Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 2 L. 40/2004 – Interventi contro la sterilità e la infertilità

Legge 19 febbraio 2004, n. 40 – Norme in materia di procreazione medicalmente assistita

1. Il Ministro della salute, sentito il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, può promuovere ricerche sulle cause patologiche, psicologiche, ambientali e sociali dei fenomeni della sterilità e della infertilità e favorire gli interventi necessari per rimuoverle nonché per ridurne l’incidenza, può incentivare gli studi e le ricerche sulle tecniche di crioconservazione dei gameti e può altresì promuovere campagne di informazione e di prevenzione dei fenomeni della sterilità e della infertilità.

2. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata la spesa massima di 2 milioni di euro a decorrere dal 2004.

3. All’onere derivante dall’attuazione del comma 2 si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2004-2006, nell’ambito dell’unità previsionale di base di parte corrente “Fondo speciale” dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2004, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero della salute. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. articolo precedente articolo successivo

In sintesi

L'articolo 2 della L. 40/2004 delinea il ruolo attivo dello Stato nella lotta alla sterilità e all'infertilità, attribuendo al Ministro della salute una serie di facoltà promozionali: avviare ricerche sulle cause patologiche, psicologiche, ambientali e sociali di questi fenomeni; promuovere campagne di informazione e prevenzione; incentivare studi sulla crioconservazione dei gameti. La norma stanzia un contributo finanziario massimo di 2 milioni di euro a decorrere dal 2004 per sostenere tali attività, ponendo l'onere a carico del Fondo speciale del Ministero dell'economia e delle finanze mediante variazioni di bilancio. L'articolo esprime quindi una funzione preventiva e informativa: prima ancora di disciplinare l'accesso alle tecniche, il legislatore intende ridurre l'incidenza dei fenomeni di sterilità e infertilità alla radice.
Indice dei contenuti

La dimensione preventiva della L. 40/2004

L'articolo 2 si colloca nella parte iniziale della L. 40/2004 con una funzione dichiaratamente programmatica e preventiva. Prima di disciplinare le tecniche e i soggetti legittimati ad accedervi, il legislatore afferma che lo Stato deve impegnarsi per ridurre l'incidenza della sterilità e dell'infertilità, riconoscendo implicitamente che tali condizioni non sono sempre inevitabili ma possono essere prevenute o ridotte attraverso interventi mirati.

La scelta di inserire questa norma immediatamente dopo l'articolo 1 sulle finalità non è casuale: il legislatore ha inteso segnalare che il ricorso alla PMA è l'ultima risorsa di un sistema che deve prima di tutto investire nella prevenzione e nell'informazione. Questa logica rispecchia il principio di extrema ratio che attraversa l'intera legge.

Le facoltà attribuite al Ministro della salute

Il comma 1 attribuisce al Ministro della salute - sentito il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - tre distinte aree di intervento. La prima riguarda la promozione di ricerche sulle cause patologiche, psicologiche, ambientali e sociali della sterilità e dell'infertilità, unitamente agli interventi necessari per rimuoverle e ridurne l'incidenza. La classificazione delle cause su quattro piani (patologico, psicologico, ambientale, sociale) evidenzia una concezione multidimensionale del fenomeno, coerente con la ricerca epidemiologica più recente.

La seconda area riguarda l'incentivazione degli studi e delle ricerche sulle tecniche di crioconservazione dei gameti, strumento che consente di preservare la fertilità in situazioni di rischio (ad esempio, prima di trattamenti oncologici). La terza area è quella delle campagne di informazione e prevenzione, che hanno come destinatari la popolazione generale e non solo le coppie già in difficoltà riproduttiva.

La copertura finanziaria e i limiti operativi

Il comma 2 autorizza la spesa massima di 2 milioni di euro a decorrere dal 2004 per le finalità di cui al comma 1. Il comma 3 indica la copertura finanziaria mediante riduzione del Fondo speciale dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, autorizzando il Ministro a disporre le occorrenti variazioni di bilancio con propri decreti.

Va rilevato che la norma usa il verbo «può» (non «deve»), configurando le attività di ricerca e prevenzione come facoltà e non come obblighi giuridicamente coercibili. Questo carattere discrezionale ha limitato nella prassi l'effettività delle disposizioni: l'attuazione di campagne sistematiche di prevenzione e delle misure di ricerca è dipesa dalle priorità politiche delle singole legislature.

Il raccordo con l'articolo 3: il ruolo dei consultori

L'articolo 2 va letto in stretta connessione con l'articolo 3, che modifica la legge 29 luglio 1975, n. 405, sui consultori familiari, abilitandoli espressamente a fornire informazioni e assistenza riguardo ai problemi della sterilità e dell'infertilità umana, nonché alle tecniche di PMA. I consultori familiari rappresentano il principale canale di primo contatto sul territorio tra le coppie con difficoltà riproduttive e il sistema sanitario, e il loro coinvolgimento è essenziale per realizzare concretamente la funzione informativa e preventiva delineata dall'articolo 2.

Il combinato disposto degli articoli 2 e 3 costruisce quindi un sistema a due livelli: il livello nazionale, affidato al Ministro della salute tramite ricerche e campagne; il livello territoriale, affidato ai consultori familiari tramite informazione e assistenza di prossimità.

Sterilità e infertilità come questione di salute pubblica

L'approccio dell'articolo 2 riflette la consapevolezza che la sterilità e l'infertilità sono fenomeni in crescita nelle società moderne, influenzati da fattori ambientali (esposizione a sostanze tossiche, inquinanti), da stili di vita (obesità, fumo, sedentarietà), da fattori psicologici (stress cronico) e dal progressivo ritardo dell'età in cui le coppie decidono di avere figli. Una politica pubblica efficace non può limitarsi a gestire le conseguenze di questi fenomeni tramite le tecniche di PMA, ma deve intervenire a monte sulle loro cause.

In questa prospettiva, l'articolo 2 esprime un principio di politica sanitaria che va ben oltre il perimetro stretto della legge sulla PMA: riconosce che la fertilità è un bene di salute pubblica meritevole di tutela attiva, non solo di riparazione tecnologica.

La crioconservazione dei gameti: un tema in evoluzione

Il riferimento agli studi sulla crioconservazione dei gameti inserito nel comma 1 ha acquisito rilevanza crescente nel tempo. Mentre la L. 40/2004 poneva limiti severi alla crioconservazione degli embrioni (articolo 14), quella dei gameti è sempre stata consentita e anzi incoraggiata dalla norma in esame. La crioconservazione dei gameti consente di preservare la fertilità in situazioni di rischio (chemioterapia, radioterapia, interventi chirurgici sull'apparato riproduttivo) e di posticipare la procreazione senza perdere le possibilità biologiche.

L'articolo 14, comma 8, della stessa legge conferma la legittimità della crioconservazione dei gameti maschile e femminile, subordinandola al consenso informato e scritto. L'articolo 2, dunque, affianca a questa disciplina specifica un impegno dello Stato a sostenere la ricerca in questo campo, riconoscendo l'importanza clinica e sociale della tecnica.

Casi pratici

Caso 1:

Caso 2:

Caso 3:

Domande frequenti

L'articolo 2 obbliga il Ministero della salute a finanziare la ricerca sulla sterilità?

No. La norma usa il verbo «può», attribuendo al Ministro della salute una facoltà discrezionale e non un obbligo giuridicamente coercibile. L'effettivo esercizio dipende dalle priorità politiche e dalle disponibilità di bilancio.

Quanto stanzia l'articolo 2 per la prevenzione della sterilità?

Il comma 2 autorizza una spesa massima di 2 milioni di euro a decorrere dal 2004, a valere sul Fondo speciale del Ministero dell'economia e delle finanze.

La crioconservazione dei gameti è disciplinata dall'articolo 2?

L'articolo 2 incarica il Ministro di incentivare gli studi e le ricerche sulla crioconservazione dei gameti. La disciplina operativa è contenuta nell'articolo 14, comma 8, della stessa legge, che consente la crioconservazione dei gameti maschile e femminile previo consenso informato e scritto.

Qual è il ruolo dei consultori familiari nel sistema delineato dall'articolo 2?

I consultori familiari, abilitati dall'articolo 3 della L. 40/2004 (che modifica la legge 405/1975), sono il presidio territoriale per l'informazione e l'assistenza sulle problematiche di sterilità e infertilità, completando sul piano locale la funzione preventiva affidata al Ministero a livello nazionale dall'articolo 2.

L'articolo 2 riguarda anche le cause psicologiche e ambientali della sterilità?

Sì. Il comma 1 elenca esplicitamente le cause patologiche, psicologiche, ambientali e sociali come oggetto delle ricerche promuovibili, riconoscendo la natura multidimensionale del fenomeno.

A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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