Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 150 D.Lgs. 196/2003 – Provvedimenti a seguito del ricorso

    Art. 150 Codice Privacy

    Articolo abrogato dal D.Lgs. 10 agosto 2018, n. 101. Fonte: Normattiva.

  • Art. 146 D.Lgs. 196/2003 – Interpello preventivo

    Art. 146 Codice Privacy

    Articolo abrogato dal D.Lgs. 10 agosto 2018, n. 101. Fonte: Normattiva.

  • Art. 144 D.Lgs. 196/2003 – Segnalazioni

    Art. 144 Codice Privacy – Segnalazioni

    Testo vigente (aggiornato da Normattiva)

    .

    1.

    Chiunque può rivolgere una segnalazione che il Garante può valutare anche ai fini dell’emanazione dei provvedimenti di cui all’articolo 58 del Regolamento.

    2.

    I provvedimenti del Garante di cui all’articolo 58 del Regolamento possono essere adottati anche d’ufficio.

    Articolo in vigore. Su Normattiva questo articolo non risulta abrogato: la scheda lo indicava erroneamente come non più vigente ed è stata corretta il 15 settembre 2026.

  • CCNL Grande Distribuzione (Federdistribuzione): welfare e sanità integrativa

    CCNL Grande Distribuzione (Federdistribuzione)

    Welfare e sanità integrativa nel CCNL della Grande Distribuzione Organizzata

    Cassieri, addetti vendita e magazzinieri della GDO hanno accesso a un sistema di welfare contrattuale strutturato su tre livelli: sanità integrativa (Fondo EST o Cassa QuAS), previdenza complementare (Fon.Te) ed ente bilaterale di settore. Una guida pratica per capire cosa spetta, a chi e come attivare le prestazioni.

    In sintesi

    Il CCNL Federdistribuzione affida la sanità integrativa al Fondo EST per i lavoratori non quadri a tempo indeterminato (10 € a carico dell’azienda più 3 € dal 1° aprile 2025, 2 € a carico del lavoratore, art. 19) e alla Cassa QuAS per i quadri (art. 20). La previdenza complementare di settore fa capo a Fon.Te. (art. 95). L’ente bilaterale nazionale è E.Bi.Di.M. (artt. 17-18).

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Federdistribuzione · Filcams-Cgil · Fisascat-Cisl · Uiltucs-Uil
    Ultimo rinnovo
    23 aprile 2024
    Vigenza
    1° aprile 2023 – 31 marzo 2027
    Fondo sanitario (non quadri)
    Fondo EST
    Fondo sanitario (quadri)
    Cassa QuAS
    Previdenza complementare
    Fon.Te
    Ente bilaterale nazionale
    E.Bi.Di.M. (artt. 17-18)
    Fonte
    Artt. 16-20, 49-50 e 94-96 del testo unico CCNL DMO del 29/9/2025

    Il sistema di welfare nel CCNL DMO: una mappa

    Il welfare contrattuale nella grande distribuzione organizzata si articola in quattro pilastri distinti, ciascuno gestito da un ente paritetico autonomo:

    1. Sanità integrativa: copre le spese mediche e sanitarie non interamente rimborsate dal SSN. Strumento principale: il Fondo EST per lavoratori non quadri, la Cassa QuAS per i quadri. L’iscrizione è prevista dal contratto e finanziata da contributi obbligatori (artt. 19 e 20).
    2. Previdenza complementare: permette di accumulare un capitale pensionistico aggiuntivo al sistema pubblico INPS. Strumento di settore: Fon.Te. L’adesione è volontaria, ma il lavoratore che aderisce ha diritto al contributo aggiuntivo del datore.
    3. Bilateralità: l’ente bilaterale nazionale E.Bi.Di.M. (art. 17) svolge le funzioni indicate dalle parti in materia di prestazioni e servizi di welfare, occupazione, mercato del lavoro e formazione.
    4. Welfare aziendale: molte imprese della GDO di grandi dimensioni integrano l’offerta contrattuale con piani di welfare aziendali su piattaforma (buoni acquisto, flessibilità, servizi), disciplinati dalla contrattazione di secondo livello o da accordi aziendali.

    Il Fondo EST: la sanità integrativa per i non quadri

    Il Fondo EST — Fondo di assistenza sanitaria integrativa per i lavoratori del Terziario, della Distribuzione e dei Servizi — è l’ente paritetico di riferimento per la sanità integrativa dei lavoratori della GDO non inquadrati come quadri. Le parti gli hanno affidato l’assistenza sanitaria integrativa con l’accordo del 27 novembre 2019 (art. 19); il fondo è disciplinato dallo statuto e dal proprio regolamento.

    Dal 1° gennaio 2020 sono iscritti al Fondo i lavoratori delle aziende che applicano il CCNL assunti a tempo indeterminato, a tempo pieno e parziale, esclusi i Quadri (art. 19, c. 2). Il testo unico non prevede l’iscrizione dei contratti a termine. Il finanziamento è di 10,00 euro mensili a carico dell’azienda, più 3,00 euro dal 1° aprile 2025, e di 2,00 euro mensili a carico del lavoratore, per ciascun iscritto; è dovuta inoltre una quota una tantum di 30 euro per lavoratore alla prima iscrizione. L’azienda che omette il versamento deve corrispondere al lavoratore un elemento distinto della retribuzione non assorbibile di 16 euro lordi per 14 mensilità, che rientra nella retribuzione di fatto (art. 19, c. 7).

    Il CCNL non elenca le prestazioni del Fondo EST: il catalogo, i massimali e le franchigie sono nel piano sanitario e nel regolamento del fondo, che vengono aggiornati periodicamente. Per il dettaglio consulta il sito del Fondo EST o l’area riservata dell’iscritto.

    • Gli apprendisti possono essere iscritti al Fondo (art. 49).

    La Cassa QuAS per i quadri

    I lavoratori con qualifica di Quadro non aderiscono al Fondo EST bensì alla Cassa QuAS (Cassa di Assistenza Sanitaria Quadri), a cui le parti hanno affidato l’assistenza sanitaria integrativa dei Quadri con l’accordo del 27 novembre 2019 (art. 20).

    Dal 1° gennaio 2020 i Quadri sono iscritti alla Cassa. Il contributo obbligatorio è di 350 euro annui a carico del datore e di 56 euro a carico del lavoratore, con un aumento di 20 euro a carico del datore dal 1° gennaio 2025 e di altri 20 euro dal 1° gennaio 2026; è previsto anche un contributo una tantum all’iscrizione. Se l’azienda omette il versamento deve corrispondere al lavoratore un elemento distinto della retribuzione non assorbibile di 37 euro lordi per 14 mensilità (art. 20).

    Fon.Te: la previdenza complementare di settore

    Fon.Te è il fondo pensione complementare negoziale per i lavoratori del Terziario, della Distribuzione e dei Servizi. È un fondo a contribuzione definita, iscritto all’albo dei fondi pensione vigilati dalla COVIP.

    L’adesione è volontaria: il lavoratore sceglie se aderire. Per gli iscritti il CCNL (art. 95) fissa il contributo massimo a carico del datore all’1,55% della retribuzione utile per il TFR e il contributo minimo a carico del lavoratore allo 0,55%, compresa una quota associativa che dal 2011 è di 22 euro annui.

    Il sistema contributivo di Fon.Te prevede tre flussi:

    • TFR: la quota che il lavoratore sceglie di destinare al fondo in sostituzione dell’accantonamento ordinario;
    • Contributo del lavoratore: almeno lo 0,55% della retribuzione utile per il TFR;
    • Contributo del datore di lavoro: l’1,55% della retribuzione utile per il TFR per ogni lavoratore iscritto (art. 95), che il lavoratore non riceve se non aderisce.

    Fon.Te offre diverse linee di investimento (dal profilo garantito a quello azionario) tra cui il lavoratore può scegliere in base al proprio orizzonte temporale e alla propensione al rischio. I contributi versati sono deducibili fiscalmente entro i limiti previsti dall’art. 8 del d.lgs. 252/2005 (fino a 5.164,57 euro annui).

    L’ente bilaterale di settore: E.Bi.Di.M.

    Il sistema bilaterale della distribuzione fa capo a un ente nazionale:

    • E.Bi.Di.M. (Ente Bilaterale per il settore della Distribuzione Moderna Organizzata): costituito dalle parti con il suo statuto allegato al CCNL (allegato 2), svolge le funzioni di prestazioni e servizi welfare, occupazione, mercato del lavoro e formazione (art. 17). Le aziende gli comunicano ogni semestre i contratti a termine e in somministrazione (art. 69).

    Sulle prestazioni:

    • Le prestazioni concrete sono definite dal regolamento dell’ente: il testo unico non le elenca.

    Il contributo all’ente è dello 0,10% a carico dell’azienda e dello 0,05% a carico del lavoratore, su paga base e contingenza per quattordici mensilità (art. 18). L’azienda che omette il versamento deve corrispondere al lavoratore un elemento distinto della retribuzione non assorbibile pari allo 0,30% di paga base e contingenza, per 14 mensilità. Per gli aspetti della bilateralità il contratto vale per tutte le imprese che lo applicano, anche non aderenti all’associazione (art. 16, c. 2).

    Tabella riepilogativa

    Welfare e sanità integrativa – CCNL DMO Federdistribuzione
    Strumento Destinatari Prestazione principale Obbligatorieto/Facoltativo
    Fondo EST Lavoratori non quadri assunti a tempo indeterminato, a tempo pieno e parziale Assistenza sanitaria integrativa (catalogo nel regolamento del fondo) Obbligatorio: 10 + 3 euro/mese a carico dell’azienda, 2 euro/mese a carico del lavoratore
    Cassa QuAS Quadri Assistenza sanitaria integrativa (regolamento della Cassa) Obbligatorio: 350 euro/anno (+20 dal 2025, +20 dal 2026) a carico del datore, 56 euro/anno a carico del lavoratore
    Fon.Te Lavoratori del CCNL DMO Pensione complementare (TFR + contributo lavoratore + contributo datore) Volontario; datore fino all’1,55%, lavoratore almeno lo 0,55%
    E.Bi.Di.M. Aziende e lavoratori del CCNL DMO Welfare, occupazione, mercato del lavoro, formazione Obbligatorio: 0,10% azienda e 0,05% lavoratore su paga base e contingenza

    Fonte: artt. 16-20, 95 del Testo unico CCNL DMO del 29 settembre 2025. Prestazioni e massimali di fondi ed enti sono nei loro regolamenti, non nel CCNL: per i valori aggiornati consulta i siti di Fondo EST, Cassa QuAS, Fon.Te ed E.Bi.Di.M.

    Come attivare le prestazioni: istruzioni operative

    La catena di attivazione delle prestazioni è la seguente:

    1. Iscrizione agli enti obbligatori: il datore di lavoro effettua l’iscrizione al Fondo EST (o QuAS) e versa i contributi all’ente bilaterale. Il lavoratore riceve comunicazione dell’iscrizione e può verificare il proprio stato tramite il portale dell’ente;
    2. Accesso alle prestazioni sanitarie: per le prestazioni EST o QuAS è necessario compilare il modulo di richiesta rimborso (online o cartaceo) allegando la documentazione medica e fiscale. Alcune prestazioni richiedono autorizzazione preventiva;
    3. Adesione a Fon.Te: il lavoratore interessato compila il modulo di adesione disponibile sul sito di Fon.Te o presso le sedi sindacali. Indica la linea di investimento prescelta e la quota di contribuzione volontaria aggiuntiva (se superiore al minimo contrattuale);
    4. Richiesta all’ente bilaterale: le modalità sono quelle del regolamento di E.Bi.Di.M.; le sigle sindacali firmatarie offrono assistenza nelle pratiche.

    Casi pratici

    Tizio — Addetto vendita: rimborso visita specialistica tramite EST
    Tizio è addetto alle casse in un ipermercato, assunto a tempo indeterminato al IV livello CCNL DMO ed è quindi iscritto al Fondo EST (10 + 3 euro a carico dell’azienda, 2 euro a suo carico ogni mese). Deve effettuare una visita ortopedica privata e una radiografia: spesa totale 180 euro. Accede all’area riservata del fondo, carica la documentazione e chiede il rimborso secondo il piano sanitario in vigore; quota rimborsabile e franchigie sono quelle del regolamento del fondo.
    Caia — Part-time: adesione a Fon.Te e contributo datoriale
    Caia lavora part-time (20 ore settimanali) in un supermercato, III livello CCNL DMO. Decide di aderire a Fon.Te destinando la propria quota di TFR futuro al fondo. Sceglie una linea di investimento e versa il contributo minimo dello 0,55% previsto dal CCNL (art. 95). Il datore, per effetto dell’adesione, versa il contributo contrattuale fino all’1,55%. Caia ha ora tre flussi che affluiscono al fondo: TFR futuro, suo contributo, contributo datore. Alla pensione avrà la rendita pubblica INPS più la rendita Fon.Te.
    Sempronio — Lavoratore a termine: niente Fondo EST
    Sempronio è magazziniere assunto a tempo determinato per 8 mesi. L’art. 19 iscrive al Fondo EST solo i lavoratori a tempo indeterminato: salvo un accordo aziendale più favorevole, Sempronio non è iscritto. Se viene stabilizzato, dall’assunzione a tempo indeterminato scatta l’iscrizione e l’obbligo di versamento del datore. Per eventuali prestazioni dell’ente bilaterale si rivolge al sindacato, perché il CCNL non ne elenca il catalogo.

    Domande frequenti

    A quale fondo sanitario integrativo aderisce il CCNL Federdistribuzione?
    Il CCNL DMO prevede l’iscrizione al Fondo EST per i lavoratori non quadri assunti a tempo indeterminato (art. 19), con 10 euro più 3 euro dal 1° aprile 2025 a carico dell’azienda e 2 euro a carico del lavoratore ogni mese. I quadri sono iscritti alla Cassa QuAS (art. 20).
    Che prestazioni copre il Fondo EST?
    Il CCNL non le elenca: il catalogo, i massimali e le franchigie sono nel piano sanitario e nel regolamento del fondo, aggiornati periodicamente. Consulta il sito del Fondo EST o l’area riservata per il piano in vigore.
    Cos’è Fon.Te e chi può aderirvi?
    Fon.Te è il fondo nazionale pensione complementare per i lavoratori del Terziario, della Distribuzione e dei Servizi. Possono aderire i lavoratori del CCNL DMO, apprendisti compresi (art. 50). Per gli iscritti il contributo del datore arriva fino all’1,55% della retribuzione utile per il TFR e quello minimo del lavoratore è lo 0,55% (art. 95).
    Cosa succede al TFR se il lavoratore aderisce a Fon.Te?
    Il lavoratore che aderisce a Fon.Te destina il proprio TFR futuro al fondo. I montanti accumulati (TFR + contributo lavoratore + contributo datore) sono investiti secondo il profilo scelto dall’iscritto e saranno erogati come rendita integrativa alla pensione.
    L’ente bilaterale cosa fa per i lavoratori della GDO?
    L’ente bilaterale nazionale E.Bi.Di.M. svolge funzioni di prestazioni e servizi welfare, occupazione, mercato del lavoro e formazione (art. 17), finanziato dallo 0,10% a carico dell’azienda e dallo 0,05% a carico del lavoratore su paga base e contingenza (art. 18). Le prestazioni specifiche sono nel regolamento dell’ente.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2024-2027, come darle, preavviso e telematiche, preavviso e licenziamento, ferie, permessi e ROL, maternità e congedi parentali e tredicesima, quattordicesima e premi.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL della Distribuzione Moderna Organizzata sottoscritto il 23 aprile 2024 da Federdistribuzione, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil. Per accedere alle prestazioni sanitarie o previdenziali, contattare direttamente il Fondo EST, la Cassa QuAS, Fon.Te o E.Bi.Di.M. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria (Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil) o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 140-bis D.Lgs. 196/2003 – Forme alternative di tutela

    Art. 140-bis Codice Privacy – Forme alternative di tutela

    Testo vigente (aggiornato da Normattiva)

    .

    1.

    Qualora ritenga che i diritti di cui gode sulla base della normativa in materia di protezione dei dati personali siano stati violati, l’interessato può proporre reclamo al Garante o ricorso dinanzi all’autorità giudiziaria.

    2.

    Il reclamo al Garante non può essere proposto se, per il medesimo oggetto e tra le stesse parti, è stata già adita l’autorità giudiziaria.

    3.

    La presentazione del reclamo al Garante rende improponibile un’ulteriore domanda dinanzi all’autorità giudiziaria tra le stesse parti e per il medesimo oggetto, salvo quanto previsto dall’ articolo 10, comma 4, del decreto legislativo 1° settembre 2011, n. 150 .

    Articolo in vigore. Su Normattiva questo articolo non risulta abrogato: la scheda lo indicava erroneamente come non più vigente ed è stata corretta il 15 settembre 2026.

  • Art. 16 TUPI: Funzioni dei dirigenti di uffici dirigenziali generali

    Art. 16 TUPI: Funzioni dei dirigenti di uffici dirigenziali generali

    Testo vigente verificato su Normattiva. Scheda in arricchimento editoriale.

    Funzioni dei dirigenti di uffici dirigenziali generali ( Art.16 del d.lgs n.29 del 1993 , come sostituito prima dall' art.9 del d.lgs n.546 del 1993 e poi dall' art.11 del d.lgs n. 80 del 1998 e successivamente modificato dall' art.4 del d.lgs n.387 del 1998 ) 1.

    I dirigenti di uffici dirigenziali generali, comunque denominati, nell'ambito di quanto stabilito dall'articolo 4 esercitano, fra gli altri, i seguenti compiti e poteri: a) formulano proposte ed esprimono pareri al Ministro, nelle materie di sua competenza; a-bis) propongono le risorse e i profili professionali necessari allo svolgimento dei compiti dell'ufficio cui sono preposti anche al fine dell'elaborazione del documento di programmazione triennale del fabbisogno di personale di cui all'articolo 6, comma 4; b) curano l'attuazione dei piani, programmi e direttive generali definite dal Ministro e attribuiscono ai dirigenti gli incarichi e la responsabilità di specifici progetti e gestioni; definiscono gli obiettivi che i dirigenti devono perseguire e attribuiscono le conseguenti risorse umane, finanziarie e materiali; c) adottano gli atti relativi all'organizzazione degli uffici di livello dirigenziale non generale; d) adottano gli atti e i provvedimenti amministrativi ed esercitano i poteri di spesa e quelli di acquisizione delle entrate rientranti nella competenza dei propri uffici, salvo quelli delegati ai dirigenti; d-bis) adottano i provvedimenti previsti dall' articolo 17, comma 2, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 , e successive modificazioni; e) dirigono, coordinano e controllano l'attività dei dirigenti e dei responsabili dei procedimenti amministrativi, anche con potere sostitutivo in caso di inerzia, e propongono l'adozione, nei confronti dei dirigenti, delle misure previste dall'articolo 21; f) promuovono e resistono alle liti ed hanno il potere di conciliare e di transigere, fermo restando quanto disposto dall' articolo 12, comma 1, della legge 3 aprile 1979, n.103 ; g) richiedono direttamente pareri agli organi consultivi dell'amministrazione e rispondono ai rilievi degli organi di controllo sugli atti di competenza; h) svolgono le attività di organizzazione e gestione del personale e di gestione dei rapporti sindacali e di lavoro; i) decidono sui ricorsi gerarchici contro gli atti e i provvedimenti amministrativi non definitivi dei dirigenti; l) curano i rapporti con gli uffici dell'Unione europea e degli organismi internazionali nelle materie di competenza secondo le specifiche direttive dell'organo di direzione politica, semprechè tali rapporti non siano espressamente affidati ad apposito ufficio o organo. l-bis) concorrono alla definizione di misure idonee a prevenire e contrastare i fenomeni di corruzione e a controllarne il rispetto da parte dei dipendenti dell'ufficio cui sono preposti. l-ter) forniscono le informazioni richieste dal soggetto competente per l'individuazione delle attività nell'ambito delle quali è più elevato il rischio corruzione e formulano specifiche proposte volte alla prevenzione del rischio medesimo. l-quater) provvedono al monitoraggio delle attività nell'ambito delle quali è più elevato il rischio corruzione svolte nell'ufficio a cui sono preposti, disponendo, con provvedimento motivato, la rotazione del personale nei casi di avvio di procedimenti penali o disciplinari per condotte di natura corruttiva.

    I dirigenti di uffici dirigenziali generali riferiscono al Ministro sull'attività da essi svolta correntemente e in tutti i casi in cui il Ministro lo richieda o lo ritenga opportuno.

    L'esercizio dei compiti e dei poteri di cui al comma 1 può essere conferito anche a dirigenti preposti a strutture organizzative comuni a più amministrazioni pubbliche, ovvero alla attuazione di particolari programmi, progetti e gestioni.

    Gli atti e i provvedimenti adottati dai dirigenti preposti al vertice dell'amministrazione e dai dirigenti di uffici dirigenziali generali di cui al presente articolo non sono suscettibili di ricorso gerarchico.

    Gli ordinamenti delle amministrazioni pubbliche al cui vertice è preposto un segretario generale, capo dipartimento o altro dirigente comunque denominato, con funzione di coordinamento di uffici dirigenziali di livello generale, ne definiscono i compiti ed i poteri.

    Fonte: Normattiva.it.

  • Art. 145 TUEL – Gestione straordinaria

    Art. 145 TUEL – Articolo 145

    D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 – testo aggiornato

    1. Quando in relazione alle situazioni indicate nel comma 1 dell’articolo 143 sussiste la necessità di assicurare il regolare funzionamento dei servizi degli enti nei cui confronti è stato disposto lo scioglimento, il prefetto, su richiesta della commissione straordinaria di cui al comma 1 dell’articolo 144, può disporre, anche in deroga alle norme vigenti, l’assegnazione in via temporanea, in posizione di comando o distacco, di personale amministrativo e tecnico di amministrazioni ed enti pubblici, previa intesa con gli stessi, ove occorra anche in posizione di sovraordinazione. Al personale assegnato spetta un compenso mensile lordo proporzionato alle prestazioni da rendere, stabilito dal prefetto in misura non superiore al 50 per cento del compenso spettante a ciascuno dei componenti della commissione straordinaria, nonché, ove dovuto, il trattamento economico di missione stabilito dalla legge per i dipendenti dello Stato in relazione alla qualifica funzionale posseduta nell’amministrazione di appartenenza. Tali competenze sono a carico dello Stato e sono corrisposte dalla prefettura, sulla base di idonea documentazione giustificativa, sugli accreditamenti emessi, in deroga alle vigenti disposizioni di legge, dal Ministero dell’interno. La prefettura, in caso di ritardo nell’emissione degli accreditamenti è autorizzata a prelevare le somme occorrenti sui fondi in genere della contabilità speciale. Per il personale non dipendente dalle amministrazioni centrali o periferiche dello Stato. la prefettura provvede al rimborso al datore di lavoro dello stipendio lordo, per la parte proporzionalmente corrispondente alla durata delle prestazioni rese. Agli oneri derivanti dalla presente disposizione si provvede con una quota parte del 10 per cento delle somme di denaro confiscate ai sensi della legge 31 maggio 1965, n. 575 , e successive modificazioni, nonché del ricavato delle vendite disposte a norma dell’ articolo 4, commi 4 e 6, del decreto-legge 14 giugno 1989, n. 230 , convertito, con modificazioni dalla legge 4 agosto 1989, n. 282 , relative ai beni mobili o immobili ed ai beni costituiti in azienda confiscati ai sensi della medesima legge n. 575 del 1965 . Alla scadenza del periodo di assegnazione, la commissione straordinaria potrà rilasciare, sulla base della valutazione dell’attività prestata dal personale assegnato, apposita certificazione di lodevole servizio che costituisce titolo valutabile ai fini della progressione di carriera e nei concorsi interni e pubblici nelle amministrazioni dello Stato, delle regioni e degli enti locali.

    2. Per far fronte a situazioni di gravi disservizi e per avviare la sollecita realizzazione di opere pubbliche indifferibili, la commissione straordinaria di cui al comma 1 dell’articolo 144, entro il termine di sessanta giorni dall’insediamento, adotta un piano di priorità degli interventi, anche con riferimento a progetti già approvati e non eseguiti. Gli atti relativi devono essere nuovamente approvati dalla commissione straordinaria. La relativa deliberazione, esecutiva a norma di legge, è inviata entro dieci giorni al prefetto il quale, sentito il comitato provinciale della pubblica amministrazione opportunamente integrato con i rappresentanti di uffici tecnici delle amministrazioni statali, regionali o locali, trasmette gli atti all’amministrazione regionale territorialmente competente per il tramite del commissario del Governo, o alla Cassa depositi e prestiti, che provvedono alla dichiarazione di priorità di accesso ai contributi e finanziamenti a carico degli stanziamenti comunque destinati agli investimenti degli enti locali. Le disposizioni del presente comma si applicano ai predetti enti anche in deroga alla disciplina sugli enti locali dissestati, limitatamente agli importi totalmente ammortizzabili con contributi statali o regionali ad essi effettivamente assegnati.

    3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano, a far tempo dalla data di insediamento degli organi e fino alla scadenza del mandato elettivo, anche alle amministrazioni comunali e provinciali, i cui organi siano rinnovati al termine del periodo di scioglimento disposto ai sensi del comma 1 dell’articolo 143.

    4. Nei casi in cui lo scioglimento è disposto anche con riferimento a situazioni di infiltrazione o di condizionamento di tipo mafioso, connesse all’aggiudicazione di appalti di opere o di lavori pubblici o di pubbliche forniture, ovvero l’affidamento in concessione di servizi pubblici locali, la commissione straordinaria di cui al comma 1 dell’articolo 144 procede alle necessarie verifiche con i poteri del collegio degli ispettori di cui all’ articolo 14 del decreto-legge 13 maggio 1991, n. 152 , convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 1991, n. 203 . A conclusione degli accertamenti, la commissione straordinaria adotta tutti i provvedimenti ritenuti necessari e può disporre d’autorità la revoca delle deliberazioni già adottate, in qualunque momento e fase della procedura contrattuale, o la rescissione del contratto già concluso.

    5. Ferme restando le forme di partecipazione popolare previste dagli statuti in attuazione dell’articolo 8, comma 3, la commissione straordinaria di cui al comma 1 dell’articolo 144, allo scopo di acquisire ogni utile elemento di conoscenza e valutazione in ordine a rilevanti questioni di interesse generale si avvale, anche mediante forme di consultazione diretta, dell’apporto di rappresentanti delle forze politiche in ambito locale, dell’Anci, dell’Upi, delle organizzazioni di volontariato e di altri organismi locali particolarmente interessati alle questioni da trattare.

  • Art. 143 TUEL – Scioglimento dei consigli comunali e provinciali conseguente a fenomeni di infiltrazione e di condizionamento di tipo mafioso o similare. Responsabilità dei dirigenti e dipendenti

    Art. 143 TUEL – Articolo 143

    D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 – testo aggiornato

    1. Fuori dai casi previsti dall’articolo 141, i consigli comunali e provinciali sono sciolti quando, anche a seguito di accertamenti effettuati a norma dell’articolo 59, comma 7, emergono concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti diretti o indiretti con la criminalità organizzata di tipo mafioso o similare degli amministratori di cui all’articolo 77, comma 2, ovvero su forme di condizionamento degli stessi, tali da determinare un’alterazione del procedimento di formazione della volontà degli organi elettivi ed amministrativi e da compromettere il buon andamento o l’imparzialità delle amministrazioni comunali e provinciali, nonché il regolare funzionamento dei servizi ad esse affidati, ovvero che risultino tali da arrecare grave e perdurante pregiudizio per lo stato della sicurezza pubblica.

    2. Al fine di verificare la sussistenza degli elementi di cui al comma 1 anche con riferimento al segretario comunale o provinciale, al direttore generale, ai dirigenti ed ai dipendenti dell’ente locale, il prefetto competente per territorio dispone ogni opportuno accertamento, di norma promuovendo l’accesso presso l’ente interessato. In tal caso, il prefetto nomina una commissione d’indagine, composta da tre funzionari della pubblica amministrazione, attraverso la quale esercita i poteri di accesso e di accertamento di cui è titolare per delega del Ministro dell’interno ai sensi dell’ articolo 2, comma 2-quater, del decreto-legge 29 ottobre 1991, n. 345 , convertito, con modificazioni, dalla legge 30 dicembre 1991, n. 410 . Entro tre mesi dalla data di accesso, rinnovabili una volta per un ulteriore periodo massimo di tre mesi, la commissione termina gli accertamenti e rassegna al prefetto le proprie conclusioni.

    3. Entro il termine di quarantacinque giorni dal deposito delle conclusioni della commissione d’indagine, ovvero quando abbia comunque diversamente acquisito gli elementi di cui al comma 1 ovvero in ordine alla sussistenza di forme di condizionamento degli organi amministrativi ed elettivi, il prefetto, sentito il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica integrato con la partecipazione del procuratore della Repubblica competente per territorio, invia al Ministro dell’interno una relazione nella quale si dà conto della eventuale sussistenza degli elementi di cui al comma 1 anche con riferimento al segretario comunale o provinciale, al direttore generale, ai dirigenti e ai dipendenti dell’ente locale. Nella relazione sono, altresì, indicati gli appalti, i contratti e i servizi interessati dai fenomeni di compromissione o interferenza con la criminalità organizzata o comunque connotati da condizionamenti o da una condotta antigiuridica. Nei casi in cui per i fatti oggetto degli accertamenti di cui al presente articolo o per eventi connessi sia pendente procedimento penale, il prefetto può richiedere preventivamente informazioni al procuratore della Repubblica competente, il quale, in deroga all’ articolo 329 del codice di procedura penale , comunica tutte le informazioni che non ritiene debbano rimanere segrete per le esigenze del procedimento. 112

    4. Lo scioglimento di cui al comma 1 è disposto con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell’interno, previa deliberazione del Consiglio dei ministri entro tre mesi dalla trasmissione della relazione di cui al comma 3, ed è immediatamente trasmesso alle Camere. Nella proposta di scioglimento sono indicati in modo analitico le anomalie riscontrate ed i provvedimenti necessari per rimuovere tempestivamente gli effetti più gravi e pregiudizievoli per l’interesse pubblico; la proposta indica, altresì, gli amministratori ritenuti responsabili delle condotte che hanno dato causa allo scioglimento. Lo scioglimento del consiglio comunale o provinciale comporta la cessazione dalla carica di consigliere, di sindaco, di presidente della provincia, di componente delle rispettive giunte e di ogni altro incarico comunque connesso alle cariche ricoperte, anche se diversamente disposto dalle leggi vigenti in materia di ordinamento e funzionamento degli organi predetti. 112

    5. Anche nei casi in cui non sia disposto lo scioglimento, qualora la relazione prefettizia rilevi la sussistenza degli elementi di cui al comma 1 con riferimento al segretario comunale o provinciale, al direttore generale, ai dirigenti o ai dipendenti a qualunque titolo dell’ente locale, con decreto del Ministro dell’interno, su proposta del prefetto, è adottato ogni provvedimento utile a far cessare immediatamente il pregiudizio in atto e ricondurre alla normalità la vita amministrativa dell’ente, ivi inclusa la sospensione dall’impiego del dipendente, ovvero la sua destinazione ad altro ufficio o altra mansione con obbligo di avvio del procedimento disciplinare da parte dell’autorità competente.

    6. A decorrere dalla data di pubblicazione del decreto di scioglimento sono risolti di diritto gli incarichi di cui all’articolo 110, nonché gli incarichi di revisore dei conti e i rapporti di consulenza e di collaborazione coordinata e continuativa che non siano stati rinnovati dalla commissione straordinaria di cui all’articolo 144 entro quarantacinque giorni dal suo insediamento.

    7. Nel caso in cui non sussistano i presupposti per lo scioglimento o l’adozione di altri provvedimenti di cui al comma 5, il Ministro dell’interno, entro tre mesi dalla trasmissione della relazione di cui al comma 3, emana comunque un decreto di conclusione del procedimento in cui dà conto degli esiti dell’attività di accertamento. Le modalità di pubblicazione dei provvedimenti emessi in caso di insussistenza dei presupposti per la proposta di scioglimento sono disciplinate dal Ministro dell’interno con proprio decreto.

    7-bis. Nell’ipotesi di cui al comma 7, qualora dalla relazione del prefetto emergano, riguardo ad uno o più settori amministrativi, situazioni sintomatiche di condotte illecite gravi e reiterate, tali da determinare un’alterazione delle procedure e da compromettere il buon andamento e l’imparzialità delle amministrazioni comunali o provinciali, nonché il regolare funzionamento dei servizi ad esse affidati, il prefetto, sulla base delle risultanze dell’accesso, al fine di far cessare le situazioni riscontrate e di ricondurre alla normalità l’attività amministrativa dell’ente, individua, fatti salvi i profili di rilevanza penale, i prioritari interventi di risanamento indicando gli atti da assumere, con la fissazione di un termine per l’adozione degli stessi, e fornisce ogni utile supporto tecnico-amministrativo a mezzo dei propri uffici. Decorso inutilmente il termine fissato, il prefetto assegna all’ente un ulteriore termine, non superiore a 20 giorni, per la loro adozione, scaduto il quale si sostituisce, mediante commissario ad acta, all’amministrazione inadempiente. Ai relativi oneri gli enti locali provvedono con le risorse disponibili a legislazione vigente sui propri bilanci.

    8. Se dalla relazione prefettizia emergono concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti tra singoli amministratori e la criminalità organizzata di tipo mafioso, il Ministro dell’interno trasmette la relazione di cui al comma 3 all’autorità giudiziaria competente per territorio, ai fini dell’applicazione delle misure di prevenzione previste nei confronti dei soggetti di cui all’ articolo 1 della legge 31 maggio 1965, n. 575 .

    9. Il decreto di scioglimento è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale. Al decreto sono allegate la proposta del Ministro dell’interno e la relazione del prefetto, salvo che il Consiglio dei ministri disponga di mantenere la riservatezza su parti della proposta o della relazione nei casi in cui lo ritenga strettamente necessario.

    10. Il decreto di scioglimento conserva i suoi effetti per un periodo da dodici mesi a diciotto mesi prorogabili fino ad un massimo di ventiquattro mesi in casi eccezionali, dandone comunicazione alle Commissioni parlamentari competenti, al fine di assicurare il regolare funzionamento dei servizi affidati alle amministrazioni, nel rispetto dei principi di imparzialità e di buon andamento dell’azione amministrativa. Le elezioni degli organi sciolti ai sensi del presente articolo si svolgono in occasione del turno annuale ordinario di cui all’ articolo 1 della legge 7 giugno 1991, n. 182 , e successive modificazioni. Nel caso in cui la scadenza della durata dello scioglimento cada nel secondo semestre dell’anno, le elezioni si svolgono in un turno straordinario da tenersi in una domenica compresa tra il 15 ottobre e il 15 dicembre. La data delle elezioni è fissata ai sensi dell’articolo 3 della citata legge n. 182 del 1991 , e successive modificazioni. L’eventuale provvedimento di proroga della durata dello scioglimento è adottato non oltre il cinquantesimo giorno antecedente alla data di scadenza della durata dello scioglimento stesso, osservando le procedure e le modalità stabilite nel comma 4.

    11. Fatta salva ogni altra misura interdittiva ed accessoria eventualmente prevista, gli amministratori responsabili delle condotte che hanno dato causa allo scioglimento di cui al presente articolo non possono essere candidati alle elezioni per la Camera dei deputati, per il Senato della Repubblica e per il Parlamento europeo nonché alle elezioni regionali, provinciali, comunali e circoscrizionali, in relazione ai due turni elettorali successivi allo scioglimento stesso, qualora la loro incandidabilità sia dichiarata con provvedimento definitivo. Ai fini della dichiarazione d’incandidabilità il Ministro dell’interno invia senza ritardo la proposta di scioglimento di cui al comma 4 al tribunale competente per territorio, che valuta la sussistenza degli elementi di cui al comma 1 con riferimento agli amministratori indicati nella proposta stessa. Si applicano, in quanto compatibili, le procedure di cui al libro IV, titolo II, capo VI, del codice di procedura civile .

    12. Quando ricorrono motivi di urgente necessità, il prefetto, in attesa del decreto di scioglimento, sospende gli organi dalla carica ricoperta, nonché da ogni altro incarico ad essa connesso, assicurando la provvisoria amministrazione dell’ente mediante invio di commissari. La sospensione non può eccedere la durata di sessanta giorni e il termine del decreto di cui al comma 10 decorre dalla data del provvedimento di sospensione. 112

    13. Si fa luogo comunque allo scioglimento degli organi, a norma del presente articolo, quando sussistono le condizioni indicate nel comma 1, ancorché ricorrano le situazioni previste dall’articolo 141.

  • Art. 142 TUEL – Rimozione e sospensione di amministratori locali

    Art. 142 TUEL – Articolo 142

    D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 – testo aggiornato

    1. Con decreto del Ministro dell’interno il sindaco, il presidente della provincia, i presidenti dei consorzi e delle comunità montane, i componenti dei consigli e delle giunte, i presidenti dei consigli circoscrizionali possono essere rimossi quando compiano atti contrari alla Costituzione o per gravi e persistenti violazioni di legge o per gravi motivi di ordine pubblico.

    1-bis. Nei territori in cui vige lo stato di emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti dichiarato ai sensi della legge 24 febbraio 1992, n. 225 , in caso di grave inosservanza degli obblighi posti a carico delle province inerenti alla programmazione ed organizzazione del recupero e dello smaltimento dei rifiuti a livello provinciale ed alla individuazione delle zone idonee alla localizzazione degli impianti di recupero e smaltimento dei rifiuti, ovvero in caso di grave inosservanza di specifici obblighi posti a carico dei comuni inerenti alla disciplina delle modalità del servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti urbani, della raccolta differenziata, della promozione del recupero delle diverse frazioni di rifiuti, della raccolta e trasporto dei rifiuti primari di imballaggio ai sensi degli articoli 197 e 198 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 , anche come precisati dalle ordinanze di protezione civile, il Sottosegretario di Stato delegato alla gestione dell’emergenza assegna all’ente interessato un congruo termine perentorio per adottare i provvedimenti dovuti o necessari; decorso inutilmente tale termine, su proposta motivata del medesimo Sottosegretario, con decreto del Ministro dell’interno possono essere rimossi il sindaco, il presidente della provincia o i componenti dei consigli e delle giunte.

    2. In attesa del decreto, il prefetto può sospendere gli amministratori di cui al comma 1 qualora sussistano motivi di grave e urgente necessità.

    3. Sono fatte salve le disposizioni dettate dagli articoli 58 e 59.

  • Art. 141 TUEL – Scioglimento e sospensione dei consigli comunali e provinciali

    Art. 141 TUEL – Articolo 141

    D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 – testo aggiornato

    1. 1. I consigli comunali e provinciali vengono sciolti con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell’interno: a) quando compiano atti contrari alla Costituzione o per gravi e persistenti violazioni di legge, nonché per gravi motivi di ordine pubblico; b) quando non possa essere assicurato il normale funzionamento degli organi e dei servizi per le seguenti cause: 1) impedimento permanente, rimozione, decadenza, decesso del sindaco o del presidente della provincia; 2) dimissioni del sindaco o del presidente della provincia; 3) cessazione dalla carica per dimissioni contestuali, ovvero rese anche con atti separati purché contemporaneamente presentati al protocollo dell’ente, della metà più uno dei membri assegnati, non computando a tal fine il sindaco o il presidente della provincia; 4) riduzione dell’organo assembleare per impossibilità di surroga alla metà dei componenti del consiglio; c) quando non sia approvato nei termini il bilancio. c-bis) nelle ipotesi in cui gli enti territoriali al di sopra dei mille abitanti siano sprovvisti dei relativi strumenti urbanistici generali e non adottino tali strumenti entro diciotto mesi dalla data di elezione degli organi. In questo caso, il decreto di scioglimento del consiglio è adottato su proposta del Ministro dell’interno di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.

    2. Nella ipotesi di cui alla lettera c) del comma 1, trascorso il termine entro il quale il bilancio deve essere approvato senza che sia stato predisposto dalla giunta il relativo schema, l’organo regionale di controllo nomina un commissario affinchè lo predisponga d’ufficio per sottoporlo al consiglio. In tal caso e comunque quando il consiglio non abbia approvato nei termini di legge lo schema di bilancio predisposto dalla giunta, l’organo regionale di controllo assegna al consiglio, con lettera notificata ai singoli consiglieri, un termine non superiore a 20 giorni per la sua approvazione, decorso il quale si sostituisce, mediante apposito commissario, all’amministrazione inadempiente. Del provvedimento sostitutivo è data comunicazione al prefetto che inizia la procedura per lo scioglimento del consiglio.

    2-bis. Nell’ipotesi di cui alla lettera c-bis) del comma 1, trascorso il termine entro il quale gli strumenti urbanistici devono essere adottati, la regione segnala al prefetto gli enti inadempienti. Il prefetto invita gli enti che non abbiano provveduto ad adempiere all’obbligo nel termine di quattro mesi. A tal fine gli enti locali possono attivare gli interventi, anche sostitutivi, previsti dallo statuto secondo criteri di neutralità, di sussidiarietà e di adeguatezza. Decorso infruttuosamente il termine di quattro mesi, il prefetto inizia la procedura per lo scioglimento del consiglio.

    3. Nei casi diversi da quelli previsti dal numero 1) della lettera b) del comma 1, con il decreto di scioglimento si provvede alla nomina di un commissario, che esercita le attribuzioni conferitegli con il decreto stesso.

    4. Il rinnovo del consiglio nelle ipotesi di scioglimento deve coincidere con il primo turno elettorale utile previsto dalla legge.

    5. I consiglieri cessati dalla carica per effetto dello scioglimento continuano ad esercitare, fino alla nomina dei successori, gli incarichi esterni loro eventualmente attribuiti.

    6. Al decreto di scioglimento è allegata la relazione del Ministro contenente i motivi del provvedimento; dell’adozione del decreto di scioglimento è data immediata comunicazione al Parlamento. Il decreto è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

    7. Iniziata la procedura di cui ai commi precedenti ed in attesa del decreto di scioglimento, il prefetto, per motivi di grave e urgente necessità, può sospendere, per un periodo comunque non superiore a novanta giorni, i consigli comunali e provinciali e nominare un commissario per la provvisoria amministrazione dell’ente. 112

    8. Ove non diversamente previsto dalle leggi regionali le disposizioni di cui al presente articolo si applicano, in quanto compatibili, agli altri enti locali di cui all’articolo 2, comma 1 ed ai consorzi tra enti locali. Il relativo provvedimento di scioglimento degli organi comunque denominati degli enti locali di cui al presente comma è disposto con decreto del Ministro dell’interno.

  • Art. 140 TUEL – Norma finale

    Art. 140 TUEL – Articolo 140

    D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 – testo aggiornato

    1. Le disposizioni del presente capo si applicano anche agli altri enti di cui all’articolo 2, compresi i consorzi cui partecipano enti locali, con esclusione di quelli che gestiscono attività aventi rilevanza economica ed imprenditoriale e, ove previsto dallo statuto, dei consorzi per la gestione dei servizi sociali, intendendosi sostituiti alla giunta e al consiglio del comune o della provincia i corrispondenti organi di governo.

  • Art. 138 TUEL – Annullamento straordinario

    Art. 138 TUEL – Articolo 138

    D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 – testo aggiornato

    1. In applicazione dell’ articolo 2, comma 3, lettera p), della legge 23 agosto 1988, n. 400 , il Governo, a tutela dell’unità dell’ordinamento, con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’interno, ha facoltà, in qualunque tempo, di annullare, d’ufficio o su denunzia, sentito il Consiglio di Stato, gli atti degli enti locali viziati da illegittimità.

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