Art. 585 c.p.p. – Termini per l’impugnazione
Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)
Termini per l’impugnazione
1. Il termine per proporre impugnazione, per ciascuna delle parti, è:
a) di quindici giorni, per i provvedimenti emessi in seguito a procedimento in camera di consiglio e nel caso previsto dall’articolo 544 comma 1;
b) di trenta giorni, nel caso previsto dall’articolo 544 comma 2;
c) di quarantacinque giorni, nel caso previsto dall’articolo 544 comma 3.
1-bis. I termini previsti dal comma 1 sono aumentati di quindici giorni per l’impugnazione del difensore dell’imputato giudicato in assenza.
2. I termini previsti dal comma 1 decorrono:
a) dalla notificazione o comunicazione dell’avviso di deposito del provvedimento emesso in seguito a procedimento in camera di consiglio;
b) dalla lettura del provvedimento in udienza, quando è redatta anche la motivazione, per tutte le parti che sono state o che debbono considerarsi presenti nel giudizio, anche se non sono presenti alla lettura;
c) dalla scadenza del termine stabilito dalla legge o determinato dal giudice per il deposito della sentenza ovvero, nel caso previsto dall’articolo 548 comma 2, dal giorno in cui è stata eseguita la notificazione o la comunicazione dell’avviso di deposito;
d) dal giorno in cui è stata eseguita la comunicazione dell’avviso di deposito con l’estratto del provvedimento, per il procuratore generale presso la corte di appello rispetto ai provvedimenti emessi in udienza da qualsiasi giudice della sua circoscrizione diverso dalla corte di appello.
3. Quando la decorrenza è diversa per l’imputato e per il suo difensore, opera per entrambi il termine che scade per ultimo.
4. Fino a quindici giorni prima dell’udienza possono essere presentati nella cancelleria del giudice della impugnazione motivi nuovi , con le forme previste dall’articolo 582 .
L’inammissibilità dell’impugnazione si estende ai motivi nuovi.
5. I termini previsti dal presente articolo sono stabiliti a pena di decadenza.
Spiegazione
Se il giudice di primo grado ha omesso di pronunciarsi sulla provvisoria esecuzione delle condanne civili, vi può provvedere il giudice dell’impugnazione, su richiesta della parte civile.
Come funziona e quando si applica
La norma completa la disciplina dell’art. 540 c.p.p., consentendo in appello di ottenere – o di sospendere – la provvisoria esecutività delle statuizioni civili contenute nella sentenza penale.
Esempio pratico
Il tribunale ha condannato l’imputato al risarcimento ma non ha deciso sulla provvisoria esecuzione: la parte civile può chiederla alla corte d’appello.
Domande frequenti
Cosa si fa se il giudice non si pronuncia sulla provvisoria esecuzione civile?
La parte civile può rivolgersi al giudice dell’impugnazione, che provvede ai sensi dell’art. 600 c.p.p.
Norme collegate
Spiegazione divulgativa a scopo informativo, aggiornata alla normativa vigente; non sostituisce una consulenza legale sul caso concreto.