Autore: Andrea Marton

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Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 95 D.Lgs. 150/2022 – Disposizioni transitorie in materia di pene sostitutive delle pene detentive brevi

    Art. 95 D.Lgs. 150/2022 – Disposizioni transitorie in materia di pene sostitutive delle pene detentive brevi

    D.Lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 – testo aggiornato

    1. Le norme previste dal Capo III della legge 24 novembre 1981, n. 689 , se più favorevoli, si applicano anche ai procedimenti penali pendenti in primo grado o in grado di appello al momento dell’entrata in vigore del presente decreto. Il condannato a pena detentiva non superiore a quattro anni, all’esito di un procedimento pendente innanzi la Corte di cassazione all’entrata in vigore del presente decreto, può presentare istanza di applicazione di una delle pene sostitutive di cui al Capo III della legge 24 novembre 1981, n. 689 , al giudice dell’esecuzione, ai sensi dell’ articolo 666 del codice di procedura penale , entro trenta giorni dalla irrevocabilità della sentenza. Nel giudizio di esecuzione si applicano, in quanto compatibili, le norme del Capo III della legge 24 novembre 1981, n. 689 , e del codice di procedura penale relative alle pene sostitutive. In caso di annullamento con rinvio provvede il giudice del rinvio.

    2. Le sanzioni sostitutive della semidetenzione e della libertà controllata, già applicate o in corso di esecuzione al momento dell’entrata in vigore del presente decreto, continuano ad essere disciplinate dalle disposizioni previgenti. Tuttavia, i condannati alla semidetenzione possono chiedere al magistrato di sorveglianza la conversione nella semilibertà sostitutiva.

    3. Sino all’entrata in vigore del decreto ministeriale di cui all’ articolo 56-bis, quarto comma, della legge 24 novembre 1981, n. 689 , si applicano, in quanto compatibili, i decreti del Ministro della giustizia 26 marzo 2001, pubblicato nella Gazzetta ufficiale 5 aprile 2001, n. 80, e 8 giugno 2015, n. 88, pubblicato nella Gazzetta ufficiale 2 luglio 2015, n.

    151. Note all’art. 95: – Per l’ articolo 56-bis della legge 24 novembre 1981, n. 689 , si veda l’articolo 71.

  • Rottamazione quinquies: come si pagano le 54 rate, con esempio di piano

    In sintesi

    • Piano di rimborso fino a 54 rate bimestrali con ultima rata entro il 2035
    • Ogni rata deve rispettare un importo minimo stabilito dall’AdER
    • Si paga solo il capitale; sanzioni, interessi e aggio sono azzerati
    • Il debitore deve rinunciare ai giudizi pendenti per non decadere
    • L’AdER comunica l’ammontare dovuto entro i termini previsti dalla norma

    Cosa prevede la Legge di Bilancio 2026

    I commi 85-97 della L. 199/2025 disciplinano la procedura operativa della rottamazione-quinquies: il debitore versa il solo capitale e le spese di procedura in un massimo di 54 rate bimestrali, con chiusura nel 2035, dopo aver presentato domanda entro i termini fissati dall’Agenzia delle entrate-Riscossione.

    Approfondimento normativo completo: Commi 85-97 LB 2026: procedura operativa rottamazione-quinquies.

    Come funziona il piano di pagamento in 54 rate della rottamazione quinquies

    Il piano di pagamento della rottamazione-quinquies è uno degli elementi più innovativi rispetto alle edizioni precedenti: i commi 85-97 della legge di bilancio 2026 (L. 30 dicembre 2025, n. 199) consentono di spalmare il debito residuo (solo capitale e spese esecutive) su un massimo di 54 rate bimestrali, per una durata complessiva di circa nove anni con chiusura nel 2035. Si tratta del piano di rateazione più lungo mai previsto in una rottamazione, pensato per rendere sostenibile anche posizioni debitorie storicamente elevate.

    La cadenza è bimestrale: le rate scadono ogni due mesi secondo un calendario che l’Agenzia delle entrate-Riscossione rende noto contestualmente alla comunicazione di accoglimento della domanda. La norma prevede in genere un importo minimo per ciascuna rata, al di sotto del quale il piano non è ammesso: questo importo è determinato dall’AdER in base all’ammontare complessivo del debito definibile e al numero di rate scelte dal contribuente. Per i piani di importo ridotto, il numero di rate effettive sarà inferiore a 54.

    Il contribuente non è obbligato ad optare per il numero massimo di 54 rate: può scegliere un piano più breve, compatibilmente con la propria capacità di rimborso, ottenendo in ogni caso lo stralcio integrale di sanzioni, interessi di mora e aggio. La scelta va indicata al momento della presentazione della domanda. Una volta comunicato il piano dall’AdER, il debitore deve rispettarlo con precisione: il mancato pagamento anche di una sola rata oltre la tolleranza prevista dalla norma determina la decadenza automatica dal beneficio.

    Cosa sapere prima di scegliere il numero di rate

    • Massimo 54 rate bimestrali; piano più breve se il debito è ridotto
    • Importo minimo per rata: verificare la soglia comunicata da AdER
    • Prima rata in genere entro i termini indicati nella comunicazione di accoglimento
    • Rinuncia ai giudizi pendenti sul carico: condizione obbligatoria (comma 87)
    • Una sola rata non pagata nei termini comporta decadenza automatica

    Caso 1: Tizio, debito totale 54.000 euro, piano massimo 54 rate

    Scenario. Tizio ha cartelle rottamabili per un totale di capitale dovuto pari a 54.000 euro (IVA e IRPEF di varie annualità, affidamento 2008-2022, nessuna da accertamento). Sceglie il piano massimo di 54 rate bimestrali. Le spese di procedura, comunicate da AdER, ammontano a 540 euro. Il totale da versare è pertanto 54.540 euro.

    Come si legge in pratica. Dividendo 54.540 euro per 54 rate, la rata bimestrale di Tizio risulta di circa 1.010 euro ogni due mesi, pari a circa 505 euro al mese. Il piano si estende dal momento dell’accoglimento della domanda fino al 2035. Rispetto al debito lordo originario, che includeva sanzioni e interessi stimati in circa 32.000 euro, il risparmio complessivo supera il 37% dell’esposizione totale.

    Riepilogo Caso 1

    • Capitale rottamabile: 54.000 euro
    • Spese di procedura: 540 euro
    • Totale da versare: 54.540 euro
    • Rata bimestrale (piano 54 rate): circa 1.010 euro
    • Risparmio su sanzioni e interessi: circa 32.000 euro

    Caso 2: Caia, debito totale 12.000 euro, piano ridotto a 20 rate

    Scenario. Caia ha un debito residuo rottamabile di 12.000 euro (contributi INPS Gestione Separata 2016-2019, affidamento 2018-2021). Le spese esecutive comunicate da AdER sono pari a 120 euro. Caia valuta che una rata bimestrale di circa 1.000 euro sia sostenibile per il proprio budget e sceglie un piano di 12 rate bimestrali anziché il massimo, chiudendo in anticipo entro due anni.

    Come si legge in pratica. Con 12 rate da circa 1.010 euro, Caia estingue l’intera posizione in due anni, liberandosi prima delle pendenze previdenziali e ottenendo comunque lo stralcio di sanzioni civili e somme aggiuntive per circa 3.600 euro. La norma non impone il piano massimo: la scelta del numero di rate è libera entro il tetto di 54. Caia deve solo verificare che la rata scelta non scenda sotto l’importo minimo fissato da AdER per la sua posizione.

    Riepilogo Caso 2

    • Capitale rottamabile: 12.000 euro (contributi INPS)
    • Spese di procedura: 120 euro
    • Piano scelto: 12 rate bimestrali (chiusura in 2 anni)
    • Rata bimestrale: circa 1.010 euro
    • Stralcio sanzioni civili e somme aggiuntive: circa 3.600 euro

    Caso 3: Sempronio, debito elevato 180.000 euro, piano 54 rate

    Scenario. Sempronio è titolare di una SRL con carichi tributari rottamabili per un capitale complessivo di 180.000 euro, affidati tra il 2005 e il 2023. Le spese esecutive sono stimate in 1.800 euro. Sempronio sceglie il piano massimo di 54 rate per contenere il carico mensile. Ha giudizi pendenti davanti alla Corte di giustizia tributaria di primo grado (ex Commissione tributaria provinciale) per alcune delle stesse cartelle e deve valutare la rinuncia ai ricorsi.

    Come si legge in pratica. Il piano di Sempronio prevede una rata bimestrale di circa 3.366 euro (181.800 / 54). Cruciale è la valutazione strategica sui giudizi pendenti: la norma (comma 87) impone la rinuncia a tutti i ricorsi che riguardano i carichi inclusi nella rottamazione. Se le probabilità di vittoria in giudizio sono basse, la rottamazione conviene; in caso contrario, occorre selezionare quali carichi includere e quali escludere. Il risparmio su sanzioni e interessi è stimato in oltre 90.000 euro.

    Riepilogo Caso 3

    • Capitale rottamabile: 180.000 euro
    • Spese di procedura: 1.800 euro
    • Rata bimestrale (piano 54 rate): circa 3.366 euro
    • Rinuncia ai ricorsi pendenti: obbligatoria per i carichi inclusi
    • Risparmio stimato su sanzioni e interessi: oltre 90.000 euro

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    Norme e fonti collegate

    Domande frequenti

    Come funziona il piano in 54 rate della rottamazione quinquies?

    Il debitore sceglie, al momento della domanda, quante rate bimestrali vuole (fino a un massimo di 54). L’AdER calcola l’importo di ciascuna rata dividendo il totale dovuto (solo capitale e spese di procedura) per il numero di rate scelto. Il piano si estende fino al 2035 nel caso del massimo di 54 rate. Non sono dovuti interessi di dilazione sulla rateazione.

    Esistono interessi sulle rate della rottamazione quinquies?

    La norma prevede il versamento del solo capitale e delle spese di procedura. Sulle rate bimestrali non sono applicati interessi di dilazione, a differenza dei piani di rateazione ordinari. È questo uno dei vantaggi qualificanti della definizione agevolata rispetto alla rateazione standard.

    Posso scegliere un piano più breve di 54 rate?

    Sì. Il numero di 54 rate è il massimo consentito, non un obbligo. Il contribuente può indicare in domanda un numero inferiore di rate, compatibilmente con il rispetto dell’importo minimo per rata stabilito dall’AdER. Un piano più breve comporta rate più alte ma una chiusura anticipata della posizione.

    Cosa succede se non pago una rata nei termini?

    Il mancato pagamento anche di una sola rata oltre i termini di tolleranza previsti dalla norma determina la decadenza automatica dal beneficio della rottamazione. Il debito torna esigibile per il suo importo integrale, al netto di quanto già versato, con ripristino di sanzioni e interessi. Occorre quindi pianificare con attenzione la sostenibilità del piano.

    Quando ricevo il piano di pagamento dall'AdER?

    L’Agenzia delle entrate-Riscossione, in genere, comunica l’ammontare dovuto e il calendario delle rate entro i termini stabiliti dalla norma attuativa, che in base alle prassi precedenti avviene alcuni mesi dopo la scadenza per la presentazione delle domande. Il contribuente deve attendere tale comunicazione prima di effettuare qualsiasi versamento.

  • Art. 90 D.Lgs. 150/2022 – Disposizioni transitorie in materia di sospensione del procedimento con messa alla prova dell’imputato

    Art. 90 D.Lgs. 150/2022 – Disposizioni transitorie in materia di sospensione del procedimento con messa alla prova dell’imputato

    D.Lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 – testo aggiornato

    1. La disposizione dell’articolo 32, comma 1, lettera a), del presente decreto, che comporta l’estensione della disciplina della sospensione del procedimento con messa alla prova a ulteriori reati, si applica anche ai procedimenti pendenti nel giudizio di primo grado e in grado di appello alla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo.

    2. Se sono già decorsi i termini di cui all’ articolo 464-bis, comma 2, del codice di procedura penale , l’imputato, personalmente o a mezzo di procuratore speciale, può formulare la richiesta di sospensione del procedimento con messa alla prova, a pena di decadenza, entro la prima udienza successiva alla data di entrata in vigore del presente decreto. Quando nei quarantacinque giorni successivi alla data di entrata in vigore del presente decreto non è fissata udienza, la richiesta è depositata in cancelleria, a pena di decadenza, entro il predetto termine.

    3. Nel caso in cui sia stata disposta la sospensione del procedimento con messa alla prova in forza dei commi precedenti, non si applica l’ articolo 75, comma 3, del codice di procedura penale . Note all’art. 90: – Per l’ articolo 464-bis del codice di procedura penale si vedano le note all’articolo

    29. – Si riporta il testo dell’ articolo 75 del codice di procedura penale : “Art.75 (Rapporti tra azione civile e azione penale). –

    1. L’azione civile proposta davanti al giudice civile può essere trasferita nel processo penale fino a quando in sede civile non sia stata pronunciata sentenza di merito anche non passata in giudicato. L’esercizio di tale facoltà comporta rinuncia agli atti del giudizio; il giudice penale provvede anche sulle spese del procedimento civile.

    2. L’azione civile prosegue in sede civilese non è trasferita nel processo penale o è stata iniziata quando non è più ammessa la costituzione di parte civile.

    3. Se l’azione è proposta in sede civile nei confronti dell’imputato dopo la costituzione di parte civile nel processo penale o dopo la sentenza penale di primo grado, il processo civile è sospeso fino alla pronuncia della sentenza penale non più soggetta a impugnazione, salve le eccezioni previste dalla legge.”.

  • Art. 89 bis D.Lgs. 150/2022 – (Disposizioni transitorie in materia di udienza predibattimentale)

    Art. 89 Bis D.Lgs. 150/2022 – (Disposizioni transitorie in materia di udienza predibattimentale)

    D.Lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 – testo aggiornato

    1. Le disposizioni di cui all’articolo 32, comma 1, lettera d), relative all’udienza di comparizione predibattimentale a seguito di citazione diretta, si applicano nei procedimenti penali nei quali il decreto di citazione a giudizio è emesso in data successiva a quella di entrata in vigore del presente decreto

  • Art. 89 D.Lgs. 150/2022 – Disposizioni transitorie in materia di assenza

    Art. 89 D.Lgs. 150/2022 – Disposizioni transitorie in materia di assenza

    D.Lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 – testo aggiornato

    1. Salvo quanto previsto dai commi 2 e 3, quando, nei processi pendenti alla data di entrata in vigore del presente decreto, è stata già pronunciata, in qualsiasi stato e grado del procedimento, ordinanza con la quale si è disposto procedersi in assenza dell’imputato, continuano ad applicarsi le disposizioni del codice di procedura penale e delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale in materia di assenza anteriormente vigenti, comprese quelle relative alle questioni di nullità in appello e alla rescissione del giudicato.

    2. Quando, prima dell’entrata in vigore del presente decreto, nell’udienza preliminare o nel giudizio di primo grado è stata disposta la sospensione del processo ai sensi dell’ articolo 420-quater, comma 2, del codice di procedura penale nel testo vigente prima dell’entrata in vigore del presente decreto e l’imputato non è stato ancora rintracciato, in luogo di disporre nuove ricerche ai sensi dell’ articolo 420-quinquies del codice di procedura penale nel testo vigente prima dell’entrata in vigore del presente decreto, il giudice provvede ai sensi dell’ articolo 420-quater del codice di procedura penale come modificato dal presente decreto. In questo caso si applicano gli articoli 420-quinquies e 420-sexies del codice di procedura penale , come modificati dal presente decreto.

    3. Le disposizioni degli articoli 157-ter, comma 3 , 581 , commi 1-ter e 1-quater , e 585, comma 1-bis, del codice di procedura penale si applicano per le sole impugnazioni proposte avverso sentenze pronunciate in data successiva a quella di entrata in vigore del presente decreto. Negli stessi casi si applicano anche le disposizioni dell’ articolo 175 del codice di procedura penale , come modificato dal presente decreto.

    4. Nei procedimenti indicati al comma 1, continua ad applicarsi la disposizione dell’articolo 159, primo comma, numero 3-bis), del codice penale nel testo vigente prima della data di entrata in vigore del presente decreto legislativo.

    5. Nei procedimenti di cui ai commi 1 e 2 che hanno ad oggetto reati commessi dopo il 18 ottobre 2021, nel caso di sospensione del corso della prescrizione ai sensi dell’articolo 159, primo comma, numero 3-bis, del codice penale , si applica la disposizione dell’ultimo comma di detto articolo, come modificata dal presente decreto legislativo.

    5-bis. In tutti i procedimenti che hanno ad oggetto reati ai quali non si applica l’articolo 159, primo comma, numero 3-bis, del codice penale come modificato dal presente decreto legislativo, il termine per le ricerche di cui all’ articolo 420-quater, comma 3, del codice di procedura penale è fissato in misura pari al termine di prescrizione previsto per i reati per cui si procede.

  • Art. 88 ter D.Lgs. 150/2022 – (Disposizioni transitorie in materia di inappellabilità delle sentenze di non luogo a procedere)

    Art. 88 Ter D.Lgs. 150/2022 – (Disposizioni transitorie in materia di inappellabilità delle sentenze di non luogo a procedere)

    D.Lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 – testo aggiornato

    1. Le disposizioni di cui all’articolo 23, comma 1, lettera m), in materia di inappellabilità delle sentenze di non luogo a procedere relative a reati puniti con la sola pena pecuniaria o con pena alternativa, si applicano alle sole sentenze di non luogo a procedere emesse dopo la data di entrata in vigore del presente decreto

  • Art. 88 bis D.Lgs. 150/2022 – (Disposizioni transitorie in materia di indagini preliminari)

    Art. 88 Bis D.Lgs. 150/2022 – (Disposizioni transitorie in materia di indagini preliminari)

    D.Lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 – testo aggiornato

    1. Le disposizioni degli articoli 335-quater , 407-bis e 415-ter del codice di procedura penale , come introdotte dal presente decreto, non si applicano nei procedimenti pendenti alla data di entrata in vigore del presente decreto in relazione alle notizie di reato delle quali il pubblico ministero ha già disposto l’iscrizione nel registro di cui all’ articolo 335 del codice di procedura penale , nonché in relazione alle notizie di reato iscritte successivamente, quando ricorrono le condizioni previste dall’ articolo 12 del codice di procedura penale e, se si procede per taluno dei delitti indicati nell’ articolo 407, comma 2, del codice di procedura penale , anche quando ricorrono le condizioni previste dall’articolo 371, comma 2, lettere b) e c), del medesimo codice. Tuttavia, le disposizioni dell’ articolo 335-quater del codice di procedura penale , come introdotte dal presente decreto, si applicano in ogni caso in relazione alle iscrizioni che hanno ad oggetto notizie di reati commessi dopo la data di entrata in vigore del presente decreto.

    2. Nei procedimenti di cui al comma 1 continuano ad applicarsi le disposizioni degli articoli 405 , 406 , 407 , 412 e 415-bis del codice di procedura penale e dell’articolo 127 delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale , di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271 , nel testo vigente prima della data di entrata in vigore del presente decreto

  • Art. 88 D.Lgs. 150/2022 – Disposizioni transitorie in materia di restituzione nel termine

    Art. 88 D.Lgs. 150/2022 – Disposizioni transitorie in materia di restituzione nel termine

    D.Lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 – testo aggiornato

    1. Nei procedimenti che hanno ad oggetto reati commessi prima del 1° gennaio 2020, nei quali sia disposta la restituzione nel termine prevista dall’articolo 175, comma 2.1, del codice di procedura penale non si tiene conto, ai fini della prescrizione del reato, del tempo intercorso tra la scadenza dei termini per impugnare di cui all’ articolo 585 del codice di procedura penale e la notificazione alla parte dell’avviso di deposito dell’ordinanza che concede la restituzione. Note all’art. 88: – Per gli articoli 174 e 585 del codice di procedura penale si vedano rispettivamente le note agli articoli 11 e 33.

  • Art. 87 bis D.Lgs. 150/2022 – (Disposizioni transitorie in materia di semplificazione delle attività di deposito di atti, documenti e istanze)

    Art. 87 Bis D.Lgs. 150/2022 – (Disposizioni transitorie in materia di semplificazione delle attività di deposito di atti, documenti e istanze)

    D.Lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 – testo aggiornato

    1. Sino al quindicesimo giorno successivo alla pubblicazione dei regolamenti di cui ai commi 1 e 3 dell’articolo 87, ovvero sino al diverso termine previsto dal regolamento di cui al comma 3 del medesimo articolo per gli uffici giudiziari e le tipologie di atti in esso indicati, per tutti gli atti, i documenti e le istanze comunque denominati diversi da quelli previsti nell’articolo 87, comma 6-bis, e da quelli individuati ai sensi del comma 6-ter del medesimo articolo, è consentito il deposito con valore legale mediante invio dall’indirizzo di posta elettronica certificata inserito nel registro generale degli indirizzi elettronici di cui all’articolo 7 del regolamento di cui al decreto del Ministro della giustizia 21 febbraio 2011, n. 44 . Il deposito con le modalità di cui al periodo precedente deve essere effettuato presso gli indirizzi di posta elettronica certificata degli uffici giudiziari destinatari, indicati in apposito provvedimento del Direttore generale per i sistemi informativi automatizzati, pubblicato nel portale dei servizi telematici del Ministero della giustizia. Con il medesimo provvedimento sono indicate le specifiche tecniche relative ai formati degli atti e alla sottoscrizione digitale e le ulteriori modalità di invio. Quando il messaggio di posta elettronica certificata eccede la dimensione massima stabilita nel provvedimento del Direttore generale per i sistemi informativi automatizzati di cui al presente comma, il deposito può essere eseguito mediante l’invio di più messaggi di posta elettronica certificata. Il deposito è tempestivo quando è eseguito entro le ore 24 del giorno di scadenza.

    2. Ai fini dell’attestazione del deposito degli atti dei difensori inviati tramite posta elettronica certificata ai sensi del comma 1, il personale di segreteria e di cancelleria degli uffici giudiziari provvede ad annotare nel registro la data di ricezione e ad inserire l’atto nel fascicolo telematico. Ai fini della continuità della tenuta del fascicolo cartaceo, il medesimo personale provvede altresì all’inserimento nel predetto fascicolo di copia analogica dell’atto ricevuto con l’attestazione della data di ricezione nella casella di posta elettronica certificata dell’ufficio e dell’intestazione della casella di posta elettronica certificata di provenienza.

    3. Quando il deposito di cui al comma 1 ha ad oggetto un’impugnazione, l’atto in forma di documento informatico è sottoscritto digitalmente secondo le modalità indicate con il provvedimento del Direttore generale per i sistemi informativi automatizzati di cui al comma 1 e contiene la specifica indicazione degli allegati, che sono trasmessi in copia informatica per immagine, sottoscritta digitalmente dal difensore per conformità all’originale.

    4. L’atto di impugnazione è trasmesso tramite posta elettronica certificata dall’indirizzo di posta elettronica certificata del difensore a quello dell’ufficio che ha emesso il provvedimento impugnato, individuato ai sensi del comma 1, con le modalità e nel rispetto delle specifiche tecniche ivi indicate.

    5. I motivi nuovi e le memorie sono proposti, nei termini rispettivamente previsti, secondo le modalità indicate nei commi 3 e 4, con atto in formato elettronico trasmesso tramite posta elettronica certificata dall’indirizzo di posta elettronica certificata del difensore a quello dell’ufficio del giudice dell’impugnazione, individuato ai sensi del comma

    1. 6. Le disposizioni di cui ai commi 3, 4 e 5 si applicano a tutti gli atti di impugnazione comunque denominati e, in quanto compatibili, alle opposizioni di cui agli articoli 461 e 667, comma 4, del codice di procedura penale e ai reclami giurisdizionali previsti dalla legge 26 luglio 1975, n. 354 . Nel caso di richiesta di riesame o di appello contro ordinanze in materia di misure cautelari, personali o reali, l’atto di impugnazione, in deroga a quanto disposto dal comma 3, è trasmesso all’indirizzo di posta elettronica certificata del tribunale di cui all’ articolo 309, comma 7, del codice di procedura penale .

    7. Fermo restando quanto previsto dall’ articolo 591 del codice di procedura penale , nel caso di proposizione dell’atto ai sensi del comma 3 del presente articolo l’impugnazione è altresì inammissibile: a) quando l’atto di impugnazione non è sottoscritto digitalmente dal difensore; b) quando l’atto è trasmesso da un indirizzo di posta elettronica certificata che non è presente nel registro generale degli indirizzi elettronici di cui al comma 1; c) quando l’atto è trasmesso a un indirizzo di posta elettronica certificata non riferibile, secondo quanto indicato dal provvedimento del Direttore generale per i sistemi informativi automatizzati di cui al comma 1, all’ufficio che ha emesso il provvedimento impugnato o, nel caso di richiesta di riesame o di appello contro provvedimenti resi in materia di misure cautelari, personali o reali, a un indirizzo di posta elettronica certificata non riferibile, secondo quanto indicato dal provvedimento del Direttore generale per i sistemi informativi automatizzati di cui al comma 1, all’ufficio competente a decidere il riesame o l’appello.

    8. Nei casi previsti dal comma 7, il giudice che ha emesso il provvedimento impugnato dichiara, anche d’ufficio, con ordinanza l’inammissibilità dell’impugnazione e dispone l’esecuzione del provvedimento impugnato.

    9. Ai fini dell’attestazione del deposito degli atti trasmessi tramite posta elettronica certificata ai sensi dei commi da 4 a 6 e della continuità della tenuta del fascicolo cartaceo, la cancelleria provvede ai sensi del comma 2

  • Art. 87 D.Lgs. 150/2022 – Disposizioni transitorie in materia di processo penale telematico

    Art. 87 D.Lgs. 150/2022 – Disposizioni transitorie in materia di processo penale telematico

    D.Lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 – testo aggiornato

    1. Con decreto del Ministro della giustizia, da adottarsi entro il 31 dicembre 2023 ai sensi dell’ articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400 , sentito il Garante per la protezione dei dati personali, sono definite le regole tecniche riguardanti il deposito, la comunicazione e la notificazione con modalità telematiche degli atti del procedimento penale, anche modificando, ove necessario, il regolamento di cui al decreto del Ministro della giustizia 21 febbraio 2011, n. 44 , e, in ogni caso, assicurando la conformità al principio di idoneità del mezzo e a quello della certezza del compimento dell’atto.

    2. Nel rispetto delle disposizioni del presente decreto e del regolamento di cui al comma 1, ulteriori regole tecniche possono essere adottate con atto dirigenziale del Direttore generale dei sistemi informativi e automatizzati del Ministero della giustizia.

    3. Con decreto del Ministro della giustizia, da adottarsi entro il 31 dicembre 2023 ai sensi dell’ articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400 , sentiti il Consiglio superiore della magistratura e il Consiglio nazionale forense, sono individuati gli uffici giudiziari e le tipologie di atti per cui possano essere adottate anche modalità non telematiche di deposito, comunicazione o notificazione, nonché i termini di transizione al nuovo regime di deposito, comunicazione e notificazione.

    4. Sino al quindicesimo giorno successivo alla pubblicazione dei regolamenti di cui ai commi 1 e 3, ovvero sino al diverso termine di transizione previsto dal regolamento di cui al comma 3 per gli uffici giudiziari e per le tipologie di atti in esso indicati, continuano ad applicarsi, nel testo vigente al momento dell’entrata in vigore del presente decreto, le disposizioni di cui agli articoli 110, 111, comma 1, 116, comma 3-bis, 125, comma 5, 134, comma 2, 135, comma 2, 162, comma 1, 311, comma 3, 391-octies, comma 3, 419, comma 5, primo periodo, 447, comma 1, primo periodo, 461, comma 1 , 462 , comma 1 , 582 , comma 1 , 585 , comma 4, del codice di procedura penale , nonché le disposizioni di cui l’articolo 154, commi 2, 3 e 4 delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale , di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271 .

    5. Le disposizioni di cui agli articoli 111, commi 2-bis, 2-ter e 2-quater, 111-bis, 111-ter, 122, comma 2-bis, 172, commi 6-bis e 6-ter, 175-bis, 386, comma 1-ter , 483 , comma 1-bis , 582 , comma 1-bis, del codice di procedura penale , così come introdotte dal presente decreto, si applicano a partire dal quindicesimo giorno successivo alla pubblicazione dei regolamenti di cui ai commi 1 e 3, ovvero a partire dal diverso termine previsto dal regolamento di cui al comma 3 per gli uffici giudiziari e per le tipologie di atti in esso indicati. Sino alle stesse date, la dichiarazione e l’elezione di domicilio prevista dal comma 2 dell’articolo 153-bis del codice di procedura penale , come introdotto dall’articolo 10, comma 1, lettera e), del presente decreto, nonché le comunicazioni previste dal comma 3 dello stesso articolo 153-bis sono effettuate con le forme ivi previste in alternativa al deposito in via telematica.

    6. Sino al quindicesimo giorno successivo alla pubblicazione dei regolamenti di cui ai commi 1 e 3, ovvero sino al diverso termine previsto dal regolamento di cui al comma 3 per gli uffici giudiziari e le tipologie di atti in esso indicati, continuano ad applicarsi le disposizioni dell’articolo 164 delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale , di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271 … . Entro il medesimo termine le parti private possono presentare l’atto di impugnazione davanti a un agente consolare all’estero. In tal caso, l’atto è immediatamente trasmesso alla cancelleria del giudice che ha emesso il provvedimento impugnato .

    6-bis. Sino al quindicesimo giorno successivo alla pubblicazione dei regolamenti di cui ai commi 1 e 3, ovvero sino al diverso termine previsto dal regolamento di cui al comma 3 per gli uffici giudiziari e le tipologie di atti in esso indicati, il deposito di memorie, documenti, richieste e istanze indicati dall’ articolo 415-bis, comma 3, del codice di procedura penale , dell’opposizione alla richiesta di archiviazione indicata dall’ articolo 410 del codice di procedura penale , della denuncia di cui all’ articolo 333 del codice di procedura penale , della querela di cui all’ articolo 336 del codice di procedura penale e della relativa procura speciale, nonché della nomina del difensore e della rinuncia o revoca del mandato indicate dall’ articolo 107 del codice di procedura penale , negli uffici delle procure della Repubblica presso i tribunali avviene esclusivamente mediante deposito nel portale del processo penale telematico individuato con provvedimento del Direttore generale per i sistemi informativi automatizzati del Ministero della giustizia e con le modalità stabilite nel medesimo provvedimento, anche in deroga al regolamento di cui al decreto del Ministro della giustizia 21 febbraio 2011, n. 44 . Il deposito degli atti si intende eseguito al momento del rilascio della ricevuta di accettazione da parte dei sistemi ministeriali, secondo le modalità stabilite dal provvedimento. Il deposito è tempestivo quando è eseguito entro le ore 24 del giorno di scadenza.

    6-ter. Con uno o più decreti del Ministro della giustizia sono individuati gli ulteriori atti per i quali è consentito il deposito telematico con le modalità di cui al comma

    6-bis. 6-quater. Il malfunzionamento del portale del processo penale telematico è attestato dal Direttore generale per i sistemi informativi automatizzati, con provvedimento pubblicato nel portale dei servizi telematici del Ministero della giustizia con indicazione del relativo periodo. In tali ipotesi, il termine di scadenza per il deposito degli atti è prorogato di diritto fino al giorno successivo al ripristino della funzionalità del portale. L’autorità giudiziaria può autorizzare il deposito di singoli atti e documenti in formato analogico per ragioni specifiche.

    6-quinquies. Per gli atti di cui al comma 6-bis e per quelli individuati ai sensi del comma 6-ter, l’invio tramite posta elettronica certificata non è consentito e non produce alcun effetto di legge

    7. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche in relazione agli atti del procedimento penale militare, ma i regolamenti di cui ai commi 1 e 3 sono adottati, entro il 31 dicembre 2023, con decreto del Ministro della difesa, ai sensi dell’ articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400 , sentiti il Consiglio della magistratura militare e il Garante per la protezione dei dati personali. Le ulteriori regole tecniche di cui al comma 2 possono essere adottate, d’intesa con il Consiglio della magistratura militare, con atto dirigenziale del responsabile della transizione al digitale del Ministero della difesa.

  • Art. 86 D.Lgs. 150/2022 – Disposizioni transitorie in materia di notificazioni al querelante

    Art. 86 D.Lgs. 150/2022 – Disposizioni transitorie in materia di notificazioni al querelante

    D.Lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 – testo aggiornato

    1. Per le querele presentate prima dell’entrata in vigore del presente decreto, le notificazioni al querelante sono eseguite ai sensi dell’articolo 33 delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale , di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271 .

    2. Quando il querelante non ha nominato un difensore, le notificazioni si eseguono presso il domicilio dichiarato o eletto dal querelante. In mancanza di dichiarazione o elezione di domicilio, le notificazioni sono eseguite a norma dell’ articolo 157, commi 1 , 2 , 3 , 4 e 8, del codice di procedura penale . Note all’art. 86: – Si riporta il testo dell’articolo 33 del citato decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271 : “Art.33 (Domicilio della persona offesa). –

    1. Il domicilio della persona offesa dal reato che abbia nominato un difensore si intende eletto presso quest’ultimo. – Per l’ articolo 157 del codice di procedura penale si vedano le note all’articolo 10.

  • Art. 85 bis D.Lgs. 150/2022 – (Disposizioni transitorie in materia di termini per la costituzione di parte civile)

    Art. 85 Bis D.Lgs. 150/2022 – (Disposizioni transitorie in materia di termini per la costituzione di parte civile)

    D.Lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 – testo aggiornato

    1. Nei procedimenti nei quali, alla data di entrata in vigore del presente decreto, sono già stati ultimati gli accertamenti relativi alla costituzione delle parti nell’udienza preliminare, non si applicano le disposizioni di cui all’articolo 5, comma 1, lettera c), del presente decreto e continuano ad applicarsi le disposizioni dell’articolo 79 e, limitatamente alla persona offesa, dell’ articolo 429, comma 4, del codice di procedura penale , nel testo vigente prima della data di entrata in vigore del presente decreto

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