Testo dell'articoloVigente
Il TFR (Trattamento di Fine Rapporto) matura ogni anno in misura pari alla retribuzione annua divisa per 13,5. Il lavoratore può destinarlo a un fondo di previdenza complementare o mantenerlo in azienda (o all’INPS per aziende con più di 50 addetti). L’anticipazione del TFR è consentita per specifici motivi dopo almeno 8 anni di servizio.
Tabella riepilogativa
| Voce | Formula / Importo | Note |
|---|---|---|
| Quota annua TFR | Retribuzione annua lorda / 13,5 | Include tutte le voci retributive continuative |
| Rivalutazione annua (TFR in azienda) | 1,5% fisso + 75% inflazione ISTAT | Calcolata al 31 dicembre di ogni anno |
| Imposta sostitutiva rivalutazione | 17% sulla rivalutazione maturata | Versata dal datore all’Erario ogni anno |
| Tassazione TFR a liquidazione | Aliquota media ultimi 5 anni (separata) | Tassazione separata ex art. 17 TUIR |
| TFR farmacista 2° liv. (1 anno) | ~1.950 × 13 / 13,5 = ~1.878 € | Quota annua lorda approssimativa |
| TFR commesso 4° liv. (1 anno) | ~1.600 × 13 / 13,5 = ~1.541 € | Quota annua lorda approssimativa |
La retribuzione utile al TFR comprende minimo tabellare, scatti, indennità fisse e continuative, tredicesima. Esclude rimborsi spese, premi variabili una tantum e compensi occasionali.
Come si calcola il TFR
Il TFR è disciplinato dall’art. 2120 c.c. Il meccanismo è uniforme per tutti i lavoratori dipendenti privati, indipendentemente dal CCNL applicato.
La quota annua si calcola dividendo la retribuzione annua utile per il divisore 13,5:
Quota TFR annua = Retribuzione annua lorda utile ÷ 13,5
La retribuzione utile al TFR include: minimo tabellare, scatti di anzianità, indennità fisse e continuative (es. indennità di turno, indennità domenicale se percepita con regolarità), tredicesima. Esclude: rimborsi spese, premi variabili non ricorrenti, compensi occasionali.
Esempio per un farmacista collaboratore di 2° livello con minimo 1.950 € e tredicesima:
- Retribuzione annua utile: 1.950 × 13 = 25.350 €
- Quota TFR annua: 25.350 / 13,5 = 1.878 €
Rivalutazione e destinazione
Il TFR accantonato in azienda (o presso il Fondo Tesoreria INPS per le imprese con più di 50 dipendenti) viene rivalutato ogni anno al 31 dicembre con un tasso composto:
- 1,5% in misura fissa
- più il 75% dell’aumento dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo (inflazione)
Sulla rivalutazione maturata, il datore versa annualmente una imposta sostitutiva del 17% all’Erario (prima era 11%; aumentata dalla L. 190/2014).
In alternativa all’accantonamento in azienda, il lavoratore può destinare il TFR maturando a un fondo di previdenza complementare (es. Previmoda, Cometa, o un fondo aperto/PIP). La destinazione è una scelta individuale irrevocabile per il TFR futuro, effettuata entro 6 mesi dall’assunzione o dopo ogni rinnovo del CCNL.
Anticipazione del TFR
Il lavoratore può richiedere un’anticipazione del TFR maturato prima della cessazione del rapporto alle seguenti condizioni:
- Almeno 8 anni di servizio continuativo presso lo stesso datore
- Importo non superiore al 70% del TFR maturato
- Motivazione tassativa: spese sanitarie documentate per terapie o interventi straordinari, acquisto della prima casa (anche per i figli), congedo straordinario per gravi motivi familiari
- La richiesta è soddisfatta annualmente entro un plafond massimo del 10% dei lavoratori aventi diritto e del 4% del totale dei dipendenti
L’anticipazione non è un diritto assoluto se l’azienda non ha liquidità sufficiente: il datore può rifiutare motivatamente. L’anticipazione è soggetta a tassazione separata come il TFR definitivo.
Tassazione alla liquidazione
Il TFR liquidato alla cessazione del rapporto è soggetto a tassazione separata (art. 17 e 19 TUIR): non si somma al reddito dell’anno di percezione, ma viene tassato con l’aliquota media IRPEF degli ultimi 5 anni lavorativi del contribuente.
Se il TFR rimane destinato a un fondo pensione complementare, alla prestazione finale si applica l’aliquota del 15% (riducibile fino al 9% per anzianità di partecipazione superiore a 15 anni). Il confronto tra TFR in azienda (tassazione ordinaria separata) e TFR in fondo pensione (15-9%) è uno dei fattori chiave nella scelta di destinazione.
Casi pratici
Quanto TFR hai maturato?
Calcola il TFR netto: accantonamento annuo, rivalutazione ISTAT e tassazione separata, partendo dalla retribuzione del tuo CCNL.
Domande frequenti
Come si calcola il TFR annuo?
Conviene lasciare il TFR in azienda o versarlo al fondo pensione?
Posso richiedere l'anticipazione del TFR prima della pensione?
Il TFR viene pagato subito alla cessazione?
Cosa include la retribuzione utile al TFR?
Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi per livello, Preavviso, dimissioni e licenziamento nel CCNL Farmacie Private, Ferie, permessi e festività nel CCNL Farmacie Private, Maternità, paternità e congedi parentali nel CCNL Farmacie Private, Scatti di anzianità e tredicesima nel CCNL Farmacie Private e Malattia, infortunio e comporto nel CCNL Farmacie Private.
Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Farmacie Private. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
In sintesi
Indice dei contenuti
La farmacia privata e' un'impresa di servizi alla salute con un organico tipicamente stabile: farmacisti collaboratori, commessi di banco e personale di magazzino restano spesso a lungo nello stesso esercizio. Per loro il trattamento di fine rapporto, maturato anno dopo anno, costituisce un capitale di rilievo, regolato dalla disciplina generale dell'art. 2120 c.c.
Il meccanismo di accantonamento
Ogni anno il titolare della farmacia accantona una quota pari alla retribuzione annua del dipendente divisa per 13,5. Per le frazioni d'anno la quota e' proporzionale, computando come mese intero la frazione di almeno quindici giorni. Nella base di calcolo rientrano tutte le somme corrisposte in dipendenza del rapporto a titolo non occasionale; il trattamento delle singole voci può essere precisato dalle tabelle del CCNL vigente.
La rivalutazione delle quote
Le somme accantonate e lasciate in farmacia si rivalutano al 31 dicembre di ogni anno con un coefficiente dato da una parte fissa dell'1,5% e da una parte variabile pari al 75% dell'aumento dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo. E' la tutela minima del capitale contro la perdita di valore.
La destinazione: azienda o fondo
Il dipendente sceglie se mantenere il TFR in farmacia o conferirlo a un fondo di previdenza complementare. La permanenza in azienda assicura la rivalutazione di legge; il conferimento al fondo lega il rendimento alla gestione finanziaria ma offre un trattamento fiscale più favorevole sulle prestazioni. Per un farmacista collaboratore con orizzonte lavorativo lungo la valutazione e' particolarmente significativa.
L'anticipazione del TFR
Con almeno otto anni di servizio presso lo stesso datore, il lavoratore può chiedere un'anticipazione fino al 70% del maturato, una sola volta. Le causali ammesse sono quelle di legge: spese sanitarie straordinarie, acquisto della prima casa per se' o per i figli, congedi parentali e formazione. Il datore soddisfa le richieste nei limiti annui previsti, secondo criteri di precedenza oggettivi.
La tassazione separata
Il TFR e' soggetto a tassazione separata, con aliquota media collegata ai redditi degli anni precedenti e conguaglio dell'Agenzia delle Entrate. Questo regime evita che l'incasso di una somma pluriennale sia tassato per intero con l'IRPEF progressiva dell'anno di erogazione.
Erogazione alla cessazione
Il diritto al TFR matura a ogni cessazione del rapporto, per dimissioni, licenziamento o pensionamento. I tempi di liquidazione seguono le tabelle del CCNL vigente. Se il titolare e' insolvente interviene il Fondo di garanzia INPS, secondo le procedure delle circolari INPS aggiornate, a tutela del lavoratore.
Domande frequenti
Come si calcola il TFR di un farmacista collaboratore?
Si accantona ogni anno la retribuzione annua divisa per 13,5 (art. 2120 c.c.). Le voci che entrano nella base sono quelle corrisposte in modo non occasionale; il dettaglio e' nelle tabelle del CCNL vigente.
Quanto si rivaluta il TFR lasciato in farmacia?
Dell'1,5% fisso piu' il 75% dell'aumento dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo, calcolato al 31 dicembre di ogni anno.
Posso chiedere un anticipo del TFR per comprare casa?
Si', con almeno 8 anni di servizio puoi chiedere fino al 70% del maturato, una volta sola, per l'acquisto della prima casa per te o per i figli, oltre alle altre causali di legge.
Meglio lasciare il TFR in farmacia o nel fondo pensione?
In farmacia vale la rivalutazione di legge; nel fondo il rendimento dipende dalla gestione ma la tassazione e' piu' favorevole. La scelta dipende dal tuo orizzonte temporale e dalla propensione al rischio.
Se la farmacia chiude e non paga il TFR cosa posso fare?
Puoi rivolgerti al Fondo di garanzia INPS, che liquida il TFR maturato e le ultime mensilita' nei limiti di legge, secondo le procedure delle circolari INPS aggiornate.