Testo dell'articoloIn aggiornamento
📄 Leggi il testo integrale →PDF dal sito della Corte costituzionale
La Corte ordina la restituzione degli atti al Tribunale di Roma. Nel frattempo è intervenuta la sentenza della Corte di giustizia UE (cause C-216/99 e C-222/99) che ha esaminato la compatibilità comunitaria dell’art. 11 della legge n. 448/1998: il giudice rimettente deve rivalutare la rilevanza della questione alla luce di tale pronuncia.
Di cosa si tratta
Una società (Giochi Preziosi s.p.a.) aveva chiesto il rimborso di somme versate tra il 1989 e il 1992 come tassa annuale per l’iscrizione nel registro delle imprese. L’art. 11 della legge n. 448/1998, sotto veste di interpretazione autentica, aveva retroattivamente disciplinato quelle somme. Il Tribunale di Roma aveva sollevato questione di legittimità costituzionale di tale norma per violazione degli artt. 3, 24, 25, 53, 101 e 104 della Costituzione.
La questione di legittimità costituzionale
Il Tribunale di Roma ha impugnato l’art. 11, commi 1 e 2, della legge 23 dicembre 1998, n. 448 in riferimento agli artt. 3, 24, 25, 53, 101 e 104 della Costituzione. La norma avrebbe introdotto, sotto veste di interpretazione autentica, una disciplina retroattiva che alterava il rapporto tra imposizione e capacità contributiva e incideva sui processi in corso.
La decisione della Corte
La Corte ordina la restituzione degli atti al rimettente. Nelle more era sopravvenuta la sentenza della Corte di giustizia UE del 10 settembre 2002 (cause C-216/99 e C-222/99) che ha risolto la questione della conformità all’ordinamento comunitario della stessa norma. I principi di quella pronuncia si inseriscono direttamente nell’ordinamento interno come ius superveniens e il Tribunale deve valutarne l’incidenza sulla persistente rilevanza della questione.
Il principio
Quando nelle more del giudizio costituzionale interviene una pronuncia della Corte di giustizia UE che risolve direttamente la questione della compatibilità comunitaria della norma impugnata, gli atti devono essere restituiti al giudice rimettente perché valuti l’effetto di tale ius superveniens sulla persistente rilevanza della questione di legittimità costituzionale.
Domande e risposte
Cosa è lo ius superveniens nel contesto del giudizio costituzionale?
Si tratta di una normativa sopravvenuta — compreso il diritto comunitario — che modifica il quadro normativo rilevante dopo che la questione è stata sollevata. Se incide sulla rilevanza della questione, il giudice rimettente deve rivalutarla prima che la Corte si pronunci nel merito.
Perché la sentenza della Corte di giustizia UE ha prevalenza?
I principi enunciati dalla Corte di giustizia si inseriscono direttamente nell’ordinamento interno con valore di jus superveniens, condizionando i limiti in cui la norma nazionale conserva efficacia e deve essere applicata dal giudice nazionale (v. ordinanza n. 255/1999 della Corte costituzionale).
Cosa accade dopo la restituzione degli atti?
Il giudice rimettente deve riesaminare il caso alla luce della pronuncia comunitaria e decidere se la questione di legittimità costituzionale sia ancora rilevante e non manifestamente infondata; solo in tal caso potrà eventualmente risollevare la questione alla Corte costituzionale.
Norme collegate
- Art. 3 della Costituzione — Principio di uguaglianza e ragionevolezza, tra i parametri invocati
- Art. 53 della Costituzione — Capacità contributiva, parametro della questione tributaria
Per il testo normativo integrale e aggiornato consulta Normattiva.it.