Assistenziale UNEBA

Turni notturni, festivi e domenicali nel CCNL Socio-Sanitario-Assistenziale UNEBA: regole e maggiorazioni

Nei servizi che funzionano 24 ore su 24 — RSA, assistenza, soccorso — i turni notturni e il lavoro in domeniche e festivi sono parte del mestiere. La legge ne disciplina durata, riposi e sorveglianza sanitaria; la maggiorazione retributiva è quella prevista dal CCNL. Vediamo regole e tutele.

In sintesi

Nei servizi h24 il lavoro notturno (D.Lgs. 66/2003) e nei festivi è organizzato su turni, con riposo giornaliero di 11 ore e settimanale di 24 ore. Il CCNL UNEBA (art. 53) paga le ore ordinarie notturne in turno con il 20% in più, quelle notturne non programmate con il 25%, la domenica e i festivi con il 15%, il festivo notturno con il 25%; le maggiorazioni non si sommano tra loro. La gestante e la madre fino a 1 anno del bambino non possono essere adibite al lavoro tra le 24 e le 6.

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Dati contrattuali

Parti firmatarie
UNEBA · FP-CGIL · FP-CISL · Fisascat-CISL · UIL-FPL · UILTuCS
Istituti trattati
Turni notturni · Festività e domeniche · Maggiorazioni · Sorveglianza sanitaria
Riferimenti
D.Lgs. 66/2003 (orario, notturno, riposi) · Art. 2109 c.c. · D.Lgs. 151/2001 (tutela maternità) · Maggiorazioni del CCNL
Fonte
Testo del CCNL depositato presso il CNEL

Che cosa è il lavoro notturno per la legge

Il D.Lgs. 66/2003 dà due definizioni che conviene tenere distinte. Il lavoro notturno è l’attività svolta in un periodo di almeno 7 ore consecutive che comprende l’intervallo tra la mezzanotte e le 5 del mattino. Il lavoratore notturno è invece chi svolge, in via non occasionale, almeno 3 ore di lavoro notturno per una parte rilevante dell’anno, secondo i criteri fissati dal CCNL. Questa qualifica fa scattare tutele aggiuntive.

Limiti e tutele del lavoratore notturno

  • l’orario di lavoro non può superare, in media, le 8 ore nell’arco di 24 ore;
  • il lavoratore ha diritto a sorveglianza sanitaria periodica e gratuita;
  • se sopravviene un’inidoneità al notturno certificata, deve essere adibito, ove possibile, a mansioni diurne.

I turni notturni nei servizi h24

Dove l’assistenza non si ferma mai, il turno notturno è strutturale. Per legge il lavoratore notturno non può superare, in media, le 8 ore nelle 24 e ha diritto a sorveglianza sanitaria periodica gratuita. Il CCNL UNEBA (artt. 52 e 53) riconosce queste maggiorazioni sulla paga oraria, che si ottiene dividendo la retribuzione mensile per 164:

Prestazione Lavoro ordinario (art. 53) Lavoro straordinario (art. 52)
Notturno in turno (22-6) +20% +40%
Notturno non programmato +25% +40%
Domenica o festivo diurno +15% +50%
Festivo notturno +25% +60%
Diurno feriale — +25%
Le maggiorazioni non sono cumulabili tra loro: il turno notturno di domenica prende la maggiorazione festivo-notturna (25%), non 20% + 15%. Per le festività lavorate spetta in più un accantonamento in Banca ore o, se non possibile, il pagamento delle ore con la maggiorazione del 50% (art. 54). Il lavoratore notturno non può superare 8 ore giornaliere come media su due settimane. Fonte: artt. 52-54 del testo ufficiale del CCNL UNEBA 2023-2025.

Chi non può fare il notturno

La lavoratrice in gravidanza e fino a 1 anno di vita del bambino non può essere adibita al lavoro tra le 24 e le 6 (D.Lgs. 151/2001). Non sono obbligati al notturno la madre di un figlio sotto i 3 anni (o, in alternativa, il padre convivente), il genitore unico affidatario di un figlio convivente sotto i 12 anni e chi ha a carico una persona con disabilità (L. 104/1992) (art. 53 D.Lgs. 151/2001).

I riposi: i paletti che restano sempre

Qualunque sia l’organizzazione dei turni, due diritti non si toccano:

Riposo Durata minima di legge Fonte
Riposo giornaliero 11 ore consecutive ogni 24 ore Art. 7 D.Lgs. 66/2003
Riposo settimanale 24 ore consecutive ogni 7 giorni, di regola di domenica Art. 9 D.Lgs. 66/2003; art. 2109 c.c.

Il riposo settimanale può essere calcolato come media su un periodo non superiore a 14 giorni: nei settori a ciclo aperto questo consente di concentrare i turni e spostare il riposo, ma il diritto al recupero resta.

Casi pratici

Tizio — infermiere sul notturno
Tizio copre il turno di notte in una RSA. Le ore notturne del turno programmato hanno la maggiorazione del 20% (25% se il turno cade in un giorno festivo); il datore assicura il riposo di 11 ore prima del turno successivo e la sorveglianza sanitaria, e ne controlla la media oraria nelle 24 ore.
Caia — gestante esonerata dal notturno
Caia comunica lo stato di gravidanza: da quel momento non può più essere adibita al lavoro tra le 24 e le 6 e viene spostata su turni diurni, fino al compimento di 1 anno del bambino, come impone il D.Lgs. 151/2001.

Approfondisci con la guida pratica

Lavoro festivo e domenicale: come va pagato →

Domande frequenti

Qual è la differenza tra lavoro notturno e lavoratore notturno?
Il lavoro notturno è la singola prestazione resa nel periodo di almeno 7 ore che comprende l’intervallo tra mezzanotte e le 5. Il lavoratore notturno è invece chi svolge il notturno in modo abituale (almeno 3 ore per una parte rilevante dell’anno, secondo il CCNL): solo per lui scattano tutele come il limite delle 8 ore medie e la sorveglianza sanitaria.
Il riposo settimanale deve cadere per forza di domenica?
Di regola sì (art. 2109 c.c.), ma nei settori a ciclo aperto — dove si lavora anche la domenica — il riposo può essere collocato in un altro giorno. Resta comunque il diritto a 24 ore consecutive di riposo ogni 7 giorni, e per la domenica lavorata il CCNL UNEBA riconosce una maggiorazione del 15% sulle ore ordinarie (art. 53); il riposo spostato in altro giorno non dà altre maggiorazioni (art. 51).
Le maggiorazioni per notturno e festivo si sommano allo straordinario?
No. Nel CCNL UNEBA lo straordinario ha maggiorazioni proprie che già tengono conto della fascia: 25% diurno, 40% notturno, 50% festivo diurno, 60% festivo notturno (art. 52), e le diverse maggiorazioni non sono cumulabili tra loro. Anche per il lavoro ordinario si applica una sola maggiorazione: 20% notturno in turno, 25% notturno non programmato, 15% domenicale o festivo, 25% festivo notturno (art. 53).
In gravidanza posso essere messa nel turno di notte?
No. Dalla comunicazione dello stato di gravidanza e fino al compimento di 1 anno del bambino è vietato adibire la lavoratrice al lavoro tra le 24 e le 6 (D.Lgs. 151/2001). Il datore deve spostarti su turni diurni.

Stesso CCNL: consulta anche Tabelle retributive CCNL UNEBA Socio-Sanitario-Assistenziale 2025, preavviso, procedura telematica e tutele, Preavviso e licenziamento nel CCNL UNEBA Socio-Sanitario-Assistenziale, Ferie, permessi e ROL nel CCNL UNEBA Socio-Sanitario-Assistenziale, Maternità e congedi nel CCNL UNEBA Socio-Sanitario-Assistenziale e Tredicesima, quattordicesima e premi nel CCNL UNEBA Socio-Sanitario-Assistenziale.

Contenuto divulgativo aggiornato alle regole generali di legge (D.Lgs. 66/2003; art. 2109 c.c.; D.Lgs. 151/2001). Maggiorazioni e regole di cumulo: artt. 51-54 del CCNL UNEBA 2023-2025.

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Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
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