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La Corte costituzionale dichiara illegittime alcune disposizioni delle leggi sanitarie della Regione Calabria (n. 46 del 2008 e n. 9 del 2009) che disciplinavano l’organizzazione del servizio sanitario regionale in violazione dei principi fondamentali statali nella materia concorrente della tutela della salute.
Di cosa si tratta
Il Presidente del Consiglio dei ministri aveva impugnato norme delle leggi della Regione Calabria n. 46 del 2008 e n. 9 del 2009 concernenti l’organizzazione del Servizio Sanitario Regionale calabrese. Le norme riguardavano l’istituzione di nuovi enti (Aziende Sanitarie Provinciali, aziende ospedaliere, policlinici universitari) e le loro competenze, in potenziale contrasto con il d.lgs. n. 502 del 1992 (riforma sanitaria).
La questione di legittimità costituzionale
Questione di legittimità costituzionale dell’art. 1, comma 2, della legge della Regione Calabria 31 dicembre 2008, n. 46 (Disposizioni in materia sanitaria) e degli artt. 7, 8 e 9 della legge della Regione Calabria 5 gennaio 2009, n. 9, in riferimento all’art. 117, terzo comma, della Costituzione. Sollevata in via principale dal Presidente del Consiglio dei ministri.
La decisione della Corte
La Corte dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 1, comma 2, della legge regionale n. 46 del 2008 e degli artt. 7, 8 e 9 della legge regionale n. 9 del 2009. Queste norme disciplinavano l’organizzazione sanitaria regionale senza rispettare i principi fondamentali fissati dal d.lgs. n. 502 del 1992 nella materia concorrente della tutela della salute.
Il principio
Nella materia concorrente della «tutela della salute», la legislazione regionale deve rispettare i principi fondamentali fissati dallo Stato. Le Regioni non possono istituire o riorganizzare strutture sanitarie in modo da derogare ai criteri organizzativi stabiliti con il d.lgs. n. 502 del 1992.
Domande e risposte
Cos’è il Piano di rientro dal disavanzo sanitario?
Il Piano di rientro è un accordo tra lo Stato e le Regioni con gravi deficit nel settore sanitario (come la Calabria), che prevede misure di riorganizzazione e contenimento della spesa sanitaria. L’attuazione del piano è monitorata, e in caso di inadempimento lo Stato può nominare un commissario ad acta con poteri sostitutivi rispetto all’amministrazione regionale.
Quali norme sono state dichiarate illegittime?
Le norme dichiarate illegittime riguardavano l’organizzazione delle Aziende Sanitarie Provinciali (ASP), la disciplina delle aziende ospedaliere e dei policlinici universitari, e le modalità di nomina e le competenze dei direttori generali sanitari, tutte in contrasto con il d.lgs. n. 502 del 1992.
La Regione Calabria aveva particolari problemi nel settore sanitario?
Sì. La Calabria è una delle Regioni sottoposte al Piano di rientro dal disavanzo sanitario più severo, con debiti accumulati e gravi carenze organizzative. Questa situazione ha portato alla nomina di commissari ad acta statali con poteri sostitutivi rispetto all’amministrazione regionale nella gestione della sanità.
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