Testo dell'articoloVigente
Art. 4 DPR 495/1992 – Passaggi di proprietà fra enti proprietari delle strade
Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 – Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada
1. Qualora per variazioni di itinerario o per varianti alle strade esistenti,…, si rende necessario il trasferimento di strade, o di tronchi di esse, fra gli enti proprietari, fatto salvo quanto previsto all'articolo 3, si provvede a norma dei commi seguenti.
2. L'assunzione e la dismissione di strade statali o di singoli tronchi avvengono con decreto del Ministro dei lavori pubblici, su proposta di uno degli enti interessati, previo parere degli altri enti competenti, sentiti il Consiglio superiore dei lavori pubblici e il Consiglio di amministrazione dell'ANAS. Per le strade non statali il decreto è emanato dal Presidente della regione competente su proposta degli enti proprietari interessati, con le modalità previste dall'articolo 2, commi 4, 5, e
6. Le variazioni di classifica conseguenti all'emanazione dei decreti precedenti, da pubblicarsi sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica o sul Bollettino regionale, sono comunicate all'archivio nazionale delle strade di cui all'articolo 226 del codice.
3. In deroga alla procedura di cui al comma 2, i tratti di strade statali dismessi a seguito di varianti, che non alterano i capisaldi del tracciato della strada, perdono di diritto la classifica di strade statali e, ove siano ancora utilizzabili, sono obbligatoriamente trasferiti alla provincia o al comune. 4. I tratti di strade statali, regionali o provinciali, che attraversano i centri abitati con popolazione superiore a diecimila abitanti, individuati a seguito della delimitazione del centro abitato prevista dall'articolo 4 del codice, sono classificati quali strade comunali con la stessa deliberazione della giunta municipale con la quale si procede alla delimitazione medesima.
5. Successivamente all'emanazione dei provvedimenti di classificazione e di declassificazione delle strade previsti agli articoli 2 e 3, all'emanazione dei decreti di passaggio di proprietà ed alle deliberazioni di cui ai commi precedenti, si provvede alla consegna delle strade o dei tronchi di strade fra gli enti proprietari.
6. La consegna all'ente nuovo proprietario della strada è oggetto di apposito verbale da redigersi in tempo utile per il rispetto dei termini previsti dal comma 7 dell'articolo 2 ed entro sessanta giorni dalla delibera della giunta municipale per i tratti di strade interni ai centri abitati con popolazione superiore a diecimila abitanti. 7. Qualora l'amministrazione che deve prendere in consegna la strada, o tronco di essa, non interviene nel termine fissato, l'amministrazione cedente è autorizzata a redigere il relativo verbale di consegna alla presenza di due testimoni, a notificare all'amministrazione inadempiente, mediante ufficiale giudiziario, il verbale di consegna e ad apporre agli estremi della strada dismessa, o dei tronchi di essa, appositi cartelli sui quali vengono riportati gli estremi del verbale richiamato.
6. COMMA SOPPRESSO DAL D.P.R. 16 SETTEMBRE 1996, N. 610.
In sintesi
Indice dei contenuti
Inquadramento normativo e ratio dell'articolo
L'articolo 4 del DPR 495/1992 costituisce il pendant regolamentare dell'articolo 3 del Codice della Strada (D.Lgs. 285/1992), che classifica le strade in base alla loro funzione e al soggetto proprietario. Mentre il Codice stabilisce le categorie (autostrade, strade statali, regionali, provinciali, comunali, vicinali), il regolamento si occupa di disciplinare in modo operativo il passaggio di titolarità quando la classificazione muta per effetto di varianti progettuali, di nuovi tracciati o di revisioni dei perimetri dei centri abitati. La ratio è chiara: la responsabilità di manutenzione, segnalamento e vigilanza di una strada spetta all'ente proprietario; ogni variazione di titolarità deve perciò essere formalizzata in modo certo, con la produzione di un verbale di consegna che fotografa lo stato del bene e stabilisce da quale momento l'ente subentrante assume gli obblighi connessi.
Il procedimento per le strade statali e non statali
Per le strade statali - quelle di interesse nazionale che collegano capoluoghi di regione e di provincia o attraversano i confini - il trasferimento richiede un decreto del Ministro dei lavori pubblici (oggi Ministro delle infrastrutture e dei trasporti). Il decreto è adottato su proposta di uno degli enti interessati, previo parere degli altri, sentiti il Consiglio superiore dei lavori pubblici e il Consiglio di amministrazione dell'ANAS. Si tratta di un procedimento garantito da più passaggi consultivi, a tutela della certezza giuridica e della continuità del servizio stradale. Per le strade non statali il procedimento è più snello: la competenza è del Presidente della regione, con le modalità semplificate richiamate dall'articolo 2, commi 4, 5 e 6 del medesimo regolamento. In entrambi i casi, le variazioni di classifica devono essere pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica ovvero sul Bollettino regionale, e comunicate all'archivio nazionale delle strade di cui all'articolo 226 del Codice, che rappresenta il registro anagrafico delle infrastrutture viarie italiane.
La perdita automatica della classifica statale per i tratti dismessi
Il comma 3 introduce una deroga di carattere acceleratorio: quando una variante comporta l'abbandono di un tratto della strada statale senza alterare i capisaldi del tracciato (vale a dire i punti di partenza e di arrivo della strada restano invariati), quel tratto perde di diritto la classifica di strada statale, senza necessità del decreto ministeriale. Se il tratto è ancora percorribile, il comma stabilisce l'obbligo di trasferimento alla provincia o al comune di appartenenza. La norma evita che tratti di strade formalmente «statali» rimangano abbandonati in una zona grigia di responsabilità, in attesa di un decreto che non arriva. Dal punto di vista pratico, questo meccanismo è rilevante per gli automobilisti perché individua con certezza il soggetto tenuto alla manutenzione e al segnalamento: laddove la strada è stata variante, il nuovo tratto rimane statale mentre il vecchio tronco passa alla gestione locale.
Le strade che attraversano i centri abitati con oltre diecimila abitanti
Il comma 4 affronta una delle questioni più frequenti nella gestione della rete stradale italiana: la classificazione dei tratti di strade statali, regionali o provinciali che si trovano all'interno dei perimetri urbani. Quando un comune con più di diecimila abitanti procede alla delimitazione del centro abitato ai sensi dell'articolo 4 del Codice della Strada, i tratti di strade di proprietà statale, regionale o provinciale compresi in quel perimetro diventano automaticamente strade comunali. La classificazione avviene con la stessa delibera della giunta municipale con cui si approva la delimitazione, senza necessità di un atto separato. Ciò significa che in quei tratti il comune diventa responsabile non solo della manutenzione del manto stradale ma anche della segnaletica, della regolamentazione del traffico e, ai sensi delle norme sanzionatorie del Codice, della competenza al rilascio di ordinanze di circolazione.
Il verbale di consegna e i rimedi in caso di inadempienza
I commi 5, 6 e 7 regolano la fase esecutiva del trasferimento: la consegna materiale della strada. Questa deve avvenire con un apposito verbale, redatto in modo da rispettare i termini previsti dall'articolo 2, comma 7 del regolamento, nonché entro sessanta giorni dalla delibera municipale per i tratti interni ai centri abitati con popolazione superiore a diecimila abitanti. Il verbale svolge una funzione essenziale: certifica le condizioni della strada al momento del passaggio di consegne, individua le eventuali criticità presenti e stabilisce il dies a quo degli obblighi del nuovo ente proprietario. Se l'amministrazione che deve ricevere la strada non si presenta nel termine stabilito, la norma non lascia bloccato il procedimento: l'ente cedente è autorizzato a redigere il verbale unilateralmente alla presenza di due testimoni, a notificarlo all'ente inadempiente tramite ufficiale giudiziario e ad apporre agli estremi del tratto dismesso appositi cartelli con gli estremi del verbale. Questo meccanismo garantisce che il trasferimento produca effetti anche in assenza di collaborazione dell'ente subentrante, impedendo che la mancanza di accordo si traduca in una zona senza responsabile identificato - con riflessi diretti sulla sicurezza degli utenti della strada.
Profili pratici per l'utente della strada
Per chi percorre le strade, la disciplina dei passaggi di proprietà rileva principalmente in due situazioni. La prima è quella dell'automobilista che transita su un tratto stradale ammalorato o privo di segnaletica adeguata e intende individuare il soggetto responsabile - ente cui eventualmente rivolgersi per segnalare il problema o nei confronti del quale agire per danni ai sensi dell'articolo 2051 del Codice Civile. La seconda è quella del conducente che deve rispettare le ordinanze di traffico: queste sono emanate dal proprietario della strada, sicché conoscere se un tratto ricade nella gestione comunale, provinciale o statale è rilevante per identificare l'autorità competente. In generale, la chiarezza nelle procedure di trasferimento contribuisce a garantire che le strade siano sempre presidiate da un ente identificabile, con riflessi positivi sulla manutenzione ordinaria e straordinaria e sulla collocazione della segnaletica prescritta dal Codice della Strada.
Domande frequenti
Chi è responsabile della manutenzione di una strada nel tratto in cui attraversa un centro abitato con più di diecimila abitanti?
Ai sensi dell'articolo 4, comma 4, i tratti di strade statali, regionali o provinciali all'interno di centri abitati con oltre diecimila abitanti diventano strade comunali con la delibera di delimitazione del centro abitato: la manutenzione spetta al comune.
Un tratto di strada statale abbandonato dopo la costruzione di una variante è ancora gestito dall'ANAS?
No. Se la variante non altera i capisaldi del tracciato, il tratto dismesso perde di diritto la classifica di strada statale (art. 4, comma 3) ed è trasferito alla provincia o al comune; l'ANAS cessa di avere responsabilità su di esso.
Come avviene formalmente la consegna di una strada tra enti proprietari?
Con un verbale scritto redatto dalle amministrazioni interessate. Se l'ente subentrante non si presenta, l'ente cedente può redigere il verbale in forma unilaterale alla presenza di due testimoni e notificarlo tramite ufficiale giudiziario (art. 4, comma 7).
Le variazioni di classifica delle strade vengono rese pubbliche?
Sì. I decreti di passaggio di classifica sono pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica o sul Bollettino regionale e comunicati all'archivio nazionale delle strade di cui all'art. 226 del Codice della Strada.
Il comune può emettere ordinanze di traffico su un tratto di strada statale che attraversa il suo territorio?
Solo se quel tratto rientra nel perimetro del centro abitato e il comune ne sia diventato proprietario ai sensi dell'art. 4, comma 4. Su strade rimaste statali la competenza alle ordinanze spetta al Ministero delle infrastrutture, salvo delega.