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La Corte costituzionale ha dichiarato manifestamente inammissibile la questione sollevata dal Tribunale di Napoli sull’art. 335 del codice penale, relativa alla punibilità del custode che per colpa agevoli la circolazione abusiva di un veicolo in sequestro amministrativo. La Corte aveva già indicato nella sentenza n. 58 del 2012 una possibile interpretazione conforme che il rimettente non aveva esaminato.
Di cosa si tratta
L’art. 335 c.p. punisce il custode che per colpa agevola la “sottrazione” di una cosa sottoposta a sequestro. Dopo la sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione n. 1963/2011, la circolazione abusiva di un veicolo sottoposto a sequestro amministrativo è diventata un mero illecito amministrativo ex art. 213 del Codice della strada, non più il reato di sottrazione di cose sottoposte a sequestro (art. 334 c.p.). Rimaneva però incerto se l’agevolazione colposa da parte del custode continuasse ad essere reato ex art. 335 c.p.
La questione di legittimità costituzionale
Il Tribunale di Napoli ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell’art. 335 c.p. in riferimento all’art. 3 Cost., nella parte in cui punisce penalmente l’agevolazione colposa da parte del custode, mentre la condotta dolosa diretta del custode medesimo è ormai depenalizzata: si determinava così il paradosso di punire più severamente la condotta meno grave (colposa) rispetto a quella più grave (dolosa).
La decisione della Corte
La Corte ha dichiarato la manifesta inammissibilità, richiamando la propria sentenza n. 58 del 2012 (pronunciata dopo l’ordinanza di rimessione), la quale aveva già indicato una possibile interpretazione conforme a Costituzione: il custode che per colpa agevoli la circolazione abusiva del veicolo potrebbe rispondere a titolo di concorso colposo nell’illecito amministrativo ai sensi del combinato disposto degli artt. 5, legge n. 689 del 1981, e 213, comma 4, d.lgs. n. 285 del 1992. Il rimettente non aveva esaminato tale soluzione interpretativa.
Il principio
Prima di sollevare questione di legittimità costituzionale, il giudice rimettente è tenuto a verificare se sia possibile un’interpretazione della norma censurata che superi il dubbio di incostituzionalità. Se tale interpretazione esiste ed è stata indicata dalla stessa Corte in precedenti pronunce, la questione è inammissibile per omessa verifica dell’interpretazione conforme.
Domande e risposte
Che cosa punisce l’art. 335 del codice penale?
Punisce il custode che, per colpa, agevola la sottrazione, la soppressione o il deterioramento di cose sottoposte a sequestro dall’autorità giudiziaria o amministrativa. La pena è la reclusione fino a sei mesi o la multa fino a 516 euro.
La circolazione di un veicolo in sequestro amministrativo è ancora reato?
No: secondo le Sezioni Unite della Cassazione (n. 1963/2011), l’art. 213 del Codice della strada costituisce norma speciale che prevale sull’art. 334 c.p. e sanziona la condotta come mero illecito amministrativo. La questione del custode che colposamente agevola tale condotta è stata risolta con l’interpretazione indicata dalla Corte.
Qual è l’interpretazione conforme indicata dalla Corte?
Il custode che per colpa agevoli la circolazione abusiva del veicolo risponde di concorso colposo nell’illecito amministrativo ex artt. 5, l. n. 689/1981, e 213, comma 4, d.lgs. n. 285/1992. Ciò esclude la configurabilità dell’autonomo reato ex art. 335 c.p. e risolve la denunciata irragionevolezza del sistema.
Norme collegate
- Art. 3 della Costituzione — principio di ragionevolezza, invocato per la disparità di trattamento tra condotta dolosa e colposa
Per il testo normativo integrale e aggiornato consulta Normattiva.it.