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La Corte Costituzionale ha dichiarato ammissibile il conflitto di attribuzione proposto dalla Camera dei deputati contro il Tribunale di Milano, quarta sezione penale, per il mancato riconoscimento dell’impedimento parlamentare del deputato Cesare Previti nelle udienze del 1999, nel quadro del procedimento che si era concluso con la sentenza n. 4688/2003.

Di cosa si tratta

La Camera dei deputati aveva impugnato tre ordinanze del Tribunale di Milano, quarta sezione penale (del 14 luglio 2000, 9 ottobre 2000, 21 novembre 2001) e la sentenza di condanna n. 4688/2003, tutte relative al rifiuto di riconoscere l’impedimento parlamentare del deputato Previti per le udienze del settembre-ottobre 1999, nei procedimenti penali riuniti R.G. Trib. n. 1600/00 e n. 7928/01.

La questione di legittimità costituzionale

Secondo la Camera ricorrente, il Tribunale di Milano (quarta sezione) aveva adottato un convergente indirizzo lesivo delle attribuzioni parlamentari, ritenendo insufficiente la documentazione prodotta a prova dell’impedimento e persistendo nel giudizio nonostante l’annullamento da parte della Corte (sentenza n. 225/2001) delle ordinanze del GUP sulla stessa vicenda. La Camera lamentava violazione degli artt. 67 e 68 Cost. sulla libertà di mandato e le prerogative parlamentari.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato ammissibile il conflitto, riconoscendo la legittimazione attiva della Camera e quella passiva del Tribunale di Milano, quarta sezione penale, e disponendo la notifica del ricorso e dell’ordinanza per la successiva trattazione nel merito.

Il principio

Il persistente disconoscimento dell’impedimento parlamentare da parte dell’autorità giudiziaria, anche dopo che la Corte Costituzionale si era pronunciata in senso favorevole alla Camera su questioni analoghe relative allo stesso procedimento, può legittimare un nuovo conflitto di attribuzione.

Domande e risposte

Quale documentazione deve produrre un parlamentare per provare l’impedimento alle udienze penali?

I documenti ufficiali della Camera (avvisi di convocazione dell’Assemblea, verbali delle presenze in aula) sono in linea di principio idonei a dimostrare l’impedimento. Nel caso in esame, il Tribunale aveva ritenuto inizialmente insufficienti gli avvisi di convocazione a firma del capogruppo, salvo poi ricevere la documentazione ufficiale solo tardivamente.

Che effetto ha l’annullamento da parte della Corte Costituzionale delle ordinanze del GUP sul successivo dibattimento?

Il Tribunale di Milano aveva sostenuto che l’annullamento delle ordinanze del GUP (sentenza n. 225/2001) non si riverberava sugli atti del dibattimento, in quanto il GUP avrebbe comunque potuto procedere legittimamente per ragioni diverse. La Camera contestava questa interpretazione come lesiva delle sue attribuzioni.

Un parlamentare condannato in sede penale può opporre l’impedimento parlamentare per invalidare gli atti del processo?

No in via automatica. L’impedimento parlamentare può determinare il rinvio delle singole udienze, ma non invalida l’intero procedimento. La sentenza di condanna può essere annullata solo se l’impedimento era effettivo e il giudice lo ha illegittimamente disconosciuto, pregiudicando il diritto di difesa.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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