Autore: Andrea Marton

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Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
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Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 572 c.p.p.: Richiesta della parte civile o della persona offesa

    Art. 572 c.p.p.: Richiesta della parte civile o della persona offesa

    Art. 572 c.p.p. – Richiesta della parte civile o della persona offesa

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Richiesta della parte civile o della persona offesa

    1. La parte civile, la persona offesa, anche se non costituita parte civile, e gli enti e le associazioni intervenuti a norma degli articoli 93 e 94, possono presentare richiesta motivata al pubblico ministero di proporre impugnazione a ogni effetto penale.

    2. Il pubblico ministero, quando non propone impugnazione, provvede con decreto motivato da notificare al richiedente.

  • Art. 576 c.p.p.: Impugnazione della parte civile e del querelante

    Art. 576 c.p.p.: Impugnazione della parte civile e del querelante

    Art. 576 c.p.p. – Impugnazione della parte civile e del querelante

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Impugnazione della parte civile e del querelante

    1. La parte civile può proporre impugnazione …

    contro i capi della sentenza di condanna che riguardano l’azione civile e, ai soli effetti della responsabilità civile, contro la sentenza di proscioglimento pronunciata nel giudizio. La parte civile può altresi proporre impugnazione contro la sentenza pronunciata a norma dell’articolo 442, quando ha consentito alla abbreviazione del rito.

    2. Lo stesso diritto compete al querelante condannato a norma dell’articolo 542.

  • Art. 579 c.p.p.: Impugnazione di sentenze che dispongono misure

    Art. 579 c.p.p.: Impugnazione di sentenze che dispongono misure

    Art. 579 c.p.p. – Impugnazione di sentenze che dispongono misure di sicurezza

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Impugnazione di sentenze che dispongono misure di sicurezza

    1. Contro le sentenze di condanna, o di proscioglimento è data impugnazione anche per ciò che concerne le misure di sicurezza, se l’impugnazione è proposta per un altro capo della sentenza che non riguardi esclusivamente gli interessi civili.

    2. L’impugnazione contro le sole disposizioni della sentenza che riguardano le misure di sicurezza è proposta a norma dell’articolo 680 comma 2.

    3. L’impugnazione contro la sola disposizione che riguarda la confisca è proposta con gli stessi mezzi previsti per i capi penali.

  • Art. 583 c.p.p. – Spedizione dell’atto di impugnazione (abrogato)

    Art. 583 c.p.p. – Spedizione dell’atto di impugnazione (abrogato)

    Art. 583 c.p.p. – Spedizione dell’atto di impugnazione

    D.P.R. 22 settembre 1988, n. 447 – Codice di procedura penale

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dal D.Lgs. 10 ottobre 2022, n. 150. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    Le parti e i difensori possono proporre l’impugnazione con telegramma ovvero con atto da trasmettersi a mezzo di raccomandata alla cancelleria indicata nell’articolo 582 comma 1.

    Il pubblico ufficiale addetto allega agli atti la busta contenente l’atto di impugnazione e appone su quest’ultimo l’indicazione del giorno della ricezione e la propria sottoscrizione.

    2. L’impugnazione si considera proposta nella data di spedizione della raccomandata o del telegramma.

    3. Se si tratta di parti private, la sottoscrizione dell’atto deve essere autenticata da un notaio, da altra persona autorizzata o dal difensore

  • Articolo 585 Codice di Procedura Penale: Termini per l’impugnazione

    Articolo 585 Codice di Procedura Penale: Termini per l’impugnazione

    Art. 585 c.p.p. – Termini per l’impugnazione

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Termini per l’impugnazione

    1. Il termine per proporre impugnazione, per ciascuna delle parti, è:

    a) di quindici giorni, per i provvedimenti emessi in seguito a procedimento in camera di consiglio e nel caso previsto dall’articolo 544 comma 1;

    b) di trenta giorni, nel caso previsto dall’articolo 544 comma 2;

    c) di quarantacinque giorni, nel caso previsto dall’articolo 544 comma 3.

    1-bis. I termini previsti dal comma 1 sono aumentati di quindici giorni per l’impugnazione del difensore dell’imputato giudicato in assenza.

    2. I termini previsti dal comma 1 decorrono:

    a) dalla notificazione o comunicazione dell’avviso di deposito del provvedimento emesso in seguito a procedimento in camera di consiglio;

    b) dalla lettura del provvedimento in udienza, quando è redatta anche la motivazione, per tutte le parti che sono state o che debbono considerarsi presenti nel giudizio, anche se non sono presenti alla lettura;

    c) dalla scadenza del termine stabilito dalla legge o determinato dal giudice per il deposito della sentenza ovvero, nel caso previsto dall’articolo 548 comma 2, dal giorno in cui è stata eseguita la notificazione o la comunicazione dell’avviso di deposito;

    d) dal giorno in cui è stata eseguita la comunicazione dell’avviso di deposito con l’estratto del provvedimento, per il procuratore generale presso la corte di appello rispetto ai provvedimenti emessi in udienza da qualsiasi giudice della sua circoscrizione diverso dalla corte di appello.

    3. Quando la decorrenza è diversa per l’imputato e per il suo difensore, opera per entrambi il termine che scade per ultimo.

    4. Fino a quindici giorni prima dell’udienza possono essere presentati nella cancelleria del giudice della impugnazione motivi nuovi , con le forme previste dall’articolo 582 .

    L’inammissibilità dell’impugnazione si estende ai motivi nuovi.

    5. I termini previsti dal presente articolo sono stabiliti a pena di decadenza.

  • Art. 592 c.p.p.: Condanna alle spese nei giudizi di impugnazione

    Art. 592 c.p.p.: Condanna alle spese nei giudizi di impugnazione

    Art. 592 c.p.p. – Condanna alle spese nei giudizi di impugnazione

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Condanna alle spese nei giudizi di impugnazione

    1. Con il provvedimento che rigetta o dichiara inammissibile l’impugnazione, la parte privata che l’ha proposta è condannata alle spese del procedimento.

    2. I coimputati che hanno partecipato al giudizio a norma dell’articolo 587 sono condannati alle spese in solido con l’imputato che ha proposto l’impugnazione.

    3. L’imputato che nel giudizio di impugnazione riporta condanna penale è condannato alle spese dei precedenti giudizi, anche se in questi sia stato prosciolto.

    4. Nei giudizi di impugnazione per i soli interessi civili, la parte privata soccombente è condannata alle spese.

  • Articolo 595 Codice di Procedura Penale: Appello incidentale

    Articolo 595 Codice di Procedura Penale: Appello incidentale

    Art. 595 c.p.p. – Appello incidentale

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Appello incidentale

    1. L’imputato che non ha proposto impugnazione può proporre appello incidentale entro quindici giorni da quello in cui ha ricevuto la notificazione prevista dall’articolo 584.

    2. L’appello incidentale è proposto, presentato e notificato a norma degli articoli 581, 582 …

    e 584.

    3. Entro quindici giorni dalla notificazione dell’impugnazione presentata dalle altre parti, l’imputato può presentare al giudice, mediante deposito in cancelleria, memorie o richieste scritte.

    4. L’appello incidentale perde efficacia in caso di inammissibilità dell’appello principale o di rinuncia allo stesso.

  • Articolo 596 Codice di Procedura Penale: Giudice competente

    Articolo 596 Codice di Procedura Penale: Giudice competente

    Art. 596 c.p.p. – Giudice competente

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Giudice competente

    1. Sull’appello proposto contro le sentenze pronunciate dal tribunale decide la corte di appello.

    2. Sull’appello proposto contro le sentenze della corte di assise decide la corte di assise di appello.

    3. Salvo quanto previsto dall’articolo 428, sull’appello contro le sentenze pronunciate dal giudice per le indagini preliminari, decidono, rispettivamente, la corte di appello e la corte di assise di appello, a seconda che si tratti di reato di competenza del tribunale o della corte di assise.90a

  • Art. 597 c.p.p.: Cognizione del giudice di appello

    Art. 597 c.p.p.: Cognizione del giudice di appello

    Art. 597 c.p.p. – Cognizione del giudice di appello

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Cognizione del giudice di appello

    1. L’appello attribuisce al giudice di secondo grado la cognizione del procedimento limitatamente ai punti della decisione ai quali si riferiscono i motivi proposti.

    2. Quando appellante è il pubblico ministero:

    a) se l’appello riguarda una sentenza di condanna, il giudice può, entro i limiti della competenza del giudice di primo grado, dare al fatto una definizione giuridica più grave, mutare la specie o aumentare la quantità della pena, revocare benefici, applicare, quando occorre, misure di sicurezza e adottare ogni altro provvedimento imposto o consentito dalla legge;

    b) se l’appello riguarda una sentenza di proscioglimento, il giudice può pronunciare condanna ed emettere i provvedimenti indicati nella lettera a) ovvero prosciogliere per una causa diversa da quella enunciata nella sentenza appellata;

    c) se conferma la sentenza di primo grado, il giudice può applicare, modificare o escludere, nei casi determinati dalla legge, le pene accessorie e le misure di sicurezza.

    3. Quando appellante è il solo imputato, il giudice non può irrogare una pena più grave per specie o quantità, applicare una misura di sicurezza nuova o più grave, prosciogliere l’imputato per una causa meno favorevole di quella enunciata nella sentenza appellata né revocare benefici, salva la facoltà, entro i limiti indicati nel comma 1, di dare al fatto una definizione giuridica più grave, purché non venga superata la competenza del giudice di primo grado.

    4. In ogni caso, se è accolto l’appello dell’imputato relativo a circostanze o a reati concorrenti, anche se unificati per la continuazione, la pena complessiva irrogata è corrispondentemente diminuita.

    5. Con la sentenza possono essere applicate anche di ufficio la sospensione condizionale della pena, la non menzione della condanna nel certificato del casellario giudiziale e una o più circostanze attenuanti; può essere altresì effettuato, quando occorre, il giudizio di comparazione a norma dell’articolo 69 del codice penale.

  • Art. 599 c.p.p.: Decisioni in Camera di consiglio

    Art. 599 c.p.p.: Decisioni in Camera di consiglio

    Art. 599 c.p.p. – Decisioni in camera di consiglio con la partecipazione delle parti

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Decisioni in camera di consiglio con la partecipazione delle parti

    1. Quando dispone che l’udienza si svolga con la partecipazione delle parti, la corte provvede con le forme previste dall’articolo 127, oltre che nei casi particolarmente previsti dalla legge, quando l’appello ha ad oggetto una sentenza pronunciata a norma dell’articolo 442 o quando ha esclusivamente per oggetto la specie o la misura della pena, anche con riferimento al giudizio di comparazione fra circostanze, o l’applicabilità delle circostanze attenuanti generiche, di pene sostitutive, della sospensione della pena o della non menzione della condanna nel certificato del casellario giudiziale .

    2. L’udienza è rinviata se sussiste un legittimo impedimento dell’imputato che ha manifestato la volontà di comparire.

    3. Nel caso di rinnovazione dell’istruzione dibattimentale, il giudice assume le prove in camera di consiglio, a norma dell’articolo 603, con la necessaria partecipazione del pubblico ministero e dei difensori. Se questi non sono presenti quando è disposta la rinnovazione, il giudice fissa una nuova udienza e dispone che copia del provvedimento sia comunicata al pubblico ministero e notificata ai difensori.

    4. COMMA ABROGATO DAL D.L. 23 MAGGIO 2008 N. 92 CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 24 LUGLIO 2008, N. 125.

    5. COMMA ABROGATO DAL D.L. 23 MAGGIO 2008 N. 92 CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 24 LUGLIO 2008, N. 125.

  • Art. 600 c.p.p.: Provvedimenti in ordine all’esecuzione delle condanne civili

    Art. 600 c.p.p.: Provvedimenti in ordine all’esecuzione delle condanne civili

    Art. 600 c.p.p. – Provvedimenti in ordine all’esecuzione delle condanne civili

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Provvedimenti in ordine all’esecuzione delle condanne civili

    1. Se il giudice di primo grado ha omesso di pronunciare sulla richiesta di provvisoria esecuzione proposta a norma dell’articolo 540 comma 1 ovvero l’ha rigettata, la parte civile può riproporla mediante impugnazione della sentenza di primo grado al giudice di appello il quale, a richiesta della parte, provvede con ordinanza in camera di consiglio.

    2. Il responsabile civile e l’imputato possono chiedere con le stesse forme la revoca o la sospensione della provvisoria esecuzione.

    3. Su richiesta delle stesse parti, il giudice di appello può disporre, con le forme previste dal comma 1, che sia sospesa l’esecuzione della condanna al pagamento della provvisionale quando possa derivarne grave e irreparabile danno.

    Spiegazione

    Se il giudice di primo grado ha omesso di pronunciarsi sulla provvisoria esecuzione delle condanne civili, vi può provvedere il giudice dell’impugnazione, su richiesta della parte civile.

    Come funziona e quando si applica

    La norma completa la disciplina dell’art. 540 c.p.p., consentendo in appello di ottenere – o di sospendere – la provvisoria esecutività delle statuizioni civili contenute nella sentenza penale.

    Esempio pratico

    Il tribunale ha condannato l’imputato al risarcimento ma non ha deciso sulla provvisoria esecuzione: la parte civile può chiederla alla corte d’appello.

    Domande frequenti

    Cosa si fa se il giudice non si pronuncia sulla provvisoria esecuzione civile?

    La parte civile può rivolgersi al giudice dell’impugnazione, che provvede ai sensi dell’art. 600 c.p.p.

    Norme collegate

    Spiegazione divulgativa a scopo informativo, aggiornata alla normativa vigente; non sostituisce una consulenza legale sul caso concreto.

  • Articolo 601 Codice di Procedura Penale: Atti preliminari al giudizio

    Articolo 601 Codice di Procedura Penale: Atti preliminari al giudizio

    Art. 601 c.p.p. – Atti preliminari al giudizio

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Atti preliminari al giudizio

    1. Fuori dei casi previsti dall’articolo 591, il presidente ordina senza ritardo la citazione dell’imputato appellante; ordina altresì la citazione dell’imputato non appellante se vi è appello del pubblico ministero o se ricorre alcuno dei casi previsti dall’articolo 587.

    2. Quando la corte, anteriormente alla citazione, dispone che l’udienza si svolga con la partecipazione delle parti, ne è fatta menzione nel decreto di citazione. Nello stesso decreto è altresì indicato se l’appello sarà deciso a seguito di udienza pubblica ovvero in camera di consiglio, con le forme previste dall’articolo 127.

    3. Il decreto di citazione per il giudizio di appello contiene i requisiti previsti dall’articolo 429, comma 1, lettere a), d-bis), f), g) , l’avvertimento all’imputato che non comparendo sarà giudicato in assenza nonché l’indicazione del giudice competente e, fuori dal caso previsto dal comma 2, l’avviso che si procederà con udienza in camera di consiglio senza la partecipazione delle parti, salvo che l’appellante o, in ogni caso, l’imputato o il suo difensore chiedano di partecipare nel termine perentorio di quindici giorni dalla notifica del decreto. Il decreto contiene altresì l’avviso che la richiesta di partecipazione può essere presentata dalla parte privata esclusivamente a mezzo del difensore. Il termine per comparire non può essere inferiore a quaranta giorni.

    4. È ordinata in ogni caso la citazione del responsabile civile, della persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria e della parte civile; questa è citata anche quando ha appellato il solo imputato contro una sentenza di proscioglimento.

    5. Almeno quaranta giorni prima della data fissata per il giudizio di appello, è notificato avviso ai difensori. L’avviso è, altresì, comunicato al procuratore generale.

    6. Il decreto di citazione è nullo se l’imputato non è identificato in modo certo , se non contiene l’avvertimento all’imputato che non comparendo sarà giudicato in assenza ovvero se manca o è insufficiente l’indicazione di uno dei requisiti previsti dall’articolo 429 comma 1 lettera f).

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.