Art. 2057 c.c. – Danni permanenti
Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)
Quando il danno alle persone ha carattere permanente la liquidazione può essere fatta dal giudice, tenuto conto delle condizioni delle parti e della natura del danno, sotto forma di una rendita vitalizia. In tal caso il giudice dispone le opportune cautele.

Spiegazione
Il danno non patrimoniale (sofferenza, lesione di valori della persona) deve essere risarcito solo nei casi previsti dalla legge. La giurisprudenza ha però chiarito che il risarcimento spetta non solo quando il fatto è reato, ma ogni volta che è leso un diritto inviolabile della persona costituzionalmente garantito (salute, dignità, vita familiare).
Come funziona e quando si applica
È la norma cardine del danno alla persona. Le Sezioni Unite del 2008 (sent. 26972-26975) hanno ricondotto a unità le voci di danno non patrimoniale (morale, biologico, esistenziale), evitando duplicazioni. Si distingue dal danno patrimoniale dell’art. 2056, che riguarda perdite e mancati guadagni economici.
Esempio pratico
La vittima di un incidente stradale ha diritto al risarcimento del danno biologico (lesione della salute) anche se l’autore non viene condannato penalmente, perché è leso un diritto inviolabile.
Domande frequenti
Quando si risarcisce il danno non patrimoniale?
Nei casi previsti dalla legge e, secondo la giurisprudenza, ogni volta che è leso un diritto inviolabile della persona (salute, dignità, rapporti familiari).
Danno morale e danno biologico sono cumulabili?
Sono voci dello stesso danno non patrimoniale: vanno liquidati senza duplicazioni, valorizzando ogni aspetto della sofferenza subita.
Norme collegate
Spiegazione divulgativa a scopo informativo, aggiornata alla normativa vigente; non sostituisce una consulenza legale sul caso concreto.