Testo dell'articoloVigente
Art. 172 DPR 495/1992 – Generalità e suddivisioni
Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 – Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada
1. Ai sensi dell'articolo 42, comma 1, del codice, sono segnali complementari i dispositivi e mezzi segnaletici atti a fornire ai conducenti le informazioni utili alla determinazione della traiettoria di marcia nelle varie situazioni stradali ed alla percezione di ostacoli posti in prossimità o entro la carreggiata, nonché quelli atti a rafforzare l'efficacia dei normali segni sulla carreggiata.
2. I segnali complementari si suddividono in: a) delineatori normali di margine; b) delineatori speciali; c) mezzi e dispositivi per segnalare gli ostacoli; d) isole di traffico.
In sintesi
Indice dei contenuti
La segnaletica complementare nel sistema della segnaletica stradale
L'articolo 172 del DPR 495/1992 introduce la disciplina della segnaletica complementare, aprendo il Capo relativo a questa categoria di dispositivi. La norma dà attuazione all'articolo 42, comma 1, del Codice della Strada (D.Lgs. 285/1992), che riconosce i segnali complementari come una delle categorie della segnaletica stradale, accanto ai segnali verticali, alla segnaletica orizzontale e ai segnali luminosi.
La definizione normativa individua con precisione la funzione della segnaletica complementare: fornire ai conducenti informazioni utili alla determinazione della traiettoria di marcia nelle varie situazioni stradali e rendere percepibili gli ostacoli presenti in prossimità o all'interno della carreggiata. Una funzione aggiuntiva è quella di rafforzare la segnaletica orizzontale, che in condizioni di scarsa illuminazione, presenza di neve o deterioramento del manto stradale può perdere di efficacia.
Le quattro categorie di segnali complementari
Il comma 2 dell'articolo 172 classifica i segnali complementari in quattro sottocategorie, ciascuna con caratteristiche fisiche e funzioni specifiche che i successivi articoli del Regolamento dettagliano:
Differenza rispetto alla segnaletica verticale e orizzontale
La segnaletica complementare si distingue dagli altri tipi di segnaletica per la sua natura prevalentemente tridimensionale e fisica. Mentre i segnali verticali trasmettono informazioni attraverso simboli e scritte su pannelli, e la segnaletica orizzontale opera attraverso strisce e simboli dipinti sulla carreggiata, i segnali complementari agiscono principalmente attraverso la loro presenza fisica nello spazio stradale, creando confini visibili e percepibili anche tattilmente dai conducenti.
Questo li rende particolarmente efficaci in condizioni di scarsa illuminazione o cattive condizioni meteorologiche, quando la segnaletica piana può diventare difficile da percepire. I delineatori rifrangenti, ad esempio, restituiscono la luce dei fari anche in condizioni di nebbia o pioggia intensa, mantenendo percepibile il tracciato della strada.
Il ruolo dei segnali complementari nella sicurezza stradale
La presenza di una corretta segnaletica complementare è spesso determinante nella prevenzione degli incidenti stradali, in particolare quelli di tipo «fuori strada» nelle curve o «per tamponamento» nelle zone di cantiere. Gli enti proprietari delle strade hanno l'obbligo di installare e mantenere efficienti questi dispositivi; la loro assenza o il loro cattivo funzionamento può rilevare ai fini della responsabilità civile per i danni subiti dagli utenti della strada.
Casi pratici
Caso 1:
Caso 2:
Caso 3:
Domande frequenti
Cosa sono i segnali complementari stradali?
I segnali complementari sono dispositivi fisici che aiutano i conducenti a determinare la traiettoria di marcia e a percepire gli ostacoli in prossimità o nella carreggiata. Si distinguono dalla segnaletica verticale (pannelli) e orizzontale (strisce) per la loro natura tridimensionale. Sono disciplinati dall'art. 172 del DPR 495/1992 in attuazione dell'art. 42 del Codice della Strada.
In quante categorie si dividono i segnali complementari?
L'art. 172 del Regolamento individua quattro categorie: delineatori normali di margine, delineatori speciali, mezzi e dispositivi per la segnalazione degli ostacoli, e isole di traffico. Ciascuna categoria ha caratteristiche tecniche e funzioni specifiche disciplinate dagli articoli successivi del Regolamento.
A cosa servono i delineatori di margine?
I delineatori di margine sono dispositivi rifrangenti installati ai lati della carreggiata per indicarne i bordi, particolarmente utili di notte o in condizioni di scarsa visibilità (nebbia, pioggia). Sono i classici paletti bianchi e rossi che delimitano le strade di montagna o le corsie strette.
Le isole di traffico rientrano nella segnaletica complementare?
Sì. Le isole di traffico - superfici fisicamente delimitate che separano correnti di traffico o proteggono pedoni - sono espressamente incluse tra i segnali complementari dall'art. 172, comma 2, lett. d). Devono essere adeguatamente segnalate con dispositivi rifrangenti, in particolare nelle ore notturne.
L'assenza di segnaletica complementare può comportare la responsabilità dell'ente gestore della strada?
Sì. Gli enti proprietari delle strade hanno l'obbligo di installare e mantenere efficienti i segnali complementari previsti dal Regolamento. La loro assenza o il malfunzionamento, se causalmente collegati a un incidente, possono fondare la responsabilità civile dell'ente per i danni subiti dagli utenti della strada.