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Ultimo aggiornamento: 16 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • I pannelli integrativi sono elementi aggiuntivi applicati sotto o accanto ai segnali stradali per precisarne la validità spaziale, il significato o i destinatari (categorie di utenti, orari, periodi).
  • Hanno forma rettangolare e devono contenere simboli o iscrizioni sintetiche; sono vietate iscrizioni laddove esista già un simbolo specifico previsto dal regolamento.
  • Il regolamento prevede sette modelli: II.1 distanza, II.2 estesa, II.3 tempo di validità, II.4 eccezioni/limitazioni, II.5 inizio/continuazione/fine, II.6 esplicitazioni, II.7 andamento della strada principale.
  • Il modello II.4 distingue tra prescrizione limitata a categorie specifiche (simbolo su fondo bianco) e deroga concessa a categorie (simbolo preceduto dalla parola «eccetto»).
  • Il segnale e il pannello integrativo possono essere riuniti in un unico segnale composito quando ragioni di visibilità lo rendano opportuno.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 83 DPR 495/1992 — Pannelli integrativi

Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 — Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada

1. I segnali possono essere muniti di pannelli integrativi nei seguenti casi: a) per definire la validità nello spazio del segnale; b) per precisare il significato del segnale; c) per limitare l'efficacia dei segnali a talune categorie di utenti o per determinati periodi di tempo.

2. I pannelli integrativi sono di forma rettangolare e devono contenere simboli od iscrizioni esplicative sintetiche e concise.

3. I pannelli integrativi sono dei seguenti modelli: modello II.1 – per le distanze; modello II.2 – per le estese; modello II.3 – per indicare periodi di tempo; modello II.4 – per indicare eccezioni o limitazioni; modello II.5 – per indicare l'inizio, la continuazione o la fine; modello II.6 – per esplicitazioni o indicazioni; modello II.7 – per indicare l'andamento della strada principale.

4. Il modello II.1 indica la DISTANZA, espressa in chilometri o in metri arrotondati ai 10 m per eccesso, tra il segnale e l'inizio del punto pericoloso, del punto dal quale si applica la prescrizione o del punto oggetto dell'indicazione (modelli II.1/a, II.1/b).

5. Il modello II.2 indica l'ESTESA, cioè la lunghezza, espressa in chilometri o in metri, arrotondata ai 10 m per eccesso, del tratto stradale pericoloso o nel quale si applica la prescrizione (modelli II.2/a, II.2/b).

6. Il modello II.3 indica il TEMPO DI VALIDITÀ, cioè il giorno, l'ora o i minuti primi, mediante cifre o simboli, durante il quale vige la prescrizione o il pericolo (modelli II.3/a, II.3/b, II.3/c, II.3/d).

7. Il modello II.4 indica ECCEZIONI O LIMITAZIONI, cioè autorizza una deroga alla prescrizione per una o più categorie di utenti, ovvero ne limita la validità. Quando la prescrizione è limitata ad una o più categorie i relativi simboli sono inseriti in nero su fondo bianco (modello II.4/a). Quando invece si intende concedere la deroga ad una o più categorie, i relativi simboli neri su fondo bianco sono preceduti dalla parola eccetto (modello II.4/b). I simboli dei veicoli possono essere rappresentati con senso di marcia concorde a quello delle frecce in caso di abbinamento con segnali di prescrizione direzionali.

8. Il modello II.5 indica: l'INIZIO, la CONTINUAZIONE, la FINE di una prescrizione, di un pericolo o di una indicazione (modelli II.5/a1, II.5/a2, II.5/a3 e modelli II.5/b1, II.5/b2, II.5/b3). L'uso del pannello INIZIO deve essere limitato ai casi in cui sia opportuno evidenziare la circostanza, essendo generalmente implicito in ciascun segnale il concetto di inizio…, e quello di nei casi in cui non esiste il corrispondente segnale.

9. Il modello II.6 indica, mediante simboli o concisa iscrizione, la spiegazione del significato del segnale principale, ovvero aggiunge una indicazione o esplicitazione al fine di ampliare o specificare utilmente il significato del segnale stesso, in particolari casi di occasionalità o provvisorietà (modelli II.6/a, II.6/b, II.6/c, II.6/d, II.6/e, II.6/f, II.6/g, II.6/h, II.6/i, II.6/l, II.6/m, II.6/n, II.6/p1, II.6/p2, II.6/q1, II.6/q2).

10. I simboli da utilizzare per i pannelli integrativi modello II.6, salvo altri che potranno essere autorizzati dal Ministero dei lavori pubblici, sono: Simbolo Significato Figura __ __ __ Pennello e striscia Segni orizzontali in corso di rifacimento modello II.6/a Auto in collisione Incidente modello II.6/b Locomotive Attraversamento di binari modello II.6/c Lama sgombraneve e gristallo di ghiacchio Sgombraneve in azione modello II.6/d Onde azzurre Zona soggetta ad allagamento modello II.6/e Due file di auto Coda modello II.6/f Pala meccanica Mezzi di lavoro in azione in modello II.6/g Cristalli di ghiaccio Strada sdrucciolevole per ghiaccio modello II.6/h Nuvola con gocce Strada sdrucciolevole per pioggia modello II.6/i Autocarro e auto Autocarri in rallentamento modello II.6/l Gru e auto Zona rimozione coatta modello II.6/m Freccia verticale Segnale di corsia modello II.6/n Esempi con iscrizione Tornanti modelli II.6/p1, II.6/p2 Macchina operatrice del servizio N.U. Pulizia strada modelli II.6/q1, II.6/q2

11. Il modello II.7 indica, mediante una striscia più larga rispetto a quelle confluenti più strette, l'andamento della strada che gode della precedenza rispetto alle altre. Il simbolo è di colore nero su fondo bianco.

12. Nei pannelli integrativi è vietato l'uso di iscrizioni quando è previsto un simbolo specifico. È, altresì, vietato utilizzare il segnale di pericolo generico (ALTRI PERICOLI, fig. II.35) con pannello modello II.6 quando uno specifico segnale per indicare lo stesso pericolo è stabilito dalle presenti norme.

13. Ove motivi di visibilità lo rendano opportuno, il segnale ed il relativo pannello integrativo possono essere riuniti in un unico segnale composito (modelli II.8/a II.8/b, II.8/c, II.8/d).

Commento

Natura e funzione dei pannelli integrativi

I pannelli integrativi rappresentano uno strumento di precisione all'interno del sistema di segnaletica verticale disciplinato dal DPR 495/1992. Mentre i segnali stradali principali trasmettono un messaggio di carattere generale — un divieto, un pericolo, un'indicazione — i pannelli integrativi ne affinano la portata, evitando che la stessa prescrizione si applichi indiscriminatamente a tutti gli utenti, in tutte le condizioni di spazio e tempo.

L'articolo 83 del regolamento elenca le tre funzioni cui i pannelli possono assolvere: definire la validità nello spazio del segnale (es. indicare che un divieto vale per i successivi 200 metri), precisare il significato del segnale principale (es. specificare la natura del pericolo generico), oppure limitare l'efficacia del segnale a determinate categorie di utenti o a determinati periodi di tempo (es. divieto di sosta valido solo nei giorni feriali dalle 8 alle 20).

I sette modelli: caratteristiche e utilizzo pratico

Il regolamento individua sette modelli standardizzati, ciascuno con una funzione specifica:

  • Il modello II.1 indica la distanza tra il segnale e l'inizio del punto pericoloso o della prescrizione, espressa in chilometri o in metri arrotondati ai 10 m per eccesso. È il classico pannello «DOPO 500 m» che compare sotto i segnali di pericolo autostradali.
  • Il modello II.2 indica l'estesa, cioè la lunghezza del tratto interessato dalla prescrizione o dal pericolo. «PER 2 km» ne è l'esempio più comune sulle strade extraurbane.
  • Il modello II.3 riporta il tempo di validità: giorno, ora o minuti durante i quali vige la prescrizione. Tipico delle zone a traffico limitato o dei divieti di sosta orari nei centri storici.
  • Il modello II.4 gestisce le eccezioni e limitazioni per categorie di utenti. La norma opera una distinzione tecnica importante: se la prescrizione vale solo per una o più categorie, i relativi simboli appaiono su fondo bianco; se invece si intende esentare una o più categorie, i simboli sono preceduti dalla parola «eccetto». Questa differenza — prescrizione rivolta a / esenzione per — è concettualmente rilevante per interpretare correttamente il segnale.
  • Il modello II.5 segnala l'inizio, la continuazione o la fine di una prescrizione. Il pannello «INIZIO» deve essere utilizzato con parsimonia, poiché il concetto di inizio è già implicito in ciascun segnale; è indicato soprattutto per evidenziare in modo esplicito il termine di una zona precedentemente segnalata, o nei casi in cui non esiste un corrispondente segnale di fine.
  • Il modello II.6 serve per esplicitazioni e indicazioni aggiuntive. Comprende una vasta gamma di simboli standardizzati: da «lavori in corso» (pennello e striscia) a «zona soggetta ad allagamento», da «sgombraneve in azione» a «zona rimozione coatta» (gru e auto), fino a «pulizia strada». Questo modello è particolarmente utile per segnali di pericolo di tipo occasionale o provvisorio, dove il segnale principale generico (ALTRI PERICOLI) verrebbe da solo a risultare insufficientemente comunicativo.
  • Il modello II.7 indica l'andamento della strada che gode della precedenza rispetto alle altre confluenti, mediante una striscia più larga. È utilizzato nelle intersezioni complesse dove la direzione di precedenza non è intuitiva.
Regole di utilizzo: divieti e segnali compositi

Il comma 12 dell'articolo 83 pone due divieti espressi. Il primo: nei pannelli integrativi è vietato usare iscrizioni testuali quando è già previsto dal regolamento un simbolo specifico. Questa norma tutela l'uniformità del linguaggio segnaletico e previene la moltiplicazione di varianti locali che renderebbero la segnaletica meno leggibile — soprattutto per i conducenti stranieri. Il secondo divieto riguarda il segnale di pericolo generico «ALTRI PERICOLI» (figura II.35): non può essere accompagnato dal pannello modello II.6 quando esiste già uno specifico segnale per indicare il medesimo pericolo. In altre parole, l'esistenza di un segnale dedicato obbliga all'uso di quest'ultimo, senza poter ricorrere alla combinazione di segnale generico più pannello esplicativo.

Il comma 13 ammette invece la possibilità di riunire il segnale principale e il relativo pannello integrativo in un unico segnale composito (modelli II.8/a-d), quando motivi di visibilità lo rendano opportuno. Questa soluzione è utilizzata soprattutto in contesti dove lo spazio fisico disponibile per i supporti è limitato, oppure quando la distanza di lettura richiede che le informazioni siano concentrate su un unico elemento visivo.

Rilevanza pratica per l'utente della strada

Comprendere i pannelli integrativi è essenziale per una corretta interpretazione della segnaletica stradale. Un divieto di sosta accompagnato da un pannello II.4 «eccetto residenti» non vale per chi risiede nella zona; un segnale di pericolo con pannello II.2 «PER 500 m» indica che il pericolo termina dopo quella distanza; un pannello II.3 con gli orari precisa che la prescrizione è temporanea. L'ignoranza del significato dei pannelli integrativi espone l'utente al rischio di violare prescrizioni che riteneva non applicabili, o viceversa di astenersi da condotte del tutto lecite perché non comprende l'esenzione indicata dal pannello «eccetto».

Casi pratici

Caso 1:

Caso 2:

Caso 3:

Domande frequenti

A cosa serve un pannello integrativo sotto un segnale stradale?

Serve a precisare la portata del segnale principale: può indicare la distanza o l'estesa del tratto interessato, il periodo di validità (orari, giorni), le categorie di utenti a cui si applica o da cui è esclusa la prescrizione, oppure fornire una spiegazione aggiuntiva del pericolo o dell'indicazione segnalata.

Cosa significa la parola «eccetto» su un pannello integrativo?

Il pannello modello II.4 con la parola «eccetto» indica che la prescrizione del segnale principale non si applica alla categoria di utenti rappresentata dal simbolo seguente. Ad esempio, un divieto di sosta con pannello «eccetto residenti» non vincola chi risiede nella zona, che può quindi parcheggiare liberamente.

Quando è vietato usare un'iscrizione testuale su un pannello integrativo?

È vietato usare iscrizioni testuali quando il regolamento prevede già un simbolo specifico per comunicare quella informazione. L'uniformità simbolica del sistema segnaletico è tutelata per garantire la comprensibilità anche da parte degli utenti stranieri.

Cosa indica il pannello modello II.5?

Il pannello II.5 segnala l'inizio, la continuazione o la fine di una prescrizione, di un pericolo o di un'indicazione. Il pannello 'INIZIO' va usato solo quando è opportuno evidenziarlo esplicitamente, essendo il concetto normalmente implicito nel segnale stesso.

È possibile unire segnale e pannello integrativo in un unico supporto?

Sì. Il comma 13 dell'art. 83 del DPR 495/1992 consente di riunire il segnale principale e il pannello integrativo in un unico segnale composito, quando motivi di visibilità lo rendano opportuno, ad esempio per facilitare la lettura ad alta velocità o in contesti con spazio limitato.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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