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La Corte ha dichiarato manifestamente infondata la questione sull’art. 181, comma 1-quinquies, del Codice dei beni culturali (d.lgs. n. 42/2004), che esclude dalla sanatoria paesaggistica i soggetti già condannati per reati paesaggistici.

Di cosa si tratta

Il Tribunale di Grosseto aveva dubitato della legittimità costituzionale della norma che nega la possibilità di sanatoria paesaggistica (accertamento di compatibilità paesaggistica) a chi fosse stato in precedenza condannato per reati analoghi, ritenendola sproporzionata rispetto all’art. 3 Cost.

La questione di legittimità costituzionale

Art. 181, comma 1-quinquies, del d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio), aggiunto dall’art. 1, comma 36, lett. c), della legge n. 308/2004, in riferimento all’art. 3 della Costituzione. Rimettente: Tribunale di Grosseto.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato la manifesta infondatezza: la scelta legislativa di escludere i recidivi dalla sanatoria paesaggistica è espressione di discrezionalità del legislatore e non è irragionevole, considerata la gravità dei reati paesaggistici e l’esigenza di tutela del paesaggio.

Il principio

Non è irragionevole escludere dalla sanatoria paesaggistica chi abbia già riportato condanne per reati analoghi: la preclusione per i recidivi rappresenta una scelta discrezionale del legislatore nell’ambito della tutela rafforzata del paesaggio come valore costituzionalmente protetto.

Domande e risposte

Cos’è la sanatoria paesaggistica?

L’accertamento di compatibilità paesaggistica è una procedura che consente, in certi casi, di regolarizzare interventi eseguiti senza la necessaria autorizzazione paesaggistica, pagando una sanzione pecuniaria.

Chi non può accedere alla sanatoria paesaggistica?

L’art. 181, comma 1-quinquies, esclude la sanatoria per chi abbia riportato condanne definitive per reati di cui agli artt. 181, 733 e 734 c.p. nei dieci anni precedenti alla richiesta.

Il paesaggio è un valore costituzionale?

Sì: l’art. 9 della Costituzione tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. La Corte ha più volte riconosciuto che si tratta di un valore primario e assoluto.

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Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
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