Autore: Andrea Marton

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Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
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Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 687 c.p.p. – Eliminazione delle iscrizioni (abrogato)

    Art. 687 c.p.p. – Eliminazione delle iscrizioni (abrogato)

    Art. 687 c.p.p. – Eliminazione delle iscrizioni

    D.P.R. 22 settembre 1988, n. 447 – Codice di procedura penale

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dal D.P.R. 14 novembre 2002, n. 313. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    Le iscrizioni del casellario sono eliminate appena si ha notizia ufficiale dell’accertata morte della persona alla quale si riferiscono ovvero quando sono trascorsi ottanta anni dalla nascita della persona medesima.

    2. Sono inoltre eliminate le iscrizioni relative: a) alle sentenze e ai decreti revocati a seguito di revisione o a norma dell’articolo 673; b) alle sentenze di proscioglimento o di non luogo a procedere per difetto di imputabilità, trascorsi dieci anni in caso di delitto o tre anni in caso di contravvenzione dal giorno in cui la sentenza è divenuta irrevocabile o, se trattasi di sentenza di non luogo a procedere, è scaduto il termine per l’impugnazione; c) alle sentenze o ai decreti di condanna per contravvenzioni per le quali è stata inflitta la pena dell’ammenda, salvo che sia stato concesso alcuno dei benefici previsti dagli articoli 163 e 175 del codice penale , trascorsi dieci anni dal giorno in cui la pena è stata eseguita ovvero si è in altro modo estinta.

    3. Qualora siano state applicate misure di sicurezza, i termini previsti dal comma 2 decorrono dalla data della revoca della misura di sicurezza e, se questa è stata applicata o sostituita con provvedimento successivo alla sentenza, anche la relativa iscrizione è eliminata.

    3-bis. Nella materia civile, sono eliminate le iscrizioni relative: a) ai provvedimenti indicati nell’articolo 686 comma 1 lettera b) numeri 2) e 4), quando il fallimento è stato revocato con sentenza passata in giudicato; b) ai provvedimenti indicati nell’articolo 686 comma 1 lettera c) quando sono stati annullati con provvedimento amministrativo o con sentenza passata in giudicato

  • Art. 688 c.p.p. – Certificati del casellario giudiziale (abrogato)

    Art. 688 c.p.p. – Certificati del casellario giudiziale (abrogato)

    Art. 688 c.p.p. – Certificati del casellario giudiziale

    D.P.R. 22 settembre 1988, n. 447 – Codice di procedura penale

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dal D.P.R. 14 novembre 2002, n. 313. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    Ogni organo avente giurisdizione penale ha il diritto di ottenere, per ragioni di giustizia penale, il certificato di tutte le iscrizioni esistenti al nome di una determinata persona.

    Uguale diritto appartiene a tutte le amministrazioni pubbliche e agli enti incaricati di pubblici servizi, quando il certificato è necessario per provvedere a un atto delle loro funzioni, in relazione alla persona cui il certificato stesso si riferisce.

    2. Il pubblico ministero può richiedere, per ragioni di giustizia penale, il predetto certificato concernente la persona sottoposta alle indagini, l’imputato o il condannato.

    Il pubblico ministero e il difensore possono altresì chiedere, previa autorizzazione del giudice procedente, il certificato medesimo concernente la persona offesa dal reato o un testimone, per i fini indicati nell’articolo 236.

    3. Nei certificati spediti per ragioni di elettorato non si fa menzione delle condanne e di altri provvedimenti che non hanno influenza sul diritto elettorale

  • Art. 689 c.p.p. – Certificati richiesti dall’interessato (abrogato)

    Art. 689 c.p.p. – Certificati richiesti dall’interessato (abrogato)

    Art. 689 c.p.p. – Certificati richiesti dall’interessato

    D.P.R. 22 settembre 1988, n. 447 – Codice di procedura penale

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dal D.P.R. 14 novembre 2002, n. 313. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    1. La persona alla quale le iscrizioni del casellario si riferiscono ha diritto di ottenere i relativi certificati senza motivare la domanda.

    2. I certificati rilasciati a norma del comma 1 sono: a) certificato generale, nel quale sono riportate tutte le iscrizioni esistenti ad eccezione: 1) delle condanne delle quali è stato ordinato che non si faccia menzione nel certificato a norma dell’ articolo 175 del codice penale , purché il beneficio non sia stato revocato; 2) delle condanne per contravvenzioni punibili con la sola ammenda e delle condanne per reati estinti a norma dell’ articolo 167 comma 1 del codice penale ; 3) delle condanne per reati per i quali si è verificata la causa speciale di estinzione prevista dall’ articolo 556 del codice penale ; 4) delle condanne in relazione alle quali è stata definitivamente applicata l’amnistia e di quelle per le quali è stata dichiarata la riabilitazione, senza che questa sia stata in seguito revocata; 5) delle sentenze previste dall’articolo 445 e delle sentenze che hanno dichiarato estinto il reato per applicazione di sanzioni sostitutive su richiesta dell’imputato, [nonché dei decreti penali] ; 6) delle condanne per fatti che la legge ha cessato di considerare come reati, quando la relativa iscrizione non è stata eliminata; 7) dei provvedimenti riguardanti misure di sicurezza conseguenti a sentenze di proscioglimento o di non luogo a procedere, quando le misure sono state revocate; 8) dei provvedimenti indicati nell’articolo 686 comma 1 lettera b) n. 1), quando l’interdizione o la inabilitazione è stata revocata; 9) dei provvedimenti concernenti il fallimento, quando il fallito è stato riabilitato con sentenza definitiva; b) certificato penale, nel quale sono riportate tutte le iscrizioni esistenti ad eccezione di quelle indicate nella lettera a) numeri 1), 2), 3), 4), 5), 6) e 7) e di quelle indicate nell’articolo 686 comma 1 lettere b) e c); c) certificato civile, nel quale sono riportate le iscrizioni indicate nell’articolo 686 comma 1 lettere b) e c) ad eccezione di quelle indicate nei numeri 8) e 9) della lettera a) del presente comma nonché i provvedimenti concernenti le pene accessorie portanti limitazioni alla capacità del condannato.

    3. Quando è menzionata una condanna, nel certificato è indicata anche l’eventuale applicazione di misure alternative alla detenzione o l’avvenuta estinzione della pena per una delle cause indicate nell’articolo 686 comma 3

  • Art. 690 c.p.p. – Questioni concernenti le iscrizioni e i certificati (abrogato)

    Art. 690 c.p.p. – Questioni concernenti le iscrizioni e i certificati (abrogato)

    Art. 690 c.p.p. – Questioni concernenti le iscrizioni e i certificati

    D.P.R. 22 settembre 1988, n. 447 – Codice di procedura penale

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dal D.P.R. 14 novembre 2002, n. 313. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    Sulle questioni concernenti le iscrizioni e i certificati decide, in composizione monocratica e con le forme stabilite dall’articolo 666, il tribunale del luogo dove ha sede l’ufficio del casellario giudiziale

  • Articolo 701 Codice di Procedura Penale: Garanzia giurisdizionale

    Articolo 701 Codice di Procedura Penale: Garanzia giurisdizionale

    Art. 701 c.p.p. – Garanzia giurisdizionale

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Garanzia giurisdizionale

    1. L’estradizione di un imputato o di un condannato all’estero non può essere concessa senza la decisione favorevole della corte di appello.

    2. Tuttavia, non si fa luogo al giudizio della corte di appello quando l’imputato o il condannato all’estero acconsente all’estradizione richiesta. L’eventuale consenso deve essere espresso alla presenza del difensore e, se del caso, dell’interprete e di esso è fatta menzione nel verbale.

    3. La decisione favorevole della corte di appello e il consenso della persona non rendono obbligatoria l’estradizione.

    4. La competenza a decidere appartiene, nell’ordine, alla corte di appello nel cui distretto l’imputato o il condannato ha la residenza, la dimora o il domicilio nel momento in cui la domanda di estradizione perviene al Ministro della giustizia ovvero alla corte di appello che ha ordinato l’arresto provvisorio previsto dall’articolo 715 o alla corte di appello il cui presidente ha provveduto alla convalida dell’arresto previsto dall’articolo 716. Se la competenza non può essere determinata nei modi così indicati, è competente la corte di appello di Roma.

  • Art. 703 c.p.p.: Accertamenti del procuratore generale

    Art. 703 c.p.p.: Accertamenti del procuratore generale

    Art. 703 c.p.p. – Accertamenti del procuratore generale

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Accertamenti del procuratore generale

    1. Il Ministro della giustizia quando ritiene di dare corso alla domanda di estradizione, la trasmette entro trenta giorni dal ricevimento con i documenti che vi sono allegati al procuratore generale presso la corte di appello competente a norma dell’articolo 701, comma 4.

    2. Salvo che si sia già provveduto a norma dell’articolo 717, il procuratore generale, ricevuta la domanda, dispone la comparizione davanti a sé dell’interessato e provvede alla sua identificazione.

    Procede, altresì, all’interrogatorio dello stesso e ne raccoglie, previa informazione sulle conseguenze, l’eventuale consenso all’estradizione o la rinuncia al principio di specialità.

    L’interessato è avvisato che è assistito da un difensore di ufficio, ma che può nominarne uno di fiducia. L’atto è compiuto alla necessaria presenza del difensore cui deve essere dato avviso almeno ventiquattro ore prima. Quando una particolare disposizione di legge lo prevede, il procuratore generale dispone che l’interessato partecipi a distanza all’interrogatorio. Il procuratore generale può altresì autorizzare a partecipare a distanza all’interrogatorio l’interessato e il difensore quando ne fanno richiesta.

    Il consenso all’estradizione e la rinuncia al principio di specialità non sono validi se non sono espressi alla presenza del difensore. La rinuncia dell’estradato alla garanzia del principio di specialità è irrevocabile alle condizioni stabilite dall’articolo 717, comma 2-bis.

    3. Il procuratore generale richiede alle autorità straniere, per mezzo del Ministro della giustizia, la documentazione e le informazioni suppletive che ritiene necessarie. Ove previsto dalle convenzioni internazionali, la richiesta è inoltrata direttamente dal procuratore generale, che ne dà comunicazione al Ministro della giustizia.

    4. Il procuratore generale, entro trenta giorni dalla data in cui la domanda di estradizione gli è pervenuta, presenta alla corte di appello la requisitoria.

    5. La requisitoria è depositata nella cancelleria della corte di appello, unitamente agli atti e alle cose sequestrate. La cancelleria cura la notificazione dell’avviso del deposito alla persona della quale è richiesta l’estradizione, al suo difensore e all’eventuale rappresentante dello stato richiedente, i quali, entro dieci giorni, hanno facoltà di prendere visione e di estrarre copia della requisitoria e degli atti nonché di esaminare le cose sequestrate e di presentare memorie.

    PGC002 PGC004 PGC005

  • Art. 704 c.p.p.: Procedimento davanti alla Corte di Appello

    Art. 704 c.p.p.: Procedimento davanti alla Corte di Appello

    Art. 704 c.p.p. – Procedimento davanti alla corte di appello

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Procedimento davanti alla corte di appello

    1. Scaduto il termine previsto dall’articolo 703 comma 5, il presidente della corte fissa l’udienza per la decisione, con decreto da comunicarsi al procuratore generale e da notificarsi alla persona della quale è richiesta l’estradizione, al suo difensore e all’eventuale rappresentante dello stato richiedente, almeno dieci giorni prima, a pena di nullità. Provvede inoltre a designare un difensore di ufficio alla persona che ne sia priva e, ove necessario, nomina un interprete . Fino a cinque giorni prima dell’udienza possono essere presentate memorie in cancelleria.

    2. La corte decide con sentenza in camera di consiglio , entro sei mesi dalla presentazione della requisitoria, sull’esistenza delle condizioni per l’accoglimento della domanda di estradizione, dopo aver assunto le informazioni e disposto gli accertamenti ritenuti necessari , sentiti il pubblico ministero, il difensore e, se comparsi , la persona della quale è richiesta l’estradizione e il rappresentante dello stato richiedente.

    3. Quando la decisione è favorevole all’estradizione, la corte, se vi è richiesta del Ministro della giustizia, dispone la custodia cautelare in carcere della persona da estradare che si trovi in libertà. Provvede, altresì, al sequestro del corpo del reato e delle cose pertinenti, stabilendo quali devono essere consegnati allo Stato richiedente

    4. Quando la decisione è contraria all’estradizione, la corte revoca le misure cautelari applicate e dispone in ordine alla restituzione delle cose sequestrate.

    CAP006tfe

  • Articolo 705 Codice di Procedura Penale: Condizioni per la decisione

    Articolo 705 Codice di Procedura Penale: Condizioni per la decisione

    Art. 705 c.p.p. – Condizioni per la decisione

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Condizioni per la decisione

    1. Quando non esiste convenzione o questa non dispone diversamente, la corte di appello pronuncia sentenza favorevole all’estradizione se sussistono gravi indizi di colpevolezza ovvero se esiste una sentenza irrevocabile di condanna e se, per lo stesso fatto, nei confronti della persona della quale è domandata l’estradizione, non è in corso procedimento penale né è stata pronunciata sentenza irrevocabile nello Stato.

    2. La corte di appello pronuncia comunque sentenza contraria all’estradizione:

    a) se, per il reato per il quale l’estradizione è stata domandata, la persona è stata o sarà sottoposta a un procedimento che non assicura il rispetto dei diritti fondamentali;

    b) se la sentenza per la cui esecuzione è stata domandata l’estradizione contiene disposizioni contrarie ai principi fondamentali dell’ordinamento giuridico dello Stato;

    c) se vi è motivo di ritenere che la persona verrà sottoposta ad atti persecutori o discriminatori per motivi di razza, di religione, di sesso, di nazionalità, di lingua, di opinioni politiche o di condizioni personali o sociali ovvero alla pena di morte o a pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti o comunque ad atti che configurano violazione di uno dei diritti fondamentali della persona;

    c-bis) se ragioni di salute o di età comportino il rischio di conseguenze di eccezionale gravità per la persona richiesta.

  • Articolo 706 Codice di Procedura Penale: Ricorso per cassazione

    Articolo 706 Codice di Procedura Penale: Ricorso per cassazione

    Art. 706 c.p.p. – Ricorso per cassazione

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Ricorso per cassazione

    1. Contro la sentenza della corte di appello può essere proposto ricorso per cassazione, anche per il merito, dalla persona interessata, dal suo difensore, dal procuratore generale e dal rappresentante dello stato richiedente. La corte decide entro sei mesi dal ricevimento del ricorso.

    2. Nel giudizio davanti alla corte di cassazione si applicano le disposizioni dell’articolo 704.

  • Articolo 711 Codice di Procedura Penale: Riestradizione

    Articolo 711 Codice di Procedura Penale: Riestradizione

    Art. 711 c.p.p. – Riestradizione

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Riestradizione

    1. Le disposizioni dell’articolo 710 si applicano anche nel caso in cui lo stato al quale la persona è stata consegnata domanda il consenso alla riestradizione della stessa persona verso un altro stato.

  • Articolo 712 Codice di Procedura Penale: Transito

    Articolo 712 Codice di Procedura Penale: Transito

    Art. 712 c.p.p. – Transito

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Transito

    1. Quando l’estradizione di una persona da uno Stato terzo a un altro richiede il transito sul territorio italiano, il Ministro della giustizia lo autorizza, su domanda dello Stato richiedente l’estradizione, salvo che il transito non comprometta la sovranità, la sicurezza o altri interessi essenziali dello Stato.

    2. Il transito non può essere autorizzato:

    a) se l’estradizione è stata concessa per fatti non previsti come reati dalla legge italiana;

    b) se ricorre taluna delle ipotesi previste dall’articolo 698;

    c) se si tratta di un cittadino italiano e la sua estradizione allo stato che ha richiesto il transito non potrebbe essere concessa.

    3. Se la persona estradata non ha consentito al transito con dichiarazione resa davanti all’autorità giudiziaria dello Stato che ha concesso l’estradizione, l’autorizzazione è data previa decisione della corte di appello di Roma, resa in camera di consiglio.

    4. L’autorizzazione non è richiesta quando il transito avviene per via aerea e non è previsto lo scalo nel territorio dello Stato.

    Tuttavia, se lo scalo si verifica, si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni dei commi precedenti e quelle della sezione II del presente capo.

  • Art. 715 c.p.p.: Applicazione provvisoria di misure cautelari

    Art. 715 c.p.p.: Applicazione provvisoria di misure cautelari

    Art. 715 c.p.p. – Applicazione provvisoria di misure cautelari

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Applicazione provvisoria di misure cautelari

    1. Su domanda dello stato estero e a richiesta motivata del Ministro della giustizia , la corte di appello può disporre, in via provvisoria, una misura coercitiva prima che la domanda di estradizione sia pervenuta.

    2. La misura può essere disposta se:

    a) lo stato estero ha dichiarato che nei confronti della persona è stato emesso provvedimento restrittivo della libertà personale ovvero sentenza di condanna a pena detentiva e che intende presentare domanda di estradizione;

    b) lo stato estero ha fornito la descrizione dei fatti, la specificazione del reato e delle pene previste per lo stesso, nonché gli elementi per l’esatta identificazione della persona;

    c) vi è pericolo di fuga.

    3. La competenza a disporre la misura appartiene, nell’ordine, alla corte di appello nel cui distretto la persona ha la residenza, la dimora o il domicilio ovvero alla corte di appello del distretto in cui risulta che la persona si trova. Se la competenza non può essere determinata nei modi così indicati, è competente la corte di appello di Roma.

    4. La corte di appello può altresì disporre il sequestro del corpo del reato e delle cose pertinenti al reato.

    5. Il Ministro della giustizia dà immediata comunicazione allo stato estero dell’applicazione in via provvisoria della misura coercitiva e dell’eventuale sequestro.

    6. Le misure cautelari sono revocate se entro quaranta giorni dalla predetta comunicazione non sono pervenuti al ministero degli affari esteri o a quello della giustizia la domanda di estradizione e i documenti previsti dall’articolo 700.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.