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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte dichiara manifestamente inammissibile la questione sulle norme che disciplinano la citazione diretta a giudizio e il decreto penale di condanna. Il quesito alternativo e l’assenza di un’adeguata motivazione sulla rilevanza rendono la questione inammissibile.

Di cosa si tratta

Il Tribunale di Genova in composizione monocratica dubitava della legittimità costituzionale delle norme del codice di procedura penale che disciplinano la citazione diretta a giudizio (art. 556) e il decreto penale di condanna (artt. 448 e 464 c.p.p.), in quanto le due discipline avrebbero trattato diversamente situazioni analoghe, determinando una disparità di trattamento.

La questione di legittimità costituzionale

Il Tribunale di Genova ha sollevato, con due ordinanze di identico contenuto, questione di legittimità costituzionale degli artt. 556, comma 1, e 448, comma 1, c.p.p., nonché dell’art. 464 c.p.p. in quanto richiamato dall’art. 557, comma 3, c.p.p., in riferimento all’art. 3 della Costituzione.

La decisione della Corte

La Corte riunisce i giudizi e dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni. Il quesito è formulato in forma alternativa, il che ne determina l’inammissibilità perché impedisce alla Corte di individuare con certezza quale norma sia oggetto del giudizio. Anche la motivazione sulla rilevanza è insufficiente.

Il principio

È manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale formulata in forma alternativa, poiché la Corte non può individuare con precisione la norma oggetto del giudizio né valutare la rilevanza della questione nel procedimento a quo.

Domande e risposte

Cosa si intende per citazione diretta a giudizio in materia penale?

La citazione diretta è il rito semplificato attraverso cui il pubblico ministero porta il caso davanti al giudice monocratico senza udienza preliminare, per reati di minore gravità (art. 550 c.p.p.). Il decreto penale di condanna è invece un provvedimento del GIP emesso su richiesta del P.M. senza contraddittorio.

Perché un quesito alternativo rende inammissibile la questione?

Perché la Corte costituzionale deve sapere esattamente quale norma è impugnata per verificarne la rilevanza nel giudizio e per decidere nel merito. Un quesito che indica in modo equivalente più norme come possibili oggetti dell’impugnazione non soddisfa questo requisito.

Cosa è la rilevanza in un giudizio di costituzionalità?

La rilevanza è il nesso tra la questione di costituzionalità e il giudizio in corso: la questione è rilevante se la norma impugnata deve essere applicata dal giudice per decidere il caso concreto, e se l’eventuale declaratoria di incostituzionalità cambierebbe l’esito del giudizio.

Norme collegate

Scheda in aggiornamento. Il commento professionale, i casi pratici e le FAQ per questo articolo sono in corso di redazione.
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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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