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Ultimo aggiornamento: 20 Giugno 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale

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Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Materia: Caparra confirmatoria — rimedi per l’inadempimento · Riferimento: Corte di Cassazione, Sezioni Unite civili, 14 gennaio 2009, n. 553

In sintesi
  • La caparra confirmatoria (art. 1385 c.c.) consente, in caso di inadempimento, di recedere trattenendo la caparra (o esigendone il doppio).
  • In alternativa, la parte fedele può chiedere la risoluzione del contratto e il risarcimento integrale del danno secondo le regole ordinarie.
  • I due rimedi sono alternativi e incompatibili: scelta la risoluzione con danni, non si può più «ripiegare» sul recesso con ritenzione della caparra.

Il caso

In un contratto (tipicamente un preliminare immobiliare) è prevista una caparra confirmatoria. Una parte è inadempiente; l’altra deve scegliere come reagire. L’art. 1385 c.c. le offre due strade: recedere dal contratto trattenendo la caparra ricevuta (o pretendendo il doppio di quella versata), oppure agire secondo le regole generali per la risoluzione e il risarcimento integrale del danno. Il problema: queste due vie possono cumularsi o sostituirsi nel corso del giudizio?

La decisione

Le Sezioni Unite affermano che i due rimedi si pongono in un rapporto di assoluta incompatibilità strutturale e funzionale. Chi sceglie la risoluzione con domanda di risarcimento integrale rinuncia, con ciò stesso, alla funzione propria della caparra; chi sceglie il recesso con ritenzione (o richiesta del doppio) della caparra accetta una liquidazione convenzionale e anticipata del danno, che lo dispensa dal provarne l’entità.

Di conseguenza, proposta la domanda di risoluzione e di risarcimento secondo le regole generali, non è più consentito trasformarla in domanda di recesso con ritenzione della caparra: ciò tradirebbe la funzione della caparra, che è proprio quella di consentire una definizione anticipata della controversia, evitando l’accertamento del danno effettivo.

Il principio di diritto

In presenza di caparra confirmatoria, la domanda di risoluzione del contratto con risarcimento integrale del danno e la domanda di recesso con ritenzione (o richiesta del doppio) della caparra costituiscono rimedi alternativi e tra loro incompatibili: scelta l’una, non è ammessa la conversione nell’altra.

Implicazioni pratiche

La decisione impone una scelta consapevole e tempestiva. Il recesso con ritenzione della caparra è rapido e non richiede di provare il danno, ma «blocca» il risarcimento all’importo della caparra, anche se il pregiudizio reale fosse maggiore. La risoluzione con risarcimento integrale consente di recuperare l’intero danno, ma impone di provarlo e segue i tempi ordinari del giudizio. Va valutato fin dall’inizio, perché un eventuale ripensamento in corso di causa non è ammesso. Approfondimenti nella sezione Codice Civile.

Domande frequenti

Posso chiedere sia la risoluzione con danni sia trattenere la caparra?

No. Sono rimedi alternativi e incompatibili: o agisci per la risoluzione con risarcimento integrale, o recedi trattenendo la caparra (o chiedendone il doppio). Non si cumulano.

Conviene di più il recesso o la risoluzione?

Dipende. Il recesso con ritenzione della caparra è rapido e non richiede di provare il danno, ma lo limita all’importo della caparra; la risoluzione consente il risarcimento integrale, ma va provato il danno e i tempi sono più lunghi.

Fonti

Avvertenza. Contenuto informativo e divulgativo, non costituisce consulenza legale o tributaria. I principi giurisprudenziali vanno sempre verificati nella versione aggiornata e calati nel caso concreto con l’assistenza di un professionista abilitato.
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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 100 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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