Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Articolo 80 L. 184/1983: Benefici economici e previdenziali per gli affidatari

    Art. 80 L. 184/1983 – Benefici economici e previdenziali per gli affidatari

    Testo vigente – Legge 4 maggio 1983, n. 184 (aggiornato da Normattiva)

    1. Il giudice, se del caso ed anche in relazione alla durata dell'affidamento, può disporre che gli assegni familiari e le prestazioni previdenziali relative al minore siano erogati temporaneamente in favore dell'affidatario.

    2. Le disposizioni di cui all'articolo 12 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, all'articolo 6 della legge 9 dicembre 1977, n. 903, e alla legge 8 marzo 2000, n. 53, si applicano anche agli affidatari di cui al comma 1.

    3. Alle persone affidatarie si estendono tutti i benefici in tema di astensione obbligatoria e facoltativa dal lavoro, di permessi per malattia, di riposi giornalieri, previsti per i genitori biologici.

    4. Le regioni determinano le condizioni e modalità di sostegno alle famiglie, persone e comunità di tipo familiare che hanno minori in affidamento, affinchè tale affidamento si possa fondare sulla disponibilità e l'idoneità all'accoglienza indipendentemente dalle condizioni economiche

  • Art. 91 CPI – Limitazione dei diritti esclusivi

    Art. 91 CPI – Limitazione dei diritti esclusivi

    D.Lgs. 10 febbraio 2005, n. 30 – testo aggiornato

    1. La tutela concessa alle topografie dei prodotti a semiconduttori non si estende ai concetti, processi, sistemi, tecniche o informazioni codificate, incorporati nelle topografie stesse.

    2. I diritti esclusivi di cui all’articolo 90 non si estendono alle riproduzioni compiute in ambito privato, in via sperimentale, a scopo di insegnamento, di analisi o di valutazione della topografia e dei concetti, delle procedure, dei sistemi o delle tecniche incluse nella topografia stessa.

    3. I diritti esclusivi non possono essere esercitati nei confronti di topografie create da terzi sulla base di un’analisi o valutazione effettuata in conformità al comma 2, qualora tali topografie rispondano ai requisiti di proteggibilità.

  • CCNL Orafi, Argentieri e Gioiellieri: welfare, sanità integrativa e previdenza complementare

    CCNL Orafi, Argentieri e Gioiellieri

    CCNL Orafi, Argentieri e Gioiellieri: welfare, sanità integrativa e previdenza complementare

    Oltre allo stipendio, il CCNL Orafi, Argentieri e Gioiellieri garantisce ai lavoratori un sistema di protezione integrativa: un credito welfare annuale, la copertura sanitaria di Metasalute e la previdenza complementare di Fondo Cometa. Tre pilastri che si aggiungono alle tutele di legge.

    In sintesi

    Il CCNL Orafi, Argentieri e Gioiellieri prevede un credito welfare di 200 €/anno (220 € dal giugno 2028), il fondo sanitario integrativo Metasalute e la previdenza complementare tramite Fondo Cometa (contributo datoriale 2%, 2,2% per under 35). Il welfare può essere destinato a previdenza, sanità, istruzione o altri servizi.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Confindustria Federorafi · FIM-CISL · FIOM-CGIL · UILM-UIL
    Ultimo rinnovo
    10 febbraio 2026
    Vigenza
    1° gennaio 2025 – 31 dicembre 2028
    Welfare annuo
    200 € (220 € dal giugno 2028)
    Fondo sanitario
    Metasalute
    Fondo previdenza compl.
    Fondo Cometa

    Tabella riepilogativa welfare e fondi

    Welfare, sanità integrativa e previdenza complementare – CCNL Orafi, Argentieri e Gioiellieri
    Istituto Nome / Fondo Contributo datore Contributo lavoratore
    Welfare aziendale contrattuale Credito welfare 200 €/anno (220 € dal giu. 2028) Nessuno
    Sanità integrativa Metasalute Quota annua a carico datore (importo definito da statuto Metasalute) Possibile quota volontaria per estensione ai familiari
    Previdenza complementare Fondo Cometa 2% retribuzione (2,2% under 35 assunti dopo 31/12/2021) Min. 1,2% minimo contrattuale + TFR (opzionale)

    Il contributo datoriale a Fondo Cometa scatta solo se il lavoratore versa almeno l’1,2% del minimo contrattuale. Chi non aderisce a Cometa perde il contributo aggiuntivo del datore. La quota Metasalute è definita annualmente dal consiglio di amministrazione del fondo.

    Il credito welfare contrattuale: come funziona

    Il credito welfare è una somma (200 € per il 2022-2024, elevata a 220 € dal giugno 2028 con il rinnovo 2026) messa a disposizione dal datore su una piattaforma welfare per ogni lavoratore. Non è denaro in busta paga: è un credito da spendere per acquistare beni e servizi in ambiti definiti dalla legge (art. 51 TUIR):

    • Contribuzione aggiuntiva a Fondo Cometa o altri fondi pensione.
    • Rimborso di premi assicurativi per polizze sanitarie.
    • Spese di istruzione (libri scolastici, rette universitarie, asili nido).
    • Servizi di cura e assistenza per familiari non autosufficienti.
    • Abbonamenti ai trasporti pubblici.
    • Contribuzione a Metasalute.

    Il credito deve essere utilizzato entro il 31 maggio dell’anno successivo all’erogazione, pena la decadenza. Non può essere convertito in denaro contante. Per i lavoratori in somministrazione che applicano il CCNL Orafi Argentieri, il credito welfare è esteso in misura proporzionale alla durata del rapporto di lavoro.

    Metasalute: la sanità integrativa del settore

    Metasalute è il Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa per i lavoratori dei settori metalmeccanici e del comparto orafo-argentiero. È istituito bilateralmente da Federmeccanica, Assistal, Federorafi e dai sindacati FIM-CISL, FIOM-CGIL, UILM-UIL.

    Le prestazioni di Metasalute coprono:

    • Visite specialistiche, esami diagnostici e di laboratorio.
    • Ricoveri ospedalieri (anche in regime di day hospital).
    • Interventi chirurgici in strutture convenzionate.
    • Odontoiatria (prestazioni parziali o totali secondo il piano).
    • Grandi interventi e terapie oncologiche.

    La copertura può essere estesa ai familiari a carico del lavoratore con il pagamento di una quota aggiuntiva. È possibile utilizzare il credito welfare contrattuale per pagare la quota di estensione ai familiari.

    Fondo Cometa: la previdenza complementare

    Fondo Cometa è il fondo pensione complementare negoziale del settore metalmeccanico e orafo, tra i più grandi in Italia per numero di iscritti. I vantaggi dell’adesione sono:

    • Contributo datoriale aggiuntivo: il datore versa il 2% della retribuzione (2,2% per i under 35 assunti dopo il 31 dicembre 2021) in aggiunta al versamento del lavoratore.
    • TFR in Cometa: il lavoratore può destinare il TFR maturando a Cometa, moltiplicando il montante accantonato.
    • Deduzione fiscale: i contributi versati a Cometa sono deducibili dal reddito IRPEF fino a 5.164,57 €/anno.
    • Tassazione agevolata: la prestazione finale è tassata al 15%, scalabile fino al 9% per anzianità superiori a 15 anni di partecipazione.

    Chi non aderisce entro i 6 mesi dall’assunzione (silenzio-assenso non esercitato) mantiene il TFR in azienda o INPS e non ha diritto al contributo datoriale aggiuntivo.

    Casi pratici

    Tizio — Lavoratore che sfrutta il credito welfare per Metasalute
    Tizio ha a disposizione 200 € di credito welfare annuo. Decide di destinare 156 € (quota annua indicativa per l’estensione del piano Metasalute ai propri familiari) e i restanti 44 € al rimborso dell’abbonamento ai trasporti pubblici per recarsi al lavoro nel distretto di Arezzo. In questo modo massimizza il beneficio: sia lui sia i familiari hanno copertura sanitaria integrativa senza spese aggiuntive.
    Caia — Under 35, massimizza il contributo datoriale a Cometa
    Caia ha 28 anni ed è stata assunta nel marzo 2024 (dopo il 31 dicembre 2021). Aderisce a Fondo Cometa versando il minimo dell’1,2% del proprio minimo contrattuale (livello 5): 1.928,22 × 1,2% = 23,14 €/mese. Il datore versa il 2,2% aggiuntivo: 1.928,22 × 2,2% = 42,42 €/mese. In totale, considerando anche il TFR destinato a Cometa, Caia accumula circa 100 €/mese nel fondo pensione, con un rendimento finanziario atteso superiore alla rivalutazione del TFR in azienda.
    Sempronio — Lavoratore che usa il welfare per la retta universitaria del figlio
    Sempronio ha un figlio all’università. Destina i 200 € di welfare contrattuale al rimborso di una quota della retta universitaria. La somma è completamente esente da IRPEF e da contribuzione previdenziale: rispetto a un aumento di stipendio equivalente (tassato al 27% circa), il risparmio fiscale netto per Sempronio è di circa 54 € equivalenti. L’operazione è gestita tramite la piattaforma welfare aziendale, con upload della ricevuta della retta.

    Domande frequenti

    Quanto vale il welfare contrattuale nel CCNL Orafi Argentieri?
    Il credito welfare è di 200 € annui (2022-2024), elevato a 220 € annui dal giugno 2028 con il rinnovo 2026. Può essere speso entro maggio dell’anno successivo per beni e servizi welfare.
    Cos’è Metasalute e chi ne ha diritto nel settore orafo?
    Metasalute è il fondo sanitario integrativo dei lavoratori metalmeccanici e orafi. Hanno diritto alla copertura tutti i lavoratori con contratto CCNL Orafi Argentieri industria, compresi i lavoratori in somministrazione.
    Cos’è il Fondo Cometa e quanto contribuisce il datore?
    Fondo Cometa è il fondo pensione complementare di settore. Il datore versa il 2% della retribuzione (2,2% per under 35 assunti dopo il 31/12/2021) a patto che il lavoratore versi almeno l’1,2% del minimo contrattuale.
    Il welfare contrattuale è tassato?
    No. Le somme erogate tramite piano welfare sono esenti da IRPEF e da contribuzione previdenziale nei limiti di legge. Il credito non può essere convertito in denaro contante.
    I lavoratori in somministrazione hanno diritto al welfare contrattuale?
    Sì. Con il rinnovo 2021-2024, il credito welfare di 200 € è stato esteso anche ai lavoratori in somministrazione che applicano il CCNL Orafi Argentieri.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2025-2028, preavviso, modulo telematico, giusta causa, preavviso e licenziamento, ferie, permessi e ROL, maternità, paternità e congedi parentali e tredicesima, premi e mensilità aggiuntive.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate all’ipotesi di accordo di rinnovo del CCNL Orafi, Argentieri e Gioiellieri del 10 febbraio 2026. I fondi citati (Metasalute e Fondo Cometa) sono enti reali istituiti dalla contrattazione collettiva del settore. Per informazioni aggiornate su importi e prestazioni verificare i siti ufficiali fondometasalute.it e fondocometa.it. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria (FIM-CISL, FIOM-CGIL, UILM-UIL) o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 90 CPI – Contenuto dei diritti

    Art. 90 CPI – Contenuto dei diritti

    D.Lgs. 10 febbraio 2005, n. 30 – testo aggiornato

    1. I diritti esclusivi sulle topografie dei prodotti a semiconduttori consistono nella facoltà di: a) riprodurre in qualsiasi modo o forma, totalmente o parzialmente, la topografia; b) sfruttare commercialmente, ovvero detenere o distribuire a scopo di commercializzazione, ovvero importare una topografia o un prodotto a semiconduttori in cui è fissata la topografia.

    2. Lo sfruttamento commerciale è costituito dalla vendita, l’affitto, il leasing o qualsiasi altro metodo di distribuzione commerciale o l’offerta per tali scopi.

  • NASpI 2026: durata e importo per chi perde il lavoro, caso pratico

    In sintesi

    • Dal 1 gennaio 2026 la NASpI anticipata non viene più erogata in un’unica soluzione ma in due rate.
    • La prima rata è pari al 70% dell’importo residuo complessivo.
    • La seconda rata (30%) viene erogata al termine del periodo di durata teorica della NASpI.
    • La seconda rata è soggetta a due condizioni: mancata rioccupazione e titolarità di pensione diretta.
    • Il termine massimo per la seconda rata è di sei mesi dalla presentazione della domanda di anticipazione.

    Cosa prevede la Legge di Bilancio 2026

    Il comma 176 della legge di bilancio 2026 (L. 199/2025), in vigore dal 1/01/2026, modifica l’art. 8 del D.Lgs. 22/2015 eliminando l’erogazione in unica soluzione della NASpI anticipata. Introduce un sistema bi-rateale: prima rata pari al 70% dell’importo complessivo erogata subito; seconda rata del 30% corrisposta al termine della durata teorica, entro sei mesi dalla domanda di anticipazione, previa verifica della mancata rioccupazione e della titolarità di pensione diretta (escluso l’assegno ordinario di invalidità).

    Approfondimento normativo completo: Commi 176-180 LB 2026: NASpI bi-rateale, lavoratori basi USA, in.

    Cosa cambia per la NASpI 2026: il nuovo sistema bi-rateale

    La NASpI – Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego – è la principale indennità di disoccupazione per i lavoratori dipendenti del settore privato. Oltre alla forma ordinaria mensile, il D.Lgs. 22/2015 prevede la possibilità di richiedere la liquidazione anticipata dell’importo residuo per chi decide di avviare un’attivita’ autonoma o un’impresa. La legge di bilancio 2026 ha modificato profondamente le regole di questa opzione.

    Con il comma 176 della L. 199/2025, in vigore dal 1 gennaio 2026, l’erogazione anticipata della NASpI non avviene più in un’unica soluzione. Il legislatore ha introdotto un sistema bi-rateale: il 70% dell’importo complessivo residuo viene erogato al momento dell’accettazione della domanda di anticipazione, mentre il restante 30% è corrisposto in una seconda fase, subordinata a specifiche condizioni.

    Questa modifica ha un impatto diretto sulla pianificazione finanziaria di chi intende avviare un’attivita’ autonoma usando la NASpI come capitale iniziale. Chi fino al 2025 poteva contare sull’intero importo residuo fin dal primo momento, nel 2026 dovrà gestire la fase iniziale dell’attivita’ con il solo 70%, sapendo che il saldo arriverà successivamente e solo al verificarsi di condizioni precise.

    Cosa verificare prima di richiedere la NASpI anticipata nel 2026

    • Accertare il diritto alla NASpI anticipata: l’attivita’ che si intende avviare deve essere autonoma o imprenditoriale.
    • Calcolare l’importo residuo complessivo della NASpI e la conseguente ripartizione tra 70% e 30%.
    • Pianificare la liquidità necessaria per la fase iniziale dell’attivita’, sapendo che il 30% arriverà in seguito.
    • Verificare le condizioni per la seconda rata: mancata rioccupazione e titolarità di pensione diretta.
    • Controllare che i decreti attuativi eventualmente previsti dai commi successivi siano stati pubblicati.

    Caso 1: Tizio, ex dipendente che apre una ditta individuale

    Scenario. Tizio, 38 anni, ha perso il lavoro nel febbraio 2026 e ha maturato il diritto alla NASpI per 24 mesi. Vuole aprire una ditta individuale e chiede la liquidazione anticipata dell’importo residuo. Si chiede quanto riceverà subito e quando arriverà il saldo, e quali condizioni deve soddisfare per ottenerlo.

    Come si legge in pratica. Con le nuove regole del comma 176 LB 2026, Tizio riceverà subito il 70% dell’importo residuo complessivo della sua NASpI. Il 30% residuo sarà erogato al termine del periodo di durata teorica dei 24 mesi (cioè dopo circa due anni dall’inizio della NASpI), e comunque entro sei mesi dalla presentazione della domanda di anticipazione. Per ottenere la seconda rata Tizio dovrà dimostrare di non essersi rioccupato come lavoratore dipendente e di essere titolare di pensione diretta (con esclusione dell’assegno ordinario di invalidità). Se a quella data è ancora attivo come autonomo e non ha una pensione diretta, la seconda condizione non sarà soddisfatta: è un elemento critico da valutare in anticipo.

    Riepilogo Caso 1

    • Prima rata: 70% importo residuo NASpI, erogata all’accettazione della domanda
    • Seconda rata: 30%, al termine della durata teorica (fino a 24 mesi)
    • Termine massimo seconda rata: sei mesi dalla presentazione domanda anticipazione
    • Condizioni seconda rata: mancata rioccupazione + titolarità pensione diretta
    • Attenzione: se al termine non si ha pensione diretta, la seconda condizione non è soddisfatta

    Caso 2: Caia, ex dipendente con NASpI breve e attività in proprio

    Scenario. Caia, 44 anni, ha lavorato part-time e ha maturato il diritto alla NASpI per soli 9 mesi. Vuole avviare un’attivita’ di consulenza in proprio e valuta se convenirle richiedere la NASpI anticipata. Con il nuovo sistema bi-rateale si chiede se il 70% iniziale sia sufficiente per avviare l’attivita’, e se il 30% residuo valga la burocrazia aggiuntiva.

    Come si legge in pratica. Per Caia, con una durata NASpI di soli 9 mesi, l’importo complessivo residuo è relativamente contenuto. La prima rata (70%) viene erogata subito e può costituire un capitale di avvio, anche se ridotto. Il 30% residuo arriverà al nono mese dalla decorrenza della NASpI, sempre che Caia soddisfi le due condizioni previste dalla norma. La scelta se richiedere l’anticipazione o percepire la NASpI mensilmente deve essere valutata in base alle esigenze di liquidità dell’attivita’ e alle prospettive di reddito autonomo: un consulente del lavoro o previdenziale può aiutare a fare la simulazione più conveniente.

    Riepilogo Caso 2

    • Durata NASpI: 9 mesi
    • Prima rata: 70% importo residuo, erogato subito
    • Seconda rata: 30%, al termine dei 9 mesi (entro sei mesi dalla domanda)
    • Condizioni seconda rata: mancata rioccupazione + titolarità pensione diretta
    • Alternativa: percepire la NASpI mensilmente senza richiedere l’anticipazione

    Caso 3: Sempronio, che valuta l'impatto del nuovo sistema sulla sua pianificazione

    Scenario. Sempronio, 55 anni, ha perso il lavoro a inizio 2026 e ha maturato una NASpI di durata massima. Aveva già in mente di aprire un’attivita’ autonoma usando la NASpI anticipata come fondo iniziale. Con il vecchio sistema avrebbe ricevuto tutto subito. Si chiede come cambia la sua pianificazione finanziaria con il nuovo sistema bi-rateale.

    Come si legge in pratica. Sempronio deve rivedere il suo piano finanziario. Con il nuovo sistema non riceverà l’intero importo residuo immediatamente, ma solo il 70%. Il 30% arriverà al termine del periodo di durata teorica, subordinatamente alla verifica della mancata rioccupazione e alla titolarità di pensione diretta. Dato che Sempronio ha 55 anni, potrebbe non avere ancora una pensione diretta al termine del periodo NASpI: questo lo espone al rischio di non soddisfare la seconda condizione. È fondamentale che Sempronio verifichi con attenzione la propria posizione prima di presentare la domanda di anticipazione, eventualmente con il supporto di un consulente del lavoro che simuli entrambi gli scenari (anticipazione vs erogazione mensile ordinaria).

    Riepilogo Caso 3

    • Prima rata: 70% subito (utile per l’avvio attività)
    • Seconda rata: 30%, al termine della durata teorica
    • Rischio: a 55 anni difficilmente si ha pensione diretta al termine della NASpI
    • Condizione critica: titolarità pensione diretta (escluso assegno ordinario di invalidità)
    • Azione: simulazione con consulente del lavoro prima di scegliere anticipazione

    Quando conviene una verifica

    Stai valutando la NASpI anticipata nel 2026? Un esperto calcola la soluzione più conveniente per te. Parla con un consulente del lavoro o previdenziale.

    Norme e fonti collegate

    Domande frequenti

    La NASpI 2026 dura di più o di meno rispetto al passato?

    La durata della NASpI non è stata modificata dai commi 176-180 LB 2026. Le regole di calcolo della durata rimangono quelle del D.Lgs. 22/2015: la NASpI dura un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni. La novità introdotta dal comma 176 riguarda esclusivamente la modalità di erogazione anticipata dell’importo residuo, non la durata ordinaria.

    L'importo mensile della NASpI 2026 è cambiato?

    Il comma 176 LB 2026 non modifica il calcolo dell’importo mensile della NASpI, che continua a essere determinato in base alla retribuzione media degli ultimi quattro anni con il meccanismo di riduzione progressiva del 3% mensile a partire dal quinto mese. La modifica riguarda solo l’opzione di anticipazione in unica soluzione, ora sostituita dal sistema bi-rateale 70-30.

    Posso rinunciare alla NASpI anticipata e tornare all'erogazione mensile se cambio idea?

    La norma non prevede espressamente una revoca della domanda di anticipazione una volta presentata. In generale, le modalità di rinuncia o revoca sono disciplinate dalle circolari INPS. Prima di presentare la domanda di anticipazione è quindi fondamentale essere certi della scelta, poiché il ripristino dell’erogazione mensile dopo aver ottenuto la prima rata potrebbe non essere possibile o comportare la restituzione delle somme percepite.

    Cosa succede se non ho la pensione diretta al termine della durata NASpI?

    Il comma 176 LB 2026 richiede, ai fini dell’erogazione della seconda rata del 30%, la verifica della titolarità di pensione diretta, con esclusione dell’assegno ordinario di invalidità. Se al termine del periodo di durata teorica della NASpI il richiedente non è ancora titolare di pensione diretta, questa condizione non è soddisfatta e la seconda rata non viene erogata. È un elemento critico da verificare prima di scegliere l’anticipazione.

    Il nuovo sistema bi-rateale si applica anche alle domande presentate prima del 1 gennaio 2026?

    No. Il comma 176 LB 2026 è in vigore dal 1 gennaio 2026 e modifica l’art. 8 del D.Lgs. 22/2015. Le domande di anticipazione presentate prima di quella data, ovvero gestite con le regole previgenti, sono in linea generale soggette alla disciplina in vigore al momento della presentazione. Per le domande presentate dal 1 gennaio 2026 in poi si applica il nuovo sistema bi-rateale. In caso di dubbi sulla propria domanda, è opportuno contattare l’INPS o il patronato.

    Vedi anche: Detrazione per lavoro dipendente, Trattamento integrativo e detrazioni da lavoro dipendente, Risoluzione consensuale e dimissioni incentivate, Fringe benefit, Contributi colf e badanti e Lavoro autonomo occasionale.

  • Diritto all’oblio: richiesta di deindicizzazione: fac-simile

    Modelli e fac-simile · PA e privacy

    In sintesi

    Il diritto all’oblio consente di chiedere ai motori di ricerca la deindicizzazione di risultati che collegano il proprio nome a notizie non più attuali o rilevanti. La richiesta va al gestore del motore (es. Google); in caso di rifiuto, ci si rivolge al Garante.

    Scheda rapida

    Quando si usa
    Per rimuovere dai motori notizie datate sul proprio nome
    Forma
    Scritta (modulo online o email/PEC)
    Invio consigliato
    Modulo del motore di ricerca; poi Garante
    Riferimenti
    Art. 17 GDPR; giurisprudenza UE (Google Spain)

    Cos’è e quando si usa

    Il diritto all’oblio, nella sua forma più nota, consente di chiedere ai motori di ricerca di rimuovere dai risultati associati al proprio nome i collegamenti a pagine contenenti informazioni non più attuali, eccessive o non più rilevanti. La deindicizzazione non cancella la pagina di origine, ma fa sì che non compaia più cercando il nominativo.

    Il bilanciamento è tra la riservatezza dell’interessato e l’interesse pubblico all’informazione: per personaggi pubblici o fatti di attualità la richiesta può essere respinta. Ci si rivolge al gestore del motore (es. Google, tramite l’apposito modulo). In caso di rifiuto, l’interessato può presentare reclamo al Garante per la protezione dei dati personali o agire in giudizio.

    Cosa deve contenere

    • Dati identificativi del richiedente
    • Indicazione degli URL da deindicizzare
    • Termine di ricerca (di norma il nome e cognome)
    • Motivazione (notizia datata, non più rilevante, dati eccessivi)
    • Eventuale documentazione a sostegno
    • Recapito per la risposta; luogo, data e firma

    Fac-simile: richiesta di deindicizzazione

    Fac-simile da compilare
    [LUOGO], [DATA]
    
    Modulo online del motore di ricerca / Email / PEC
    
    Spett.le [NOME MOTORE DI RICERCA]
    Alla c.a. del Titolare del trattamento / Privacy Team
    
    Oggetto: richiesta di deindicizzazione - diritto all'oblio (art. 17 GDPR)
    
    Io sottoscritto/a [NOME E COGNOME], nato/a a [LUOGO] il [DATA], chiedo la deindicizzazione dei seguenti URL dai risultati di ricerca associati al mio nome e cognome:
    
    - [URL 1]
    - [URL 2]
    
    Motivazione: tali risultati rinviano a informazioni [datate / non più attuali / eccessive] relative a [DESCRIVERE BREVEMENTE, es. una vicenda del ___ ormai conclusa], la cui permanenza nei risultati di ricerca lede in modo sproporzionato la mia riservatezza e non risponde più a un interesse pubblico attuale.
    
    Chiedo pertanto la rimozione dei suddetti collegamenti dai risultati ottenuti cercando il mio nominativo, ai sensi dell'art. 17 del GDPR.
    
    Allego copia del documento di identità per la verifica.
    
    Distinti saluti.
    
    [FIRMA] - [RECAPITI]

    I campi tra parentesi quadre [COSÌ] vanno sostituiti con i tuoi dati. Verifica sempre date, importi e riferimenti prima dell’invio.

    Come inviarlo e conservarlo

    Il canale più diretto è il modulo online messo a disposizione dai principali motori di ricerca per le richieste di rimozione legate alla privacy: indica gli URL esatti, il termine di ricerca (il tuo nome) e le ragioni. Allega un documento d’identità per la verifica.

    Se la richiesta viene respinta o ignorata, puoi presentare reclamo al Garante per la protezione dei dati personali o adire il giudice. Tieni presente che la deindicizzazione riguarda i risultati del motore: per rimuovere il contenuto alla fonte occorre rivolgersi all’editore o al gestore del sito che lo ospita.

    Errori da evitare

    • Chiedere la deindicizzazione di notizie di attualità o di interesse pubblico
    • Non indicare gli URL specifici da rimuovere
    • Confondere la deindicizzazione con la cancellazione del contenuto alla fonte
    • Non documentare l’irrilevanza o la non attualità della notizia

    Domande frequenti

    La deindicizzazione cancella la notizia dal sito?
    No. La deindicizzazione fa sì che il collegamento non compaia più tra i risultati di ricerca associati al tuo nome, ma la pagina resta online. Per rimuoverla del tutto occorre rivolgersi all’editore o al gestore del sito.
    Posso sempre ottenerla?
    No. Occorre bilanciare la tua riservatezza con l’interesse pubblico all’informazione: per fatti di attualità o relativi a personaggi pubblici la richiesta può essere legittimamente respinta.
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    Puoi presentare reclamo al Garante per la protezione dei dati personali o agire in giudizio. È utile conservare la richiesta inviata e l’eventuale risposta negativa.

    Questo modello ha finalità divulgativa e va adattato alla tua situazione concreta. Non sostituisce la consulenza di un avvocato o di un professionista qualificato: per controversie di valore o in caso di dubbio, fatti assistere prima di inviare comunicazioni con effetti giuridici.

  • Articolo 19 L. 184/1983: Sospensione responsabilità genitoriale durante adottabilità

    Art. 19 L. 184/1983 – Sospensione responsabilità genitoriale durante adottabilità

    Testo vigente – Legge 4 maggio 1983, n. 184 (aggiornato da Normattiva)

    Durante lo stato di adottabilità è sospeso l'esercizio della responsabilità genitoriale. Il tribunale per i minorenni nomina un tutore, ove già non esista, e adotta gli ulteriori provvedimenti nell'interesse del minore.

  • Art. 89 CPI – Diritto alla tutela

    Art. 89 CPI – Diritto alla tutela

    D.Lgs. 10 febbraio 2005, n. 30 – testo aggiornato

    1. I diritti esclusivi sulle topografie dei prodotti a semiconduttori che presentano i requisiti di proteggibilità spettano all’autore e ai suoi aventi causa.

    2. Qualora la topografia venga creata nell’ambito di un rapporto di lavoro dipendente o di impiego, si applica l’articolo

    64. 3. Qualora la topografia venga creata nell’esecuzione o nell’adempimento di un contratto diverso da un contratto di lavoro, il diritto alla tutela spetta, salvo che il contratto stesso disponga diversamente, al committente la topografia.

  • Art. 88 CPI – Requisiti della tutela

    Art. 88 CPI – Requisiti della tutela

    D.Lgs. 10 febbraio 2005, n. 30 – testo aggiornato

    1. Possono costituire oggetto di diritti esclusivi le topografie risultanti dallo sforzo intellettuale creativo del loro autore che non siano comuni o familiari nell’ambito dell’industria dei prodotti a semiconduttori.

    2. Possono costituire oggetto di diritti esclusivi anche le topografie risultanti dalla combinazione di elementi comuni o familiari, purché nell’insieme soddisfino ai requisiti di cui al comma 1.

  • Art. 87 CPI – Oggetto della tutela

    Art. 87 CPI – Oggetto della tutela

    D.Lgs. 10 febbraio 2005, n. 30 – testo aggiornato

    1. È prodotto a semiconduttori ogni prodotto finito o intermedio: a) consistente in un insieme di materiali che comprende uno strato di materiale semiconduttore; b) che contiene uno o più strati composti di materiale conduttore, isolante o semiconduttore, disposti secondo uno schema tridimensionale prestabilito; c) destinato a svolgere, esclusivamente o insieme ad altre funzioni, una funzione elettronica.

    2. La topografia di un prodotto a semiconduttori è una serie di disegni correlati, comunque fissati o codificati: a) rappresentanti lo schema tridimensionale degli strati di cui si compone un prodotto a semiconduttori; b) nella qual serie ciascuna immagine riproduce in tutto o in parte una superficie del prodotto a semiconduttori in uno stadio qualsiasi della sua fabbricazione.

  • Art. 137 L. 689/1981 – Modifiche dell’ articolo 604 del codice di procedura penale in materia di provvedimenti da iscrivere nel casellario

    Art. 137 L. 689/1981 – Modifiche dell’ articolo 604 del codice di procedura penale in materia di provvedimenti da iscrivere nel casellario

    L. 24 novembre 1981, n. 689 – testo aggiornato

    Nell' articolo 604 del codice di procedura penale , al capoverso del numero 1, dopo le parole: "Non sono iscritti nel casellario giudiziale: le sentenze e i decreti di condanna concernenti contravvenzioni per le quali è ammessa la definizione in via amministrativa o l'oblazione, salvo che", sono inserite le seguenti: "si tratti di contravvenzioni punite con la pena alternativa dell'arresto o dell'ammenda o che".

  • Art. 96 D.Lgs. 150/2022 – Disposizioni transitorie in materia di estinzione delle contravvenzioni in materia di alimenti

    Art. 96 D.Lgs. 150/2022 – Disposizioni transitorie in materia di estinzione delle contravvenzioni in materia di alimenti

    D.Lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 – testo aggiornato

    1. Le disposizioni dell’articolo 70 non si applicano ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto nei quali sia già stata esercitata l’azione penale.

    2. Nelle more dell’adozione del decreto di cui all’ articolo 12-quinquies, comma 4, della legge 30 aprile 1962, n. 283 , si applicano, in quanto compatibili, i decreti del Ministro della giustizia 26 marzo 2001, pubblicato nella Gazzetta ufficiale 5 aprile 2001, n. 80, e 8 giugno 2015, n. 88, pubblicato nella Gazzetta ufficiale 2 luglio 2015, n.

    151. Note all’art. 96: – Per l’ articolo 12-quinquies della legge 30 aprile 1962, n. 283 , si veda l’articolo 70.

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